Salvarono i messinesi sotto le macerie del 1908. Ma chi era Ushakov? - Tempo Stretto

Salvarono i messinesi sotto le macerie del 1908. Ma chi era Ushakov?

Daniele Ferrara

Salvarono i messinesi sotto le macerie del 1908. Ma chi era Ushakov?

sabato 30 Novembre 2019 - 08:06
Salvarono i messinesi sotto le macerie del 1908. Ma chi era Ushakov?

Il busto che raffigura l'ammiraglio è nel Largo dei marinai russi in ricordo di quanti per primi prestarono i soccorsi

Chissà quante persone, trovandosi nei giardini in Largo dei marinai russi, si siano soffermati a osservare il busto (eretto di fianco al gruppo statuario raffigurante i prodi marinai del Baltico mentre traggono i superstiti dalle macerie del 1908) chiedendosi, non sapendo: “Ma chi era Ushakov?

L’Ammiraglio russo

Cominciamo con una risposta breve: Fyodor Fyodorovich Ushakov fu un brillante militare russo, uno dei più grandi che l’Impero abbia avuto in tutta la sua storia. Il busto in bronzo che noi abbiamo l’onore di possedere fu eretto nel 2013 accanto al monumento dei marinai, poiché l’Ammiraglio a suo tempo fu comandante (e poi anche spirito tutelare, ora vedremo perché) della Flotta del Baltico i cui equipaggi un secolo dopo, nel 1908, salpando da Augusta, soccorsero tempestivamente e con abnegazione le vittime del terremoto estraendone molte vive, di fronte al disinteresse del governo italiano.

Nato nel 1744 in seno a una piccola famiglia nobile, nel 1761 (a 17 anni!) Fyodor Fyodorovich entrò in marina e da quel momento iniziò un’eccellente carriera che si dipanò negli scenarî del mar Baltico, del fiume Don e del Mar d’Azov, per finire nel mar Mediterraneo.

Nuove tattiche

Divenuto un comandante affermato e onorato, partecipò alla seconda Guerra Russo-turca (1787-1792) nel Mar Nero. Fu l’occasione in cui poté sperimentare nuove tattiche e sistemi d’addestramento con i suoi equipaggi, che insieme al suo coraggio e al suo sanguefreddo gli permisero di sbaragliare più volte la flotta ottomana – ch’era sempre in superiorità numerica – ma senza mai essere battuto, fino alla definitiva vittoria nel 1791 a Capo Kaliakra. Dunque, nel 1798 fu investito Ammiraglio della Flotta imperiale.

Al Comando nel Mediterraneo

Al culmine del successo, Ushakov fu inviato a comandare la flotta del Mediterraneo durante la seconda Guerra della Coalizione antifrancese (1798-1802), stavolta al fianco delle navi degli Ottomani, ora alleati. Anche in quest’occasione l’Ammiraglio incassò una grande quantità di vittorie: liberò le Isole Ionie dai Francesi che le occupavano e compì con successo assalti alle città della Repubblica Napoletana alleata del nemico. Fu durante questa guerra che sorse la rivalità con il contrammiraglio Horatio Nelson che comandava le forze navali britanniche, alleate.

Destinazione Malta

Con l’occupazione francese di Malta, prima appartenente al Regno di Sicilia e sede dell’Ordine di San Giovanni, Ushakov della vanità dei mortali e della ragion di stato. L’imperatore Paolo I, essendo Granmaestro dell’Ordine di San Giovanni, lo mandò a impadronirsi di Malta che pur era già assediata da Nelson; quest’ultimo, non volendo per orgoglio cedere il comando alleato a Ushakov (a parità di gerarchia, un suo superiore) e non desiderando che i Russi acquistassero maggiore peso nel Mediterraneo, subito vi entrò in conflitto. Risolse la situazione nel 1800 il nuovo imperatore Alessandro I che lo sostituì per evitare un grosso incidente diplomatico con il Regno di Gran Bretagna e Irlanda – che reggeva il maggiore impero marittimo d’allora – giusto durante la delicata guerra contro la Francia rivoluzionaria.

47 battaglie 47 vittorie

Ushakov – un uomo che aveva combattuto quarantasette battaglie e le aveva vinte tutte senza mai perdere una nave – non digerì mai l’offesa arrecatagli dall’uomo che avrebbe dovuto servire quale suo sovrano (Piccolo Padre era detto lo Zar, subito sotto il Grande Padre, cioè quello divino); con tristezza accettò il comando delle galee del Baltico (il che equivaleva a non combattere più), ma nel 1807 si dimise, stabilendosi in Mordovia nel monastero di Alekseevka, del quale suo nonno era stato abbate. Si ritirò in meditazione e preghiera, insomma, lontano dalla negatività dei mortali, tanto che quando la Grande Armata di Napoleone I invase le Russie, l’Ammiraglio rifiutò qualunque incarico militare.

Fyodor Ushakov si spense nel 1817 nella pace dell’abbazia, con l’aura misteriosa che ammanta gli uomini di quella levatura e di quella grandezza.

Nel 1944 la sua tomba fu aperta e il corpo fu trovato incorrotto (dopo 127 anni!), un motivo in più per la Chiesa Ortodossa Russa per ritenerlo e proclamarlo santo, oltre che per la sua vita irreprensibile e virtuosa tutta dedita al servizio della patria: un San Teodoro dunque (perché Fyodor è Teodoro), protettore ufficiale della Marina russa. E – se vogliamo –, giacché furono i suoi marinai a soccorrere Messina, potremmo dire che il Santo abbia interceduto.

Moltissime sono le cose in natura alle quali si è dato il nome dell’Ammiraglio, e a diverse navi. Inoltre, esiste ancora oggi un ordine di merito istituito dall’Unione Sovietica, l’Ordine di Ushakov, destinato precedentemente a persone distintesi nella guerra contro il Terzo Reich, oggi conferibile per particolari meriti di guerra dalla Federazione Russa.

Ecco chi era Fyodor Fyodorovich Ushakov, ed ecco perché la presenza del suo busto è uno degli onori più grandi che potevamo avere.

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