Sbaraccamento: a Ritiro ed a Bisconte c'è chi dice no alle ruspe - Tempostretto

Sbaraccamento: a Ritiro ed a Bisconte c’è chi dice no alle ruspe

Sbaraccamento: a Ritiro ed a Bisconte c’è chi dice no alle ruspe

venerdì 21 Settembre 2018 - 15:40
Sbaraccamento: a Ritiro ed a Bisconte c’è chi dice no alle ruspe

Mentre a Palazzo Zanca è stato sottoscritto il terzo contratto di consegna alloggio con Capacity, sia a Ritiro che a Bisconte i residenti chiedono il risanamento dell'area ma non le demolizioni. "Sono casette abitabili e dignitose" spiegano

Ci sono diverse sfaccettature del risanamento. Se la dichiarazione dello stato d’emergenza metterà in moto la macchina dello sbaraccamento c’è chi non vuol lasciare quelle che col tempo sono diventate “casette” e chiede per lo più la riqualificazione dell’area. Frattanto c’è chi, con Capaciity, ha finalmente ottenuto un alloggio e si vede consegnate le chiavi. Diverse facce della stessa medaglia, quella di un’abitazione dignitosa.

I primi a dire no alle ruspe e sì alla riqualificazione sono i componenti del comitato #savebisconte che hanno chiesto al presidente del III quartiere e Lino Cucè ed al vicepresidente Alessandro Geraci di farsi portavoci presso il vicesindaco Mondello

A raccontare la storia del villaggio è stato Geraci che ha evidenziato come col tempo le baracche originarie in alcuni punti siano state ristrutturate e rese confortevoli da chi adesso non le vuole vedere demolite. Il villaggio ha invece un sistema fognario carente e datato, le strade e la piazza andrebbero rifatte e persiste un’ area sbaraccata nel 2005, a rischio igienico sanitario e posta sottosequestro da diversi anni. In realtà le opzioni sono due: o risanare o accettare un trasferimento ma solo in nuove abitazioni da costruire sempre a Bisconte.

L’idea è piaciuta anche nel versante opposto della città, a Ritiro, ed in questo caso a segnalarlo è stato il Consigliere della V Circoscrizione Franco Laimo.

L'esponente di Sicilia Futura fa riferimento zona di Casette Ritiro, ove diversi residenti non vorrebbero abbandonare le proprie abitazioni e allontanarsi dalle proprie radici.

“In questi lunghi decenni– spiega Laimo– la maggior parte dei residenti si sono presi cura delle proprie abitazioni con relative manutenzioni, con il risultato di aver abitazioni dignitose e non da ritenersi baracche”. Laimo chiederà un incontro col vicesindaco Mondello per affrontare la problematica.

Nel frattempo al Comune, alla presenza del sindaco Cateno De Luca, nell’ambito del progetto Capacity è stato sottoscritto oggi, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, un nuovo contratto per la consegna di un alloggio agli aventi diritto. L’atto è stato siglato davanti al notaio Enrico Siracusano dalla famiglia Rao Salvatore, alla quale, prendendo atto della documentazione prodotta da Ecos-med s.c.s., partner nel progetto, è stato riconosciuto lo status di beneficiaria del Capitale personale di capacitazione, avendo la stessa individuato un’abitazione adeguata alle proprie esigenze, compatibile con i vincoli economici del progetto e delle proprie disponibilità finanziarie. In questo caso il capitale assegnato è risultato inferiore alla quota massima consentita dal progetto Capacity, pari a 80 mila euro.

“Quando si restituisce il sorriso ad una famiglia – ha dichiarato il Sindaco – non si può che essere soddisfatti e significa che un buon amministratore ha assolto al proprio compito. Ribadisco però che quanto dovrebbe rappresentare la normalità, passi purtroppo invece per una conquista e ciò non è positivo”.

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2 commenti

  1. Come si fa a regalare le case a tanta gente che non ha mai pagato nulla ( IMU registrazione di contratto affitto ).Non siamo nel dopo guerra siamo nel 2018 e deve ritornare tutto nella legalità.Si fa un bando e chi ha diritto tra chi non ha nulla si da la casa altrimenti devono andare via senza nulla perchè sono rimasti per 50 anni senza pagare nulla.Scherziamo a premiare queste persone e trascurare i veri POVERI E SFRATTATI .Solo la Magistratura può salvare gli aventi diritto per davvero ,bloccando tutto e dare speranza a molte persone poveri ma onesti .

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  2. Certo, le persone normali, lavorano per 1200 euro al mese pagano un muto o un affitto registrato di almeno 500 euro ne restano 700 gas,luce,acqua, tari,un a media 200 euro di spese ne restano 500 quando restano.. per vivere una famiglia.
    Invece potrei infilarmi in una baracca, non pagare una mazza, pretendere una casa lavorare in nero… e vivere meglio di ora..!! Legalità prendete queste maledette case e pagate le tasse!” sanguisuga!!!
    ps il mio discorso non vale per tutti, ma per una grande maggioranza…

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