Interrogazione per contestare la circolare. "Un presidente di Circoscrizione non può diventare il “postino” obbligatorio delle iniziative dei consiglieri"
MESSINA – Continua a far discutere la cosiddetta “direttiva Carrubba”. O dai più critici definito “bavaglio Carrubba”. Ci si riferisce alla circolare numero 4 dello scorso 12 agosto, firmata dalla segretaria e direttrice generale Rossana Carrubba, che imporrebbe ai consiglieri delle Circoscrizioni di far passare le segnalazioni dai presidenti. Sul tema intervengono adesso Marcello Scurria e Giuseppe Capurro, consiglieri comunali del Gruppo Scurria Sindaco (manca la consigliera Contestabile): “Qui non è in gioco una semplice procedura amministrativa. È in gioco il rispetto della democrazia rappresentativa nelle Circoscrizioni”. Da qui un’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri proprio sulla direttiva della segretaria generale relativa alla gestione delle segnalazioni dei consiglieri di Circoscrizione.
La direttiva, secondo quanto contestato nell’interrogazione, “prevede che queste segnalazioni dei singoli consiglieri vengano preliminarmente sottoposte al presidente della Circoscrizione, che dovrebbe verificarle, accorparle, individuare gli uffici competenti e procedere alla trasmissione. Una scelta che, al di là delle intenzioni dichiarate, rischia di trasformare un’esigenza organizzativa in un vero e proprio filtro politico sull’attività dei consiglieri eletti dai cittadini”, affermano Scurria e Capurro.
Da qui “la richiesta politica di revocare o annullare la direttiva, qualora venga interpretata come obbligo di preventiva intermediazione del presidente, e di garantire espressamente che gli uffici comunali possano ricevere e trattare le segnalazioni provenienti direttamente dai consiglieri”.
“Un presidente di Circoscrizione non può diventare il “postino” obbligatorio delle iniziative dei consiglieri”
“Il punto è politico e istituzionale: un presidente di Circoscrizione non può diventare il “postino” obbligatorio delle iniziative dei consiglieri, né può essere trasformato in un soggetto chiamato a selezionare o autorizzare le loro segnalazioni, se tale potere non è previsto dal regolamento. I consiglieri di Circoscrizione – sottolineano – sono stati eletti dai cittadini e rispondono ai cittadini. Non possono essere sottoposti a una sorta di autorizzazione preventiva da parte di un altro organo politico per poter
rappresentare un problema del proprio territorio all’amministrazione comunale”.
“Ancora più grave”, secondo Scurria e Capurro, “sarebbe il fatto che la direttiva sia stata concretamente utilizzata da alcuni uffici comunali per rifiutare segnalazioni presentate direttamente dai consiglieri, richiamando proprio la necessità della preventiva trasmissione da parte del presidente. Se confermato, questo sarebbe un precedente istituzionale inaccettabile. Una direttiva amministrativa non può diventare lo strumento attraverso il quale si restringono, nella pratica, le prerogative di rappresentanti
democraticamente eletti”.
A sollevare il caso 21 consiglieri delle Circoscrizioni
L’interrogazione nasce anche dalla “presa di posizione formalizzata il 1° settembre da 21 consiglieri appartenenti a diverse Circoscrizioni, a dimostrazione che non si tratta di una vicenda personale o di una polemica circoscritta, ma di una questione che riguarda il funzionamento complessivo del decentramento amministrativo a Messina. Quando tanti consiglieri, appartenenti a territori e sensibilità differenti, sollevano lo stesso problema – evidenziano Scurria e Capurro – la politica ha il dovere di ascoltare. Non si può far finta che non stia accadendo nulla”.
I due consiglieri chiedono quindi all’amministrazione di indicare “quale norma autorizzerebbe la segretaria generale a introdurre questo meccanismo e, soprattutto, quale disposizione del regolamento per il decentramento attribuirebbe ai presidenti delle Circoscrizioni il potere di filtrare le segnalazioni dei singoli consiglieri. Se una competenza non è prevista dalla legge, dallo statuto o dal regolamento, non può essere inventata attraverso una direttiva. Altrimenti si finirebbe per modificare l’assetto delle Circoscrizioni senza passare dal Consiglio comunale”.
Da qui la richiesta politica di revocare o annullare la direttiva.
Va ricordato che sei presidenti di Municipalità su sette appartengono alla stessa forza politica che governa Messina: Sud chiama Nord.

