"Penso a quei poveri vecchietti che non possono ribellarsi a queste angherie" - Tempostretto

“Penso a quei poveri vecchietti che non possono ribellarsi a queste angherie”

“Penso a quei poveri vecchietti che non possono ribellarsi a queste angherie”

giovedì 18 Ottobre 2018 - 08:06
“Penso a quei poveri vecchietti che non possono ribellarsi a queste angherie”

"Mi hanno detto arrangiati da solo, non c'è auto. Ma come facevo con la tropina negli occhi?" racconta ai vigili uno degli utenti. E un altro "non c'era auto, mi hanno chiesto di cambiare l'orario della visita in ospedale..."

Il racconto del signor X ai vigili urbani

Il racconto del signor Y

Dalla lettura degli esposti fornitici dal sig. Y si può delineare un quadro generale delle criticità del servizio di trasporto, così descritte nell'esposto indirizzato all'attuale Giunta: "Con un’ auto, quindi con un autista e un assistente, in poche ore vogliono fare tantissimi interventi. Mancano gli autisti e relative auto che sono state dirottate per altri servizi (trasporto per gli handicappati). Controllo nessuno, specialmente da parte dei funzionari comunali. Il giorno X. abbandonato durante una visita oculistica (alle ore 12) con la tropina negli occhi, con l'impossibilità di vedere (era tra l'altro, una giornata soleggiata) e con i problemi alle mie gambe neuropatiche (cammino grazie al bastone), telefono alla cooperativa per essere riportato a casa e mi ha detto:"non ci sono autisti, si deve arrangiare da solo", pensate alla mia reazione. Dopo un giro di telefonate, dove li ho insultati e le grida che si sentivano in tutto l'ospedale, finalmente alla 14,45 è arrivata un’ auto della cooperativa. Per ogni auto vi è un autista ed un solo accompagnatore; accompagnatore che si deve dividere nel frattempo con tre o quattro assistiti quando non sono persino cinque o sei. Il problema è "mettere gli assistiti, contemporaneamente nella stessa auto. Non è la prima volta che gli assistiti debbono arrangiarsi nella stessa auto. Indipendentemente dalle patologie e dalle malattie che abbiamo. Patologie che potrebbero essere dannosi per gli altri infermi. Le auto dovrebbero essere lavate e sterilizzate giornalmente, cosa che non succede. Non sono lavate per settimane, ed in alcuni casi puzzano maledettamente. Alcune di esse sono pericolose, guaste (una di esse da un anno ha i cuscinetti anteriori logorati), gomme lisce, Anzi incurante della salute degli altri, trasportano promiscuamente anche i pazienti, sovente portatori di patologie e loro stessi a rischio di malattie. Per farla in breve, noi assistiti, così come le strutture sanitarie, i presidi e i medici "dobbiamo essere al servizio della Cooperativa ", altrimenti ci minacciano di toglierci le prestazioni e l'assistenza

Il racconto del signor Z

Oggi alle ore 12,00 (24 agosto 2018 nota degli scriventi) ho telefonato, alla cooperativa, per prenotare una visita cardiologica di: "Controllo e Programmazione del ICD, con ECG" un nuovo apparecchio che mi è stato inserito l'otto giugno. Il controllo serve per monitorare il funzionamento dell'ICD, controllo che è stato fatto contemporaneamente da un Cardiologo e da un Ingegnere Elettronico. Io vivo (dal 2007) grazie a questo marchingegno, e se non funziona in pochi secondi, posso lasciarci la pelle. Questo, i funzionari della cooperativa, non l'hanno capito. Il controllo mi è stato prenotato, dal Centro IRCCS – Piemonte (dove sono stato operato) per il 4 settembre 2018, alle ore 09,00. La signora prima e la signora seconda (della cooperativa) mi hanno detto:" Quel giorno sono tutti occupati, è tutto pieno. Si faccia dare un nuovo appuntamento dal presidio sanitario Stiamo scherzando? Due impiegate amministrative, danno ordine al PRESIDIO SANITARIO dando consigli ai medici? E se io, nel frattempo, ci lascio la pelle? Che cosa debbo fare per avere un servizio che mi garantisce il giusto andamento delle mie malattie? A chi devo rivolgermi? Penso a quei poveri vecchietti che non possono ribellarsi a questi tipi di "angherie”

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