Cgil, Uil, Csa e Silpol chiedono il confronto a tavoli separati, mentre la Cisl punta sulla via giudiziaria
MESSINA — Prosegue la tensione attorno allo sciopero dei dipendenti del Comune di Messina proclamato per il 31 luglio. In vista dell’incontro fissato da Palazzo Zanca per il 28 luglio, si registra un acceso dibattito sulle modalità del confronto e sulle diverse strategie adottate dalle organizzazioni rappresentative del personale.
Cgil, Uil, Csa e Silpol chiedono tavoli separati
Le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Uil Fp, Csa e Silpol hanno riscontrato formalmente la convocazione del sindaco per la data del 28 luglio. Pur ribadendo la piena disponibilità al dialogo, le quattro sigle hanno evidenziato una svista nella nota di convocazione: la controversia non è pendente dinanzi al Tar, bensì davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Messina.
I sindacati che hanno proclamato la mobilitazione hanno inoltre richiesto al primo cittadino la previsione di tavoli separati. L’esigenza nasce dal volere un confronto riservato esclusivamente all’Amministrazione e ai soggetti che hanno assunto la responsabilità dello sciopero sulla base del mandato ricevuto dall’assemblea dei lavoratori.
«Il nostro obiettivo – spiegano Livio Andronico (Uil Fp), Antonio Trino (Cgil Fp), Piero Fotia (Csa) e Giuseppe Gemellaro (Silpol) – non è alimentare lo scontro, ma ottenere risposte concrete ai problemi denunciati dai lavoratori. Il rispetto dei ruoli costituisce il presupposto indispensabile per un dialogo serio e trasparente».
La Cisl Fp: “La tutela si misura con risultati concreti”
Di diversa impostazione la posizione della Cisl Fp Messina, che ha scelto di non aderire alla giornata di astensione dal lavoro del 31 luglio, rivendicando la bontà della propria linea d’azione.
La segretaria generale Giovanna Bicchieri e il responsabile delle Funzioni locali Maurizio Giliberto ricordano di essere stati i primi a contestare formalmente le scelte unilaterali della Direzione Generale sulle progressioni economiche, promuovendo un ricorso ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per comportamento antisindacale, tuttora pendente davanti al Tribunale.
«La nostra scelta di non aderire allo sciopero rappresenta una precisa strategia – affermano i dirigenti della Cisl Fp –. Riteniamo che il ripristino dei diritti lesi debba essere perseguito in prima istanza attraverso gli strumenti giuridici, senza rincorrere iniziative di carattere esclusivamente mediatico. Piuttosto che chiedersi il perché della nostra mancata adesione, sarebbe il caso di chiedere alle altre organizzazioni perché non abbiano scelto immediatamente di ricorrere al giudice del lavoro».
La Cisl Fp ha comunque confermato la propria presenza all’incontro istituzionale del 28 luglio promosso dal sindaco Federico Basile, con l’intento di ripristinare il corretto sistema delle relazioni sindacali.

