Il segretario provinciale del Pd di Messina sulla decisione che ha legittimato l'addizionale di Genova: «Riconosce che residenti e non residenti si trovano in condizioni oggettivamente diverse»
«La sentenza conferma un principio importante: condizioni particolari possono richiedere strumenti legislativi speciali. La decisione del Tar Liguria sulla tassa d’imbarco introdotta a Genova offre uno spunto che riguarda direttamente anche Messina e lo Stretto». Lo dice il segretario provinciale del Partito Democratico di Messina, Armando Hyerace.
«Non pensiamo a nuove tasse a carico dei siciliani o di chi attraversa quotidianamente lo Stretto: la nostra proposta va nella direzione opposta. Il disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, già depositato al Senato su iniziativa del senatore Antonio Nicita, prevede la gratuità del traghettamento per i residenti e le imprese dell’area metropolitana dello Stretto attraverso un apposito fondo di compensazione, senza alcuna nuova imposizione a loro carico».
Il segretario Hyerace si sofferma sul passaggio della decisione che riguarda i residenti. «Il Tar scrive che la situazione dei residenti e quella dei non residenti presenta diversità oggettive, tali da giustificare un trattamento differenziato in materia di imposizione fiscale. E aggiunge che è analogamente giustificata l’esenzione per i passeggeri che risiedono nelle isole verso le quali la nave è diretta, perché è diversa la condizione di chi prende il mezzo marittimo per tornare a casa da quella di chi si imbarca per vacanza. È il principio esatto su cui si fonda la nostra proposta».
«Un principio che trova oggi un fondamento ancora più forte nell’articolo 119 della Costituzione. Da una parte lo Stato può destinare risorse aggiuntive ed effettuare interventi speciali in favore di determinati territori per rimuovere squilibri economici e sociali; dall’altra, si riconoscono le peculiarità delle Isole e si promuovono le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. È esattamente la logica da cui nasce la proposta di una legge speciale per Messina».
«Lo Stretto non è un normale sistema di mobilità locale. È la principale porta terrestre e marittima della Sicilia verso il continente, attraversata ogni anno da milioni di persone, mezzi e merci, e questa funzione determina contemporaneamente costi per chi vive nelle due sponde e costi per la città che sostiene quei flussi. La nostra idea è semplice: chi vive nello Stretto non deve pagare un prezzo aggiuntivo per l’insularità. Deve essere lo Stato, come la stessa Costituzione oggi richiede, a mettere in campo strumenti e risorse capaci di compensare».
«La gratuità del traghettamento, insieme agli investimenti infrastrutturali, alla fiscalità di vantaggio e agli altri interventi contenuti nella legge speciale, risponde a questo principio: trasformare la condizione geografica di Messina e dello Stretto da svantaggio strutturale a opportunità di sviluppo».
«La vicenda di Genova dimostra che gli strumenti speciali per territori che svolgono funzioni speciali sono una scelta che il legislatore può compiere. Per Messina, dopo l’introduzione del principio di insularità in Costituzione, le ragioni per compierla sono ancora più forti. Chiediamo che il disegno di legge venga calendarizzato e che i parlamentari siciliani, di ogni schieramento, lo sostengano con il proprio voto».

