Tour nel degrado per Ialacqua promosso dal Comitato "RisaniAmo Casa Nostra". LE FOTO

Tour nel degrado per Ialacqua promosso dal Comitato “RisaniAmo Casa Nostra”. LE FOTO

Eleonora Corace

Tour nel degrado per Ialacqua promosso dal Comitato “RisaniAmo Casa Nostra”. LE FOTO

lunedì 05 Agosto 2013 - 23:21

Il comitato di volontari “RisaniAmo Casa Nostra”, ha incontrato l'assessore Daniele Ialacqua nella cosiddetta “piazza della vergogna”. Il complesso "Casa Nostra", salendo dal Viale Giostra, versa in condizioni di degrado intollerabili. Erba alta, siringhe, rifiuti di ogni tipo, ratti, amianto e rischio incendi. Tutto questo senza luce e mezzi di collegamento con la città.

Una selva che arriva fino al secondo piano degli edifici, discariche abusive, rifiuti, siringhe, mucchi di eternit, edifici e terreni bruciati, ratti e insetti, persino armi che ogni tanto spuntano fuori da qualche palazzina abbandonata. Tutto questo senza alcune illuminazione pubblica e senza un autobus che colleghi la zona. Siamo tra gli edifici dell’ex Consorzio di cooperative “Casa nostra”, tra l’ingresso sul Viale Giostra , all’altezza dell’ASP 5 ex Ospedale Mandalari, fino al cancello di Via San Jachiddu. Qui più di 350 famiglie vivono in mezzo al nulla, in una zona che per spazi e panorama poteva non avere niente da invidiare ad un quartiere residenziale. Piuttosto recenti le stesse palazzine rosa antico che costellano la zona, sono state costruite, infatti, circa trent’anni fa, ma ormai da venti hanno conosciuto solo abandono e declino. Questo è dovuto soprattutto ad una frana che ha compromesso tredici edifici, sei dei quali, considerati a rischio e inagibili, sono stati demoliti. Non è toccata la stessa sorte, invece, ai restanti sette, che sono diventati con il tempo ricovero di degrado, vandalismo e malaffare. All’epoca della frana, avvenuta un ventennio fa e dovuto al dissesto idrogeologico, ben 78 famiglie persero la casa e gli altri residenti sono stati da allora abbandonati al loro destino. Restano come unico monito silenzioso che testimonia l’esasperazione e la rabbia di cittadini dimenticati dalle istituzioni e dal resto della città, le scritte sui muri di alcuni edifici: “Vergogna”. “Trent’anni di degrado. Ora basta!”. Scritte che gridano sdegno e invocano aiuto…

Per far fronte a questa situazione e risolverla definitivamente, i residenti si sono rimboccate le maniche e hanno fondato il comitato “RisaniAmo Casa Nostra”. La nascita ufficiale è avvenuta il 29 luglio, ma pur essendo tanto recente, il Comitato si è messo subito all’opera, dando vita, questo pomeriggio, alla prima iniziativa ufficiale: l’incontro con l’Assessore all’ambiente e ai rifiuti, Daniele Ialacqua. Invitato anche il sindaco Accorinti, che ha dovuto rimandare l’incontro a causa di altri impegni istituzionali.

“Il fatto che ci fosse una nuova amministrazione che esortava ogni cittadino a prendere personalmente in cura il territorio ci è valso da stimolo per la fondazione del Comitato – ha spiegato Silvestro Bonanno – soprattutto a farci muovere è stato l’apprendere da parte degli organi di stampa, che l’amministrazione stava scrivendo un crono programma di interventi sul territorio. Ora, non potendo contare sulla rappresentanza di nessuno, abbiamo deciso di rappresentarci da soli”. I membri del Comitato – che hanno montato un banchetto per raccogliere ulteriori adesioni al comitato stesso –accogliendo l’assessore in quella che è stata ribattezzata “piazza della vergogna” per l’inaudito degrado in cui versa, hanno ringraziato l’Assessore Ialacqua per aver accolto immediatamente la richiesta di un incontro – “in un momento in cui tutti sono in vacanza” –, regalandogli una maglia con il logo del Comitato che Ialacqua ha indossato prima di inoltrarsi tra le palazzine per il sopraluogo, che è durato un oretta.

L’intervento dell’assessore ha infuso, a detta degli stessi membri del comitato, la speranza di non essere più soli. “Il fatto che sei qui dimostra un’attenzione che non abbiamo mai avuto in questi vent’anni”, ha commentato Silvestro Bananno. I residenti, in genere, lamentano la sordità delle precedenti amministrazioni in particolare e della politica in generale – dai commenti “le amministrazioni e i nostri onorevoli cosa hanno fatto per i nostri figli?” alle scritte sui muri: “Beninati via!”, “Buzzanca via!” . in realtà l’ex presidente del V quartiere, Alessandro Russo, si è reso promotore – oltre un anno fa, ormai – di un incontro con la deputazione regionale volto a trovare soluzioni concrete. Anche il neo eletto presidente, Morabito, ha fatto recentemente un sopraluogo sul posto. La situazione, però, nei fatti è rimasta immutata. Alla fine del tour del degrado, l’assessore Ialacqua ha garantito “interventi massicci ed incisivi”. “Per risanare la zona è chiaro che si devono abbattere le palazzine danneggiate e rimaste disabitate”, ha dichiarato Ialacqua, che invitando il Comitato a Palazzo Zanca per un incontro immediato con il Sindaco, ha promesso un sopraluogo con Accorinti e tutti gli assessori della giunta, proprio per stabilire un piano d’azione congiunto. Dal canto suo, l’assessore all’ambiente ed hai rifiuti ha garantito interventi di “scerba tura, derattizzazione e rimozione di rifiuti ed inerti”. Tutto questo “a breve”.

Un altro problema, però, che assilla i residenti è quello della luce e dei trasporti pubblici. “Non c’è una linea ormai che arriva qui sopra. Dobbiamo accompagnare i nostri figli a scuola in auto tutte le mattine. Il ritorno poi, devono farlo al buio, con tutti i rischi che questo comporta”. Dichiarano i residenti che ripetutamente sottolineano all’assessore e alla stampa la paura e il disagio di vivere al buio – “trent’anni di buio…” – e c’è chi fa notare anche la difficoltà di raggiungere i cassonetti dei rifiuti, posti settecento metri più in basso. Disagio che pesa soprattutto per le persone anziane. Ad aggravare l’isolamento e il degrado della zona, anche la presenza di due strutture come la casa di riposo “Villa Katia” e il centro di assistenza per diversamente abili “Anfas”. Un mese fa, un incendio ha lambito la casa di riposo. Poco più lontano, abbandonati sulla strada, tre i rovi, amianto semi-bruciato e un materasso abbandonato al centro, quasi fosse un istallazione. Più in là, ragazzini semi- nascosti dalle canne ad altezza d’uomo.

I membri del comitato chiedono, oltre al risanamento dell’intera zona e l’abbattimento delle sette palazzine ormai abbandonate, “l’applicazione della Legge Regionale del 1993 e di quelle successive che prevedono il finanziamento (tre milioni di euro) di un Progetto esecutivo comunale per l’urbanizzazione della zona “Ritiro-Tremonti. (Strade, luce, verde attrezzato, spazi sociali, campo di bocce, etc…)”. In attesa dell’intervento dell’amministrazione, inoltre, i membri del Comitato non rimarranno con le mani in mano, oltre al gazebo installato per raccogliere le adesioni e alla mostra che testimonia il degrado della zona, puliranno loro stessi la “piazza della vergogna”, togliendo spazzatura e siringhe e provvedendo alla scerbatura. Del resto, intento dichiarato del Comitato è anche quello: “di formare una Comunità che s’impegni dal basso a coltivare propositi di solidarietà e a raggiungere l’obiettivo di una migliore qualità di Vita”. (Eleonora Corace)

Un commento

  1. invelatosempre 6 Agosto 2013 09:29

    Che il destino di una città sia nelle mani del suo Sindaco è cosa lampante.
    Che a Messina i sindaci finora hanno sempre pensato al Centro (certo con risultati modesti come le loro capacità personali) è risaputo e sotto gli occhi di tutti, basta farsi una passeggiata( per far cosa? per vedere cosa?) per la periferia, villaggi compresi.
    Che questo sindaco, come i suoi precedenti, possa esercitare una sterzata sulla direzione di marcia della città è innegabile. Solo che lo voglia e i suoi predecessori non lo hanno mai voluto!
    MA come fare?
    Basta non farsi vedere nelle processioni (momento squisitamente spirituale) in prima fila e con la fascia, non finanziare inutili giochi pirotecnici e sagre di paese, ma essere quotidianamente presente inviando giardinieri, operatori ecologici, trasporti, vigili urbani. Cioè creando i presupposti per un miglioramento della qualità della vita.
    Solo questo potrà far comprendere a talune fasce di cittadini che il voto è utile solo se va oltre il voto di scambio. Certo scombussola gli affari dell’unico indiscusso padrone di Messina; di colui che, comunque vadano le elezioni, vince sempre e porta i suoi uomini nei “posti Istituzionali” che contano, ma qualcuno si dovrà pure scontentare?
    E’ una strada ardua, Sig. Sindaco. Dovrà fare esperienza umana, guardarsi dagli amici e ricredersi dei nemici, tali solo per sua ignoranza e per i depistanti interessi di taluni suoi consiglieri .

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