I nuovi dieci monumenti si aggiungono ai trenta già censiti in precedenza
L’Italia crolla, la crisi economica, sociale e politica, i territori devastati da una cementificazione selvaggia si sbriciolano alle prime piogge autunnali non presagiscono tempi sereni ed in questo grave quadro di decadenza si inserisce anche l’opera umana di abbandono e devastazione che rischia di far sparire importanti testimonianze dell’arte che hanno reso celebre la “Bell’Italia” nel mondo.
Tante nuove Pompei siciliane che lanciano un disperato sos per interventi urgenti indispensabili per la loro sopravvivenza, dei veri gioielli lasciati all’usura del tempo e degli uomini, un vero scempio che coinvolge ogni parte del territorio isolano.
Questo il grido dall’arme lanciato a Taormina, davanti a Palazzo Ciampoli, in occasione della presentazione della quarta black list di “Sos Heritage, la bella Sicilia che sta scomparendo”, nell’ambito dell’edizione 2011 di Salvalarte Sicilia Grand Tour.
La campagna di sensibilizzazione nasce dal prezioso contributo di singoli cittadini o associazioni private che, con estrema solerzia, hanno segnalato le criticità strutturali dei monumenti a rischio, corredate da foto, comunicandole direttamente all’indirizzo e-mail: salvalartesicilia@libero.it
Dieci i nuovi beni inseriti nella quarta black list: la Chiesa di S. Michele Arcangelo a Monforte San Giorgio e la Chiesa di S. Anna a Malfa, nell’isola di Salina; la Villa Alliata di Pietratagliata ed i graffiti dell’Addaura di Palermo; la Tonnara dell’Orsa di Cinisi; l’Hangar per dirigibili di Augusta; il Contrafforte Tondo Vecchio di Caltagirone; il Duomo normanno di Naro; il Castello di Lombardia di Enna; il Palazzo Signorelli di Castelvetrano.
Si tratta di dimore storiche, chiese antiche ed aree archeologiche abbandonate nella più totale incuria, un patrimonio offeso che rischia di cancellare una parte preziosa della memoria storica della Sicilia.
Per quanto riguarda i beni siti nella provincia di Messina, la Chiesa di S. Michele Arcangelo di Monforte S. Giorgio versa in condizioni di notevole degrado sia per l’azione del tempo, sia per la totale assenza di manutenzione e si presenta parzialmente ricoperta da vegetazione mentre nella Chiesa di S. Anna a Malfa il campanile è crollato e la struttura, senza interventi di manutenzione, è destinata ad un inesorabile deterioramento.
“Siamo già arrivati” – ha dichiarato Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia – “a quota 40 siti che corrono il rischio di essere cancellati. La campagna per la salvaguardia del nostro immenso patrimonio artistico sta ottenendo una grande riscontro da parte dei cittadini che ci scrivono segnalandoci nuovi casi di degrado. Il nostro obiettivo è quello di cancellare dalla black list il maggior numero possibile di siti e per questo motivo saremo instancabili nel sollecitare le istituzioni preposte ad attivarsi per la salvaguardia dei beni”. (Giuseppe Spano’)
