L'Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana ha ricordato i medici ufficiali Caduti mentre svolgevano le loro funzioni
MESSINA – A seguito delle celebrazioni per il 4 novembre l’Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana ha voluto ricordare anche i caduti che furono impegnati nella sanità militare e a cui è giusto vada un pensiero. Erano uomini di medicina ma anche valorosi soldati al fronte, tra di essi anche la crocerossina Margherita Kaiser Parodi, che riposa nel santuario militare di Redipuglia.
Ufficiali medici Caduti
Tra loro il tenente medico Nelson Dalfiume, della Divisione “Monterosa”, alla quale apparteneva anche il caporal maggiore aiutante di sanità Ennio Lo Piano. Per Dalfiume l’opera del medico in battaglia doveva essere “luce nelle tenebre”. Il tenente medico ha ricevuto la medaglia d’oro al valor militare.
Insieme a lui si ricordano anche Enrico Reginato del Battaglione Alpini Sciatori “Monte Cervino” e il tenente medico Italo Veronese che, ferito per ben tre volte, non esitò a prendersi cura dei feriti che si accumulavano nelle buche intorno al posto di medicazione finché in quelle buche finì egli stesso.
A Messina in particolare si ricordano il medico della Milmart Giuseppe Cicala, che, sfidando sempre il pericolo per la propria incolumità, salvò parecchie vite umane. Ancora il medico Giuseppe Catalano e il medico della Regia Marina Giuseppe Fogliani , ai quali è intitolata la Sezione provinciale di Messina dell’Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana.
La crocerossina caduta
Nel sacrario militare di Redipuglia riposa, unica donna, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi, che, durante la Prima Guerra Mondiale assistette con dedizione i feriti anche durante un forte bombardamento austriaco, comportamento che le valse la medaglia di bronzo al valor militare. Nello stesso ospedale curò i colpiti dalla cosiddetta “Spagnola” l’epidemia di influenza che si diffuse al fronte e di cui ella stessa rimase vittima, infatti mori nell’ospedale di Trieste il 1° Dicembre 1918 a soli 21 anni.

Nel sacrario militare dove è sepolta, a livello della sua tomba, è scritta una dedica che sembra nascere dal cuore di tutti i Caduti ivi sepolti.
“A noi, tra bende, fosti di carità l’ancella
Morte tra noi ti colse, resta con noi, sorella”.
Celebrazioni del 4 novembre
Durante la celebrazione a Piazza Unione Europea, per la “Festa dell’Unità Nazionale, Giornata delle Forze Armate” del 4 Novembre alla presenza delle Autorità religiose, civili e militari nonché delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con la deposizione di una corona d’alloro al sontuoso monumento ai Caduti che decora la Piazza e che invita a ricordare i numerosi soldati che hanno dato la vita per la Patria, fra cui l’Associazione Nazionale della Sanità Militare Italiana, sezione provinciale di Messina.

Fra i caduti ricordati anche durante la celebrazione colore che furono barbaramente assassinati come il sacerdote Don Tullio Calcagno e la medaglia d’oro al valor militare Carlo Borsani colpiti solo per aver mantenuto fede ai valori onore, dovere, patria. Per gli stessi motivi fu assassinata la studentessa del 4° anno di Medicina presso l’Università di Roma, Antonietta de Simoni, che si era arruolata fra le ausiliarie del servizio ausiliario femminile.
Indimenticabili i prigionieri di guerra nei campi di prigionia degli Alleati, morti per le torture subite o i civili uccisi perché portavano cibo ai prigionieri. La ricorrenza quest’anno celebrava anche il 100° Anniversario della traslazione della salma del Milite ignoto ossia di un solo anonimo soldato morto combattendo, simbolo degli oltre 600.000 soldati italiani.

Il 4 novembre 1921, la salma del soldato ignoto venne tumulata nel sacello dell’Altare della Patria a Roma, dove tuttora si legge la motivazione della medaglia d’oro al valor militare al Milite Ignoto: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”.

Splendido articolo. Complimenti all’anonimo, ma ben individuabile Autore.