Convocati nella commissione Urbanistica di Palazzo Zanca i vertici della società e l’assessore Scoglio. Il consigliere comunale passa all’attacco: si farà promotore di un comitato per avviare un referendum per revocare le delibere relative alla Stu. Pronta a partire la raccolta firme dell'associazione -Autonomie Popolari-
Diventa marginale la notizia che martedì prossimo, a Palazzo Zanca, i vertici della Stu saranno ospiti nella commissione Urbanistica del Comune, presieduta da Mimmo Guerrera, insieme all’assessore Gianfranco Scoglio, per approfondire la controversa vicenda del progetto di riqualificazione del Tirone. Diventa marginale perché la notizia, che ha una grande valenza politica da non sottovalutare, è un’altra: il consigliere comunale dell’Udc Giuseppe Melazzo ha preannunciato che si farà promotore di un comitato per avviare un referendum popolare con l’obiettivo di revocare tutte le delibere relative alla Stu.
Un attacco frontale, dunque, suffragato dalle leggi che consentono un’azione del genere. Che, come accennato, non può non avere anche un risvolto politico. Non è un mistero, infatti, che il progetto della Stu piaccia poco all’area Udc, compreso il vicesindaco Giovanni Ardizzone, tant’è che, si mormora a Palazzo Zanca, anche gli altri consiglieri del partito della Vela potrebbero aderire all’iniziativa di Melazzo. Che potrebbe acuire i venti di crisi politica che si respirano nelle stanze che contano del Comune di Messina.
Intanto si muovono anche i cittadini. La neo costituita associazione e centro studi “Autonomie Popolari” dedicata al ricordo del presidente dell’Ordine dei Medici Nunzio Romeo, inaugurerà la propria sede, alla presenza dei familiari dell’illustre medico e concittadino, procedendo in contemporanea ad iniziare la raccolta delle firme, «per opporsi al mastodontico e discutibile progetto di riqualificazione dello Stu-Tirone». I rappresentanti dell’associazione spiegano che «la decisione di opporsi al progetto della Stu, nasce dalle grandi perplessità che i cittadini e le diverse rappresentanze Istituzionali a tutti i livelli, oltre che rappresentanti delle diverse categorie professionali, hanno sollevato in quest’ultimo anno, puntando giustamente l’indice verso la scarsa partecipazione azionaria pubblica rispetto a quella privata, con il solo 30% di azionariato comunale, e sulle discutibili opere previste nella progettazione, tra le quali ricordiamo il grattacielo adibito uso ufficio di 15 piani ed il centro commerciale con i parcheggi sotterranei, che destano seria preoccupazione per gli effetti e le ricadute che si potrebbero avere sia in materia di impatto ambientale che di traffico veicolare».
«Di fatto – aggiunge il presidente Giuseppe Scattareggia – la zona del Tirone è stata classificata in categoria R4 (zona a grave rischio idrogeologico) dal PAI, come sottolineato dalle diverse prese di posizione da parte dei comitati nati per opporsi progetto, dalle associazioni, dal Consiglio della IV circoscrizione, dai sindacati e dai diversi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, ponendo serie perplessità sui rischi a cui, l’edificazione di questi moderni santuari edilizi, nell’attuale ipotesi progettuale, esporrebbe i cittadini messinesi, considerato inoltre, il continuo smottamento della sovrastante collina di Montepiselli, fortemente compromessa dal punto di vista ambientale. Pertanto, la decisione di opporsi a quest’ulteriore violenza nei confronti del volere popolare messinese, iniziando la raccolta delle adesione per evitare questa “riqualificazione non riqualificante del Tirone”, a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che vorranno aderirvi, presentandosi domenica 11 alle ore 19.00 nei nostri nuovi locali in via Tommaso Cannizzaro n.195».
Alla raccolta firme hanno già dichiarato la propria adesione l’Ugl e i capigruppo Mpa alla Provincia e al Comune, Roberto Cerreti e Sebastiano Tamà
