Operazione Beta, i contatti tra i Romeo e l'architetto Parlato - Tempo Stretto

Operazione Beta, i contatti tra i Romeo e l’architetto Parlato

Alessandra Serio

Operazione Beta, i contatti tra i Romeo e l’architetto Parlato

lunedì 29 Ottobre 2018 - 09:29
Operazione Beta, i contatti tra i Romeo e l’architetto Parlato

Il dirigente del Comune compariva già nelle intercettazioni della prima trance dell'inchiesta nel capitolo dedicato alle pressioni dei Romeo per il bando sugli alloggi comunali di Fondo Fucile.

Non si sono fermati al ruolo dell’ingegnere Raffaele Cucinotta gli investigatori che hanno lavorato agli affari dei Romeo nel settore imprenditoriale. E sulla scorta delle nuove dichiarazioni di Biagio Grasso, socio di fatto dei nipoti di Santapaola, hanno approfondito tutti gli aspetti legati all’interesse del gruppo per i lavori banditi dal Comune di Messina. Il riferimento è all’affaire Fondo Fucile. Ed oggi vede coinvolto l’architetto Salvatore Parlato.

L’inchiesta Beta parte da una intercettazione dell’aprile 2014 che rivela “numerosi contatti diretti” tra l’imprenditore Grasso e Cucinotta, nel corso dei quali il dipendente comunale forniva le rassicurazioni sull’avvenuto spostamento del termine della presentazione delle offerte per l’acquisto degli alloggi a Fondo Fucile, com’era nelle speranze del gruppo criminale Romeo-Grasso.

Con delibera di Giunta n. 263 dell’11 aprile 2014, il Comune di Messina aveva prorogato il termine di presentazione delle offerte, con la motivazione che “i soggetti interessati, hanno anche fatto rilevare la ristrettezza dei tempi concessi, a poter produrre tutta la documentazione richiesta entro il 15 aprile, termine ultimo previsto per la presentazione delle offerte, pertanto uno slittamento dello stesso”.

Un provvedimento amministrativo che è stato duramente stigmatizzato dalla Procura della Repubblica di Messina. “Appare grave e peculiare il dover rilevare quanti provvedimenti irregolari, illeciti, strumentali, si colgono in un solo appalto”, si legge nell’ordinanza Beta 1.

Secondo quanto accertato dalla Procura, il successivo 17 aprile, Grasso, Cucinotta e il piccolo imprenditore Stefano Barbera, braccio destro dei Romeo, s’incontrano negli uffici della XP Immobiliare. “Si comprende l’esito dell’affare e si ha la conferma dell’incontro avvenuto tra Grasso e l’Assessore De Cola”, annotano i magistrati. Non solo una telefonata, dunque, ma anche un incontro tra questi ultimi due.
Il 14 maggio, l’amministratore unico della RD Costruzioni, Giuseppe Amenta, la società prescelta dal gruppo Romeo-Grasso per gli alloggi al Comune, presentava l’offerta di vendita di un complesso immobiliare in corso di costruzione costituito da 24 unità, sito in via G. Ghinigò, Villaggio Aldisio.

Due mesi e mezzo più tardi, con lettera indirizzata al Dipartimento politiche per la casa, l’amministratrice del “Parco delle Felci Srl”, Silvia Gentile, riferiva che la propria azienda aveva rilevato il ramo della RD Costruzioni e diveniva subentrante nell’offerta di alloggi dell’area di Fondo Fucile. Intanto il Comune di Messina affidava all’architetto Salvatore Parlato il compito di verificare il rispetto dei requisiti previsti dal bando di gara per gli immobili della “parco delle Felci”.

Il 27 agosto veniva registrata una conversazione, nel corso della quale Stefano Barbera faceva presente a Vincenzo Romeo della necessità “come riferitogli da parte di Raffaele Cucinotta”, di avvicinare l’architetto Parlato. Qualche giorno dopo, il 3 settembre, Romeo e Barbera si rincontravano e nel corso del dialogo i due riprendevano l’argomento Fondo Fucile.

In particolare Romeo “evidenziava di avere già avvicinato il Parlato ma che lo dovrà rincontrare, e lasciava quindi intendere del buon esito del procedimento a seguito di un pagamento”. “Il fatto resta esterno alle contestazioni, ma la gravità e indubbia”, annota la Procura.
A poco meno di due settimane della precedente conversazione, Vincenzo Romeo e Stefano Barbera s’incontravano ancora una volta e quest’ultimo raccontava quanto accaduto la sera precedente all’interno degli uffici dell’Urbanistica ove lavorava Cucinotta. “Questo giudice ritiene di estrema gravità che il Romeo riprenda il Barbera perché aveva fatto, in una telefonata, cenno all’Assessore De Cola; il dato è più che inquietate, grave”, si legge nell’ordinanza Beta. Inizialmente, infatti, il Romeo aveva ripreso il proprio interlocutore, poiché nel corso della conversazione telefonica precedente il Barbera aveva fatto cenno all’assessore all’Urbanistica. “Quindi il Barbera raccontava del litigio al quale aveva assistito, in particolare riferiva che l’Assessore, presumibilmente De Cola, aveva ripreso l’architetto Parlato poiché ancora non aveva preparato i preliminari con i proprietari delle abitazioni che dovevano essere acquistati da parte del Comune. Quindi il Barbera aggiunge che la sera precedente alla conversazione, il Parlato aveva comunicato, presumibilmente tramite il Cucinotta, di riferire all’amico loro, inteso Vincenzo Romeo, che era tutto sistemato”.

Le intercettazioni eseguite dai ROS hanno evidenziato anche “numerosi contatti” tra Biagio Grasso e l’architetto Parlato. I due, in particolare, si davano appuntamento a Fondo Fucile per effettuare il sopralluogo al cantiere il 24 luglio 2014, così come all’interno degli Uffici dell’Urbanistica ove prestavano servizio sia il Parlato che il Cucinotta. Il 31 ottobre si registrava l’ennesimo colpo di scena nella gestione interna della società proponente: Antonio Amato notificava al Comune il cambio dell’amministratore della Parco delle Felci Srl, nonché il trasferimento della sede sociale presso lo studio dell’avvocato Fichera di Catania. Sei giorni più tardi, il Dipartimento politiche della casa del Comune di Messina stilava la graduatoria delle ditte partecipanti alla vendita degli alloggi, tra cui compariva proprio la “Parco delle Felci”, complesso edilizio ancora in fase di ultimazione e la cui data finale dei lavori era prevista per il successivo 30 novembre.

A questo link tutti gli approfondimenti sull'inchiesta Beta1

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