L'elezione di Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria ed eletto nel Pd nel Collegio Sud, è a rischio per due motivi
REGGIO CALABRIA – Nonostante i dati provvisori pubblicati su Eligendo, la distribuzione dei seggi a Palazzo Campanella non è ancora definitiva. L’interpretazione della legge elettorale e i verbali dei tribunali potrebbero infatti modificare la composizione del Consiglio regionale.
Al centro della partita c’è Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria ed eletto nel Pd nel Collegio Sud, ma la sua elezione è a rischio per due motivi.
Il primo riguarda la soglia di sbarramento del 4%. Eligendo attribuisce a Noi Moderati il 4,03% (30.613 voti su 759.004 voti di lista). Tuttavia, secondo un’altra interpretazione della legge, il calcolo andrebbe fatto sui voti validi complessivi regionali (792.731), includendo anche quelli per i candidati presidenti. In questo caso, Noi Moderati scenderebbe al 3,86%, restando sotto soglia e perdendo i due seggi attuali (Vito Pitaro e Riccardo Rosa).
La loro esclusione rimetterebbe in gioco il conteggio dei resti e del premio di maggioranza: entrerebbero Michele Comito (Occhiuto Presidente, Collegio Centro) e Franco Sarica (Lega, Collegio Sud). Questo ricalcolo sposterebbe un seggio del Pd dal Sud al Centro, facendo uscire Falcomatà e facendo entrare Giusy Iemma.
Il secondo rischio per Falcomatà è indipendente da Noi Moderati e riguarda il confronto dei resti Pd tra Centro e Sud. Se, dopo la verifica dei verbali o eventuali ricorsi, il Pd del Centro guadagnasse almeno 260 voti (o il Pd del Sud ne perdesse circa 250), il seggio “di resto” passerebbe comunque al Centro: anche in questo caso, Iemma dentro, Falcomatà fuori.
