Metromare. Il PdCI di Reggio denuncia la -truffa-, si affida ai magistrati e annuncia proteste eclatanti per ottenere la revoca del finanziamento

Metromare. Il PdCI di Reggio denuncia la -truffa-, si affida ai magistrati e annuncia proteste eclatanti per ottenere la revoca del finanziamento

Metromare. Il PdCI di Reggio denuncia la -truffa-, si affida ai magistrati e annuncia proteste eclatanti per ottenere la revoca del finanziamento

martedì 03 Agosto 2010 - 12:38

-E' una vergogna, non arretreremo di un centimetro e mobiliteremo il popolo dei pendolari. Questa Metromare è solo una speculazione ai danni della gente-

I Comunisti Italiani di Reggio non ci stanno. E nei confronti dello -scandalo-Metromare-, di cui abbiamo già ampiamente parlato in queste pagine, hanno deciso di presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica.

Il provvedimento è stato presentato alla stampa stamattina al porto di Reggio Calabria, nel -luogo del delitto-: il segretario cittadino del PdCI Ivan Tripodi ha voluto sottolineare la scelta logistica della conferenza stampa dicendo che -siamo propro qui al porto per dare un segno concreto della nostra presenza sui problemi della gente nei luoghi in cui accadono le cose-.

E proprio Tripodi, in qualità di segretario cittadino del PdCI, ha firmato l’esposto presentato poco prima, in mattinata, alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Il documento è stato redatto con il supporto di Vincenzo Crupi, avvocato e componente della segreteria provinciale del partito. Crupi ha spiegato che con questa denuncia si vuole -far emergere quei profili di rilevanza penale di tutta la scandalosa vicenda della Metromare. Quelli del Consorzio ci dovrebbero spiegare come mai fino al 27 giugno il servizio svolto da Bluvia costava molto meno rispetto a quanto non è costato a partire dal giorno successivo con l’aggravante di un congruo contributo da parte dello Stato. Siamo convinti che si può configurare una frode e una truffa perchè la collettività paga due volte, prima tramite il governo e poi in biglietteria-.

Proprio Ivan Tripodi ha spiegato, nel dettaglio, le motivazioni che l’hanno spinto a rendersi protagonista di quest’iniziativa, anche perchè – da pendolare oltre che da uomo politico impegnato nel sociale – il problema gli sta a cuore due volte e lo conosce benissimo in quanto lo vive quotidianamente sulla propria pelle.

-Su questa Metropolitana del Mare – ha detto Ivan Tripodiabbiamo assistito a tante parole ma pochi fatti concreti. I Comuni di Reggio, Messina e Villa il 28 giugno hanno brindato con i personaggi di Ustica Lines e di Metromare, e questa è la cosa più vergognosa e stucchevole a livello politico. Quello della Metromare è un servizio fallimentare che ha aggravato le difficoltà già precarie dei trasporti nello Stretto. Proprio sulle strategie di sviluppo comune tra le due sponde dello Stretto, sulla Città Metropolitana e sull’area metropolitana dello Stretto, assistiamo ogni giorno a tantissime chiacchiere: la realtà è che dopo le 19 le due Città sono irraggiungibili e non c’è, di fatto, alcuna conurbazione. La cosa che più ci dà fastidio è che il Consorzio Metromare, per realizzare un disservizio, viene pagato profumatamente: esattamente si tratta di otto milioni e trecentotrentamila euro annui per i tre anni previsti dal bando di gara che significa 624mila euro al mese e 23mila euro al giorno. Sono cifre esorbitanti. Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’amministratore del Consorzio Metromare Vittorio Morace sono gravissime e provocatorie. Con l’attivazione della Metromare il servizio di trasporti nello Stretto è peggorato alimentando caos e sconcerto tra i pendolari. Inoltre il prezzo dei biglietti è aumentato di oltre il 60%. Non solo il danno, ma anche la beffa: parlando insultano l’intelligenza delle persone. L’abbonamento, che costa molto più di prima, non vale sabato e domenica: qual’è la logica? E che dire delle corse per l’Aeroporto, senza nessuna concidenza con i voli? Questa Metromare non sta nè in cielo nè in terra, è indispensabile fare chiarezza perchè ci sono responsabilità ben precise. Da parte nostra abbiamo ritenuto corretto chiamare in causa la magistratura che, speriamo, possa accertarle. Inoltre – ha proseguito il segretario cittadino del PdCi di Reggio Calabria – vorrei sottolineare il caso delle assunzioni del Consorzio Metromare. Il bando prevedeva anche l’assunzione di una serie di lavoratori precari marittimi, che sono tantissimi vista la politica di dismissione di Rfi. C’era stato un accordo sancito alla presenza del prefetto di Messina, non erano solo parole ma fatti concreti. Secondo un parlamentare messinese ci sono, invece, assunzioni poco chiare frutto di clientele. Ma a parte questo, di certo c’è che i lavoratori precari non sono stati assunti in questo consorzio così come invece prevedeva il bando. Noi non andremo in ferie e su questa questione non arretreremo di un centimetro, siamo disposti ad andare fino alla corte dell’Aia per verificare se ci sono, come noi pensiamo, illeciti nella procedura. Quello dei trasporti nello Stretto è un problema serio che non riguarda solo una piccola elite di cittadini, ma persone che semplicemente vogliono andare a studiare o lavorare, non a fare i turisti! Si tratta di un’emergenza sociale e ci dispiace – ha concluso Tripodiche gli Amministratori degli enti locali e soprattutto del Comune di Reggio Calabria sono lontani da questi problemi della gente, anzi, sono complici perchè il 28 giugno brindavano con loro quando è stata inaugurata la Metromare-.

Lorenzo Fascì, Segretario provinciale del PdCI, ha aggiunto che -l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria troppo spesso dà ai cittadini un volto della Città che non esiste. Questo della Metromare è un esempio eclatante. Addirittura feste e fanfare per il nuovo servizio che ha portato solo svantaggi ai cittadini. Io, da ex presidente della circoscrizione di Ravagnese, nel merito vorrei sottolineare l’assurda situazione legata all’Aeroporto. Hanno investito per il pontile e per collegare lo scalo con Messina e la Sicilia, ma la Metromare è inutile e per l’ennesima volta lo scalo reggino viene sbeffeggiato-.

Massimo Canale, capogruppo del PdCI in Consiglio Comunale e già candidato Sindaco per le prossime amministrative, ha spiegato che quello della Metromare era -un bando nato per unire due città malamente collegate. Ma, nei fatti concreti, non ha fatto altro che mettere in piedi un servizio con una ricaduta devastante sull’economia delle due città e sugli interessi dei pendolari. Mentre sul piano politico si proclama la soddisfazione per l’Area Metropolitana, sul piano concreto c’è un incredibile -muro- legato all’aumento dei prezzi e allo scandalo del disservizio. E’ una vera e propria speculazione commerciale. In prospettiva si dovrà lavorare affinchè l’Area Metropolitana dello Stretto venga realizzata partendo proprio dai pendolari che quotidianamente attraversano lo Stretto. L’iniziativa di Ivan, di rivolgersi alla magistratura, è lodevole. Ma io voglio dire che a prescindere dalle scelte della magistratura, sicuramente si tratta di un esempio di cattiva amministrazione. La metromare non soddisfa le esigenze della città metropolitana-.

E mentre gli esponenti comunisti parlano di -frode-, -truffa- e di -speculazione commerciale-, gli aliscafi nello Stretto che collegano Villa San Giovanni a Messina e l’Aeroporto con Messina viaggiano, quotidianamente, vuoti!

In chiusura della conferenza stampa è intervenuto anche il segretario Regionale del PdCI, Michelangelo Tripodi: -Rispetto al grande obiettivo dell’integrazione e della costruzione dell’Area Integrata dello Stretto – ha detto – il progetto della Metromare, per come si delinea, non corrisponde all’obiettivo. Dov’è la continuità territoriale? La Metropolitana del Mare nasceva proprio per avviare un servizio funzionale a una visione e a una prospettiva ampia rispetto a uno scenario complessivo di sistema con collegamenti anche nelle ore serali e notturne. Oggi se si vuole andare la sera a Reggio/Messina per recarsi al teatro, o ad altro, non lo si può fare! Serve un servizio h24! E il tutto a prezzi accettabili! La magistratura ha il dovere di farci sapere cosa sta accadendo, perchè se si pagava 4,5 euro senza contributo statale fino al 27 giugno, non è possibile che dal 28 giugno, con tutti quei soldi in arrivo dallo Stato (23mila euro al giorno!) si paghi 7 euro! Semmai il prezzo sarebbe dovuto scendere, non aumentare quasi raddoppiandosi. E’ una frode!! A settembre dobbiamo fare forme più importanti, effifaci e incisive di mobilitazione e protesta. E dobbiamo chiedere a tutte le istituzioni di fare la loro parte. I Comuni devono tutelare i loro concittadini. Idem le Province e le Regioni. Tutte le istituzioni locali devono mettersi insieme e impegnarsi in una battaglia comune. L’obiettivo è la revoca del finanziamento. Lo Stato non deve versare nelle casse di questi personaggi tutti questi soldi l’anno. Qualsiasi altra impresa avrebbe fatto molto di più e molto meglio con un servizio più efficiente e a prezzi più economici, con questo finanziamento. Vogliamo smuovere le acque. Adesso non è che siccome hanno vinto la gara, non possono essere guidicati o non possono subire interventi. Non è che sono insindacabili. Le loro scelte sono la negazione del capitolato. Fanno tutto il contrario di ciò che dice il bando. Addirittura si sono permessi di chiedere più soldi per i collegamenti con l’Aeroporto!! Continua a non essere garantita la continuità territoriale così come viene meno l’obiettivo strategico di integrazione tra le due città. A Venezia la mobilità sul mare si paga molto meno e funziona molto meglio con i vaporetti. Dovremmo prendere esempio da lì…-

Per i trasporti nello Stretto, quindi, si preannuncia un -autunno di fuoco-, come scriviamo da tempo anche a prescindere delle intenzioni del PdCI: quando migliaia di giovani studenti si troveranno riuniti sui moli dei porti di Reggio, Villa e Messina e dovranno continuare a sopportare quotidiani gravissimi disagi per poter, semplicemente, attraversare pochissimi km di mare con l’obiettivo di studiare e/o lavorare, allora sì che la situazione potrà sfociare in forme di protesta incontrollata: il Comitato dei Pendolari ha già allertato la Prefettura di Reggio Calabria e le forze dell’ordine sono, quindi, già pronte a una simile evenienza d’emergenza.

Intanto però c’è anche chi s’è rassegnato: come emerge dall’ultimo rapporto della Cisl, di anno in anno il numero di passeggeri nello Stretto sta diminuendo proprio perchè in molti ormai preferiscono abbandonare corsi di studio o ambizioni lavorative nell’altra sponda rispetto alla loro città natale o di residenza, in quanto -il gioco non vale più la candela- – come si suol dire – a causa di questo scellerato e sempre più difficile sistema di mobilità per un’area che dovrebbe essere -integrata- e che invece, oggi, con la Metromare, è più che mai -dis-integrata-.

Su www.trasportisullostretto.it il testo integrale dell’esposto di Ivan Tripodi e dei Comunisti Italiani alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria

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