Risanamento Messina, altri 10 anni e 346 milioni di euro per cancellare le baracche

Risanamento Messina, altri 10 anni e 346 milioni di euro per cancellare le baracche

Marco Ipsale

Risanamento Messina, altri 10 anni e 346 milioni di euro per cancellare le baracche

mercoledì 16 Settembre 2026 - 08:00

Il ritmo recente dimostra che la svolta c'è stata ma la strada è ancora lunga

Mantenendo l’andamento degli ultimi anni servirà ancora un decennio per cancellare definitivamente le baraccopoli da Messina. Tempi che possono sembrare lunghi ma che comunque fotografano una realtà diversa rispetto al passato: se si considera che dal 1994 al 2018 sono state consegnate appena 650 case, cioè una media di 27 all’anno, con quei ritmi sarebbero serviti altri ottanta o novant’anni.

I numeri del cambio di passo

Dal 2018 ad oggi il ritmo è salito a circa 130-140 case all’anno, grazie soprattutto all’acquisto diretto di immobili sul mercato privato e all’accelerazione impressa dalla gestione commissariale.

Oggi il quadro complessivo vede 1.479 famiglie che ancora abitano in baracca. Un conteggio che, proiettato sull’operatività reale dei cantieri e dei programmi in corso, si ridimensiona: considerando il centinaio di alloggi in costruzione nei comparti di Fondo Basile/De Pasquale e Fondo Saccà, insieme all’ottantina di case già acquistate o in fase di ristrutturazione pronte per l’assegnazione, il fabbisogno effettivo scende a circa 1.300 unità.

Con la media attuale di 130-140 consegne annuali, la stima dei dieci anni per raggiungere il traguardo appare congrua. Un’ulteriore accelerazione dei tempi resterebbe legata a un incremento del flusso di risorse e delle assegnazioni; di contro, un rallentamento burocratico o finanziario allungherebbe l’attesa.

Il nodo dei fondi e la proroga dei poteri

La variabile fondamentale resta la copertura economica. Il fabbisogno complessivo stimato per reperire le case rimanenti e completare le demolizioni, le bonifiche e la riqualificazione urbana ammonta a 346 milioni di euro. La dotazione residua della Struttura commissariale è ridotta a poco più di 3 milioni di euro, quota insufficiente per avviare nuovi interventi senza un rifinanziamento statale e regionale.

Tra le somme attese figurano i 40 milioni di euro legati ai residui della legge regionale 10/1990, sbloccati dalla legge di stabilità regionale ma ancora in fase di erogazione, oltre alla necessità di garantire la proroga dei poteri straordinari per evitare il fermo dei cantieri.

Il confronto con i primi venticinque anni di risanamento mostra come la continuità operativa rappresenti l’unico elemento in grado di evitare il ritorno alle lentezze storiche. Senza l’interruzione delle procedure e con la copertura finanziaria richiesta, l’eradicazione definitiva delle baraccopoli a Messina può passare da prospettiva lontana a traguardo raggiungibile entro il prossimo decennio.

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