Messina. Scontro sulle segnalazioni dei consiglieri di quartiere, "no al bavaglio Carrubba"

Messina. Scontro sulle segnalazioni dei consiglieri di quartiere, “no al bavaglio Carrubba”

Marco Ipsale

Messina. Scontro sulle segnalazioni dei consiglieri di quartiere, “no al bavaglio Carrubba”

martedì 01 Settembre 2026 - 12:30

Tensioni in Comune dopo la direttiva della segretaria generale

Non si placa la bufera a Palazzo Zanca sulla gestione delle comunicazioni tra i quartieri e gli uffici comunali. A far scattare la protesta di ventuno rappresentanti delle sette Circoscrizioni è la circolare numero 4 dello scorso 12 agosto, firmata dalla segretaria e direttrice generale Rossana Carrubba.

Il caso è esploso a seguito del rifiuto opposto dal Dipartimento Servizi Ambientali a una richiesta di intervento inoltrata da un esponente circoscrizionale. L’ufficio ha formalmente risposto motivando il diniego: «La richiesta non risponde alle direttive della direttrice e segretaria generale – le richieste devono essere inoltrate a firma del presidente della Circoscrizione».

La reazione dei consiglieri

La risposta del dipartimento ha provocato l’immediata presa di posizione dei rappresentanti di quartiere, che contestano la nuova procedura.

«Si tratta di un fatto di una gravità assoluta» dichiarano i consiglieri «che non hanno minimamente intenzione di farsi mettere il bavaglio e di vedere svilito il proprio ruolo di rappresentanti della gente. Mettetevi il cuore in pace, dal sindaco, alla Giunta Comunale, in primis l’assessore al Decentramento Amministrativo, che probabilmente per il solo fatto di aver svolto in passato anche il ruolo di consigliere circoscrizionale al pari del sindaco, forse farebbe meglio a spogliarsi di questa delega e rimetterla al primo cittadino, passando per i Dipartimenti e le partecipate: non spegnerete la nostra voce libera ed incontaminata».

Gli esponenti dicono no al “bavaglio Carrubba” e preannunciano ogni azione a difesa del loro ruolo e della propria dignità politica. «Nei prossimi giorni infatti, avendo anche ripreso, dopo la pausa estiva, l’attività istituzionale, in conferenza stampa annunceremo alla città il percorso che intraprenderemo per cancellare un’autentica eresia istituzionale degna probabilmente di ben altri regimi ed assolutamente sganciata dai dettati normativi vigenti».

Le critiche alla procedura e il ricorso alla Regione

Nel mirino dei firmatari c’è la struttura del documento di indirizzo organizzativo. «Ricordiamo infatti che il “dicta Carrubba” articolato in dieci pagine, vorrebbe disciplinare, scambiandoci per dipendenti comunali, le modalità di gestione e trasmissione delle segnalazioni provenienti dai consiglieri delle circoscrizioni che, a suo dire, dovrebbero essere preliminarmente portate all’attenzione del presidente della Circoscrizione, al quale verrebbe attribuito il compito di verificarne l’eventuale coincidenza con altre segnalazioni, riunire quelle aventi oggetto analogo, individuare l’Assessorato e il Dipartimento competenti e procedere alla relativa trasmissione; tale impostazione, secondo quanto rappresentato, non sarebbe rimasta confinata a una mera indicazione organizzativa interna, ma produrrebbe effetti concreti sull’azione istituzionale dei consiglieri circoscrizionali, come nel caso ultimo del Dipartimento Servizi Ambientali. Si determinerebbe, pertanto, una situazione nella quale il singolo consigliere, pur essendo titolare di una carica elettiva, non potrebbe interloquire direttamente con la struttura amministrativa comunale per segnalare problematiche del territorio o chiedere informazioni utili all’espletamento del proprio mandato, dovendo necessariamente passare attraverso una preventiva valutazione del presidente».

La protesta è destinata a varcare i confini del Municipio. «Riteniamo ci sia una vera e propria emergenza democratica, che non limiteremo al contesto comunale ma che anzi, anticipiamo, porteremo la vicenda anche all’attenzione delle sedi regionali, investendo i competenti organi istituzionali, perché la libertà nell’espletamento del nostro ruolo significa la libertà di essere rappresentanti della nostra gente che invoca quotidianamente risposte concrete ai propri bisogni e difficoltà e ai quali farebbe bene l’Amministrazione comunale tutta a concentrarsi piuttosto che tentare di cucire bavagli istituzionali surreali».

Il documento porta le firme di Alessandro Costa e Domenico Cassisi (I), Giovanni Danzi (II), Alessandro Cacciotto, Mario Barresi, Claudia Minutoli e Giusy Micalizzi (III), Nicola Cucinotta, Gabriele Ferrante ed Emanuele Carlo (IV), Raffaele Verso, Salvatore Arena, Emanuele Maurotto e Andrea Zumbo (V), Salvatore Scandurra, Maddalena Maria Bonanno e Francesco Tomasello (VI), Francesco Pagano, Santi Previti, Giuseppe La Scala e Giovanni Russo (VII).

Un commento

  1. Cittadino sconvolto 1 Settembre 2026 14:09

    ….usi obbedir tacendo e tacendo morir…..non è democrazia…..

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