Reggio Calabria, corso Giuseppe Garibaldi diventerà corso Gianni Versace? - Tempostretto

Reggio Calabria, corso Giuseppe Garibaldi diventerà corso Gianni Versace?

Redazione

Reggio Calabria, corso Giuseppe Garibaldi diventerà corso Gianni Versace?

sabato 30 Luglio 2022 - 12:45

Batti-e-ribatti sulla valenza del 'Patto per Reggio'. Assente Forza Italia in polemica con l'arrivo tardivo delle carte, a sorpresa le dà manforte Versace

REGGIO CALABRIA – La proposta è di quelle dirompenti. E non solo perché riapre una ferita che dura da 25 anni (se si vuole considerare solo il sangue versato in Rodeo Drive) ma, in realtà, da molti di più; è dirompente anche per le rive ultramoderate e dichiaratamente cristiane-in-politica da cui proviene.

Il caso Versace (…Gianni, non Carmelo)

Nel corso del Consiglio comunale di ieri, che ha visto il “via libera” alla manovra di bilancio dell’Ente, Massimo Ripepi (Italia al centro) ha tirato fuori questa proposta: la strada maestra di Reggio Calabria sia intitolata al figlio più illustre di questa città. Che, fra mille polemiche, in questi anni s’è visto giusto intitolare l’auditorium del Cedir: un po’ poco e, per molti versi, malgrado il Centro direzionale di Sant’Anna accolga anche gli uffici comunali, anche una soluzione toponomastica non molto congruente rispetto alla personalità e all’arte che furono di Versace.
E chiede, Ripepi, un referendum consultivo su scala cittadina che legittimi e sancisca in via ufficiale e definitiva questa scelta.

Neanche questa ‘mossa a sorpresa’, tuttavia, ha portato Paolo Brunetti a deflettere dal suo proposito: il sindaco facente funzioni mantiene coperta la grande novità in serbo per Reggio e che, aveva annunciato lui stesso nei giorni scorsi, riguarderà proprio il suo rapporto con uno dei più celebrati stilisti di tutti i tempi, così profondamente magnogreco – e dunque identitario – nel suo apparire come nelle sue superbe creazioni.

Sì (risicato) alla manovra di bilancio

Assente Forza Italia, in polemica con la concreta impossibilità dichiarata dei consiglieri d’opposizione di svolgere adeguatamente e per tempo il proprio sindacato ispettivo, con particolare riferimento alla cruciale manovra finanziaria dell’Ente. Dopo lunghe ore di dibattito d’Aula, passa invece il bilancio. Ma con soli 15 voti a favore.
Dove sono tutti gli altri?

Il tema sussiste eccome: le Politiche sono alle porte. E specie nella parte del “Centro allargato” formazioni come Azione o Fratelli d’Italia o l’Udc ‘ritrovata’ a Palazzo San Giorgio risultano tremendamente attrattive per qualcuno… Le prossime ore, ovviamente, ci diranno meglio.

Ma, visto che abbiamo citato i calendiani – su scala nazionale, freschi di cooptazione di ben due ministre come Mara Carfagna e Mariastella Gelmini –: proprio Versace (…Carmelo stavolta, evidentemente) lancia una bordata mica male all’indirizzo dei burocrati, già negli anni passati ampiamente nel mirino della magistratura da un lato e delle staffilate di vari elementi di Giunta e Consiglio dall’altro. Un po’ sorprendentemente, forse per quel non-so-che-di-Centro…, lo fa dando implicitamente ragione ai forzisti: «Impensabile che le carte ci arrivino l’ultimo giorno, così non si può lavorare. Serve una formale verifica delle responsabilità di tutto questo».
Non per questo manca un duplice richiamo di Demetrio Marino e Massimo Ripepi a presunti brogli delle Comunali 2020 e mancato rispetto delle previsioni del Codice etico di Avviso pubblico, sussunto a suo tempo dal Consiglio ma poi (‘processo Miramare’ docet) disapplicato.

Nel merito del Documento unico di programmazione (Dup), poi, Brunetti ‘schiaffeggia’ il neo-udiccino Mario Cardia, già alla guida della Commissione “Bilancio” appunto, ribadendo la sua tesi (basta guardare gli anni passati per capire, però, come un po’ tutti gli schieramenti la applichino volentieri solo se in fase di gestione, mai se all’opposizione…): delle questioni di bilancio si deve parlare “nel” Palazzo, dentro le Commissioni o in Assemblea.

Irene non ci sta…

L’assessore al Bilancio Irene Calabrò però “non ci sta”, né alle critiche dirette degli oppositori… né a quanto sentito da Versace, pur non nominandolo. E ricorda «a tutti» (a tutti: appunto) che l’anno prima il Bilancio fu pronto solo a fine agosto, e che pochi minuti prima di prendere la parola è stata avvisata dalla Prefettura reggina che «ci sarà una proroga al 31 agosto per i bilanci dei tanti Enti in difficoltà: non era affatto scontato che il nostro fosse approvato oggi».

«Il bilancio di previsione – ha asserito tra l’altro l’assessore Calabrò, difendendo da vari attacchi la valenza del ‘Patto per Reggio’ – per il nostro Ente è come una sorta di busta paga impegnata. Seppure non abbiamo contratto debiti in questi anni è chiaro che ci sono ancora gli indebitamenti pregressi da rispettare. Ed in questo senso le somme introitate servono a coprire il disavanzo precedente; nonostante i miglioramenti progressivi si parte comunque da una base con il segno meno da ripianare. La sfida adesso, a livello normativo nazionale, è andare oltre il concetto di bilancio come somma di fondi da accantonare, per arrivare ad un bilancio di servizi, per evitare che sia sempre una sommatoria di impegni finanziari da garantire. Ad oggi ci stiamo riuscendo e il segno di questo bilancio di previsione è appunto quello del risparmio e dell’erogazione di quasi 2 milioni per l’efficientamento dei servizi pubblici essenziali, oltre naturalmente alle fonti di finanziamento esterne che non ci sono state affatto regalate, ma che ci siamo conquistati sul campo, grazie ad una gestione virtuosa, e che ora siamo chiamati a spendere».

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2 commenti

  1. Giustissimo! È ora che tutte le vie le piazze ed i corsi, qui nel meridione, siano intitolate a personaggi che hanno dato lustro alle nostre terre.
    Basta con chi, in nome dell’unità d’Italia ha massacrato, saccheggiato e distrutto cultura e futuro della ns terra, abolire ì nomi di Vittorio Emanuele, Garibaldi, Bixio, Cavour ecc…

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  2. Se si concretizza mi fa molto piacere per due motivi. 1) intanto è giusto ricordare un imprenditore diventanto famoso nel mondo; 2) francamente che ogni città soprattutto del sud debba ricordare un personaggio o meglio un bandito che ha saccheggiato ed ucciso francamente mi sembra eccessivo e sarebbe il caso di riscrivere i libri di storia.

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