Reggio. Giornalista aggredito in pieno centro mentre stava facendo delle riprese

Reggio. Giornalista aggredito in pieno centro mentre stava facendo delle riprese

Dario Rondinella

Reggio. Giornalista aggredito in pieno centro mentre stava facendo delle riprese

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lunedì 04 Settembre 2023 - 09:43

Cesare Minniti, collaboratore dell'emittente locale "Reggio TV", è stato aggredito da alcune persone mentre stava riprendendo le conseguenze di un incidente

REGGIO CALABRIA – Il giornalista, Cesare Minniti, collaboratore dell’emittente locale “Reggio TV”, è stato aggredito da alcune persone a Reggio Calabria mentre stava riprendendo un incidente stradale accaduto poco prima. Cesare Minniti è stato colpito con calci e pugni dagli aggressori, che si sono poi allontanati. Minniti, è stato portato al pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria dove gli sono state medicate le numerose lesioni riscontrate, guaribili in sette giorni. Il giornalista ha presentato denuncia alla Polizia di Stato. Del fatto avvenuto lo scorso giovedì, se n’è avuto notizia solo nella giornata di ieri .


“In quei terribili momenti – ha affermato Minniti in una dichiarazione rilasciata all’Ansa – non mi sono mai perso d’animo. Non credo ci sia un clima di violenza a Reggio Calabria, ma mi sono reso conto che ci sono persone che controllano in maniera capillare il territorio e si sentono autorizzate a fare ciò che vogliono. Per quanto mi riguarda, comunque, continuerò senza titubanze a fare il mio mestiere di cronista, incoraggiato dalla parte sana della città”. “Ho cercato di parare i colpi – ha proseguito Minniti nel suo racconto – ma la volontà di chi mi ha aggredito era di farmi male. Non so spiegarmi i motivi dell’aggressione e non riesco ancora a comprendere perché quelle persone si siano tanto infuriate”.

Il giornalista, per sottrarsi ai suoi aggressori, si é rifugiato in un negozio ubicato nelle vicinanze. Lo stesso negozio è dotato di telecamere di sorveglianza che potrebbero avere ripreso l’aggressione. “In quei terribili momenti – ha detto ancora Minniti – non mi sono mai perso d’animo. Non credo ci sia un clima di violenza a Reggio Calabria, ma mi sono reso conto che ci sono persone che controllano in maniera capillare il territorio e si sentono autorizzate a fare ciò che vogliono. Per quanto mi riguarda, comunque, continuerò senza titubanze a fare il mio mestiere di cronista, incoraggiato dalla parte sana della città”. Numerosi gli attestati di solidarietà sono giunti al giornalista dell’emittente televisiva di Reggio TV.

GIUSY PRINCI

“Appreso del vile gesto che ha visto, suo malgrado, protagonista il giornalista di RTV, Cesare Minniti che, nel consueto esercizio delle sue funzioni, del suo attento e puntuale racconto dei fatti, è stato oggetto di minacce da parte di un gruppo di giovinastri indispettiti dal fatto che qualcuno evidentemente ha “osato” fare bene il mestiere del giornalista, esprimo la mia personale oltre che istituzionale vicinanza e solidarietà al direttore responsabile di RTV, Eduardo Lamberti Castronuovo, a tutta la redazione giornalistica e soprattutto a Cesare Minniti, del quale ho sempre apprezzato le qualità umane oltre che professionali. Esorto Minniti e la redazione di RTV tutta a continuare ad operare con la forza e con la serietà di sempre, con la consapevolezza che una stampa libera ha un ruolo sociale fondamentale nell’arginare i soprusi e il malaffare. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, come recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana, ai commi 1 e 2, dove la libertà di stampa è, appunto, cristallizzata come uno dei cardini della nostra Repubblica”.

MASSIMO RIPEPI

“Voglio manifestare tutta la mia solidarietà a Cesare Minniti, giornalista impegnato e lavoratore indefesso. È con amarezza che apprendo della vile aggressione che ha subito, mentre svolgeva il suo lavoro di servizio alla città e per i cittadini. Ma la verità purtroppo, non solo non piace vedersela sbattere in faccia, e ciò perché la nostra amata, nobile Reggio ha anche un lato oscuro: una mentalità, che va ad ogni costo estirpata. L’aggressione gratuita al giornalista Minniti ne è una prova lampante. Una vergognosa e indegna messinscena di gratuita follia, inciviltà e ignoranza, a danno di un operatore nel pieno delle sue funzioni professionali e soprattutto a danno dei reggini altrettanto onesti e pronti a lottare per fare risorgere Reggio.

Il mio pieno appoggio e sostegno va a Minniti, all’emittente Reggio TV, ed al suo editore, che come sempre si fonda e si batte per la legalità ed il buon giornalismo ed a tutti quei giovani professionisti, che non lesinano le fatiche quotidiane pur di trasmettere quell’unica verità.

Se anche una gretta coscienza è ormai il nume tutelare di una piccola parte di questa nostra bistrattata città; se anche c’è chi fa finta di niente rispetto a episodi come questo, che inneggiano alla violenza senza senso, e se anche nessuno volesse più crederci, è altamente giusto e lecito, è un dovere civico, mostrare la realtà, raccontare il marcio, denunciare l’iniquità. Su questo Cesare Minniti è paladino, di questo facciamo ancora una volta la nostra bandiera, e ci sentiamo orgogliosi di avere un giornalista come lui, al servizio senza se e senza ma”.

KLAUS DAVI

“Desidero manifestare la mia più totale solidarietà al giornalista dell’emittente regionale ‘Reggio Tv’ Cesare Minniti per la vile aggressione subita a San Brunello solo perché faceva il suo lavoro.” lo ha dichiarato Klaus Davi. “Minniti era in quel posto soltanto per documentare un fatto di rilievo giornalistico , era sul territorio, come decine di giornalisti fanno tutti i giorni, correndo rischi in queste terre difficili. Sono sconcertato invece dal silenzio delle istituzioni e dei politici locali su quanto avvenuto. Un segnale davvero inquietante su quanto la classe dirigente di questa città sia diventata sorda, miope, insensibile moralmente ed eticamente frigida. E infatti i risultati si vedono. Poi nei dibattiti pubblici e durante le passerelle varie le cosiddette élites si lamentano sulla diffusione della ‘cultura mafiosa’. Il silenzio in questi casi non e’ forse una forma di omertà? Anche l’omertà espressione di chi dovrebbe dirigere il paese – come abbiamo visto con le incredibili vicende del Dc 9 di Ustica emerse in queste ore – è ancora più sconcertante di quella che si attribuisce al popolo. “


 

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