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Reggio. Usb, oggi alle 18 sit-in di solidarietà verso i sindacalisti arrestati a Piacenza

Redazione

Reggio. Usb, oggi alle 18 sit-in di solidarietà verso i sindacalisti arrestati a Piacenza

giovedì 21 Luglio 2022 - 11:00

Manifestazione in piazza Italia da parte del sindacato di base, convinto che si vogliano rendere 'fuori legge' gli scioperi e il sindacalismo 'conflittuale'

REGGIO CALABRIA – Oggi pomeriggio, sit-in dell’Usb di Reggio Calabria nel cuore della città per solidarizzare con gli otto dirigenti nazionali e piacentini dell’Usb e del Si Cobas, da anni operanti nel settore della logistica, arrestati martedì scorso dalla Polizia su input della Procura di Piacenza.

«Macché scopi estorsivi, allestito un ‘teorema’ giudiziario»

«Con ben 350 pagine di ordinanza si costruisce un vero e proprio “teorema giudiziario” sulla scorta di un elenco interminabile di “fatti criminosi” quali picchetti, scioperi, occupazioni dei magazzini, assemblee ecc. Le accuse sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio.

Per la Procura di Piacenza – scrivono dall’Usb reggina – le lotte condotte nei magazzini della logistica dal 2014 al 2021: sarebbero state attuate per motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi”, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale.

Questo teorema giudiziario è un evidente tentativo, questo sì criminale, di cercare di impedire che nei magazzini della logistica, nei luoghi della produzione e della commercializzazione delle merci cresca e si rafforzi il sindacato di classe, conflittuale, che non cede di un millimetro sui diritti dei lavoratori. Si vuole negare la legittimità del sindacalismo conflittuale e delle sue pratiche e si vuole dare una ulteriore spinta repressiva contro il diritto di sciopero in un settore strategico per le multinazionali e per il capitale».

«Attacco politico di chi vuol rendere illegittimi gli scioperi»

Questo però, nella visione almeno di Peppe Marra & C., non c’entra niente con l’aver privato significativi dirigenti sindacali della stessa libertà personale. «Grazie ad anni di dure lotte contro lo sfruttamento delle multinazionali, contro il sistema infame degli appalti e delle finte cooperative più o meno infiltrate dalla mafia, migliaia di lavoratori a Piacenza e in gran parte del centro-nord hanno conquistato salari dignitosi e messo fine ai ricatti imposti dai padroni, pagando un prezzo durissimo in termini repressivi e di sangue, come dimostrato dagli omicidi di Abd El Salaam nel 2016 fuori ai cancelli Gls di Piacenza e di Adil Belakhdim lo scorso anno all’esterno del magazzino Lidl di Biandrate.

Ci troviamo così di fronte a un attacco politico su larga scala teso a mettere fuori legge gli scioperi e la contrattazione nelle aziende, quindi ad eliminare definitivamente il sindacato di classe e conflittuale dai luoghi di lavoro. L’avanzare della crisi capitalistica, e il malessere sociale sempre più montante a seguito dell’economia di guerra e del carovita, producono un’offensiva sempre più stringente contro i lavoratori, e in particolare contro le avanguardie di lotta sindacali e sociali.

Contro questa ennesima provocazione poliziesca è necessario rispondere in maniera unitaria e compatta, al di là di ogni steccato di categoria o di appartenenza di sigla. Per questo oggi, giovedì 21 luglio, dalle 18 saremo in piazza anche a Reggio Calabria davanti alla Prefettura: invitiamo a partecipare tutti i movimenti sociali e politici del territorio. Le lotte operaie, contro sfruttamento e caporalato, non si processano!».

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