-Il nostro è un appello alla logica ed al buon senso. Abbiamo letto e riletto il testo, elaborato dalla Volturno sas, del progetto del porticciolo turistico che si vorrebbe far sorgere nella frazione San Giorgio di Gioiosa Marea. Una struttura di dimensioni impressionanti. Sono i numeri a dirlo. Di fronte a cotanto sfoggio di cifre sarebbe logico attendersi un ritorno economico per la comunità locale in misura proporzionata. Ed invece le cifre a tal proposito diventano assai modeste. Appena 15 i posti di lavoro annunciati nel piano economico e finanziario dell’opera, che poi andando a spulciare le carte e sommando le singole voci previste si desume che saranno solo 13, ovvero: 8 operai, 4 impiegati ed un dirigente (ovviamente senza alcuna garanzia che siano reclutati in loco). Sono previsti inoltre, quali benefici economici e sociali indotti, un bar, un ristorante ed alcuni edifici destinati alla rivendita di merceologie tecniche di settore. Tutto qui-.
Questa la tesi della direzione provinciale dei Verdi sul progetto di costruzione di un porticciolo a Gioiosa Marea. -La comunità di San Giorgio è al momento alquanto confusa, forse perché non è appieno al corrente del contenuto del progetto e forse anche perché spera nel miraggio del rilancio occupazionale dell’area, sbandierato dai propositori dell’opera. Ma di motivi per essere perplessi su di un’opera di tali dimensioni ve sono parecchi. Ribadiamo, non ne capiamo la logica. Nel documento denominato Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia redatto dall’Assessorato regionale al turismo, un papello di 183 pagine, troviamo che nel distretto nautico che va da Capo Peloro a Capo Cefalù sono presenti oltre a quelli di Messina, Milazzo e Cefalù i seguenti scali portuali: Portorosa, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello e Santo Stefano di Camastra. E’ addirittura previsto il riconoscimento al porto di Sant’Agata Militello, insieme a quelli di Marina di Ragusa e Marsala, dello status di porto extraregionale ovvero di hub. Perché, ci domandiamo a questo punto, realizzare l’ennesimo porticciolo turistico a Gioiosa Marea, in un contesto nel quale nel raggio di poche decine di chilometri sarà presente un’offerta consistente in termini di posti barca? Ed ancora sulla base di quali criteri si è giunti alla previsione di realizzare 304 posti barca?-
Sempre secondo i Verdi -l’impressione che si ha leggendo le carte del progetto è che questa venga fatta sulla base di criteri meramente fisici, ovvero mirando alla totale occupazione dell’area disponibile. Non è presente alcuno studio che ci illumini sulla natura della domanda di posti barca o sul trend naturale di crescita della domanda. Leggendo inoltre lo studio di prefattibilità ambientale i dubbi aumentano. E non potrebbe essere diversamente visto e considerato che sempre dal Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia-, apprendiamo che la creazione dei nuovi scali portuali dovrebbe essere finalizzata, tra gli altri, ai seguenti obiettivi: 1. tutela dell’ambiente naturale costiero nell’ottica della sua integrazione con quello interno per lo sviluppo di un turismo sostenibile diffuso su tutto il territori-; 2. recupero dell’immagine del paesaggio costiero nelle componenti naturali ed antropiche; Come si riesca a “tutelare l’ambiente naturale costiero o a recuperare l’immagine del paesaggio attraverso una colata di cemento non si comprende analizzando il testo del progetto. Né d’altra parte è dato sapere quale possa essere l’impatto ambientale dell’opera con il SIC (Sito di Interesse Comunitario) “Capo Calavà-, ITA030033, che sorge a poche centinaia di metri da San Giorgio. Lo studio di prefattibilità ambientale redatto dalla Volturno sas a tal proposito ci illustra con dovizia di particolari come il SIC in questione sia stato istituito, quali siano le sue caratteristiche naturali, quali specie botaniche e faunistiche ci vivano e via dicendo, ma assolutamente nulla viene riportato in relazione tanto agli effetti della realizzazione dell’opera sulle aree contigue, quanto alla previsione di eventuali misure di mitigazione-.
La Federazione dei Verdi di Messina ha tempestivamente inoltrato le formali osservazioni alla Capitaneria di porto di Milazzo e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente. -Nelle more rivolgiamo un appello all’amministrazione comunale di Gioiosa affinché si avvii un percorso di progettazione partecipata che dia primariamente voce e spazio agli interessi della comunità locale. Ci riferiamo in particolare ai pescatori, al costituendo comitato di cittadini ed a tutti coloro che hanno a vario titolo interesse ad usufruire della splendida baia di San Giorgio. Nulla di preconcetto da parte nostra contro il porticciolo in sè. Ma quanto meno che si metta a conoscenza della comunità locale la reale portata dell’opera in tutti i suoi aspetti-.
