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Sicurezza in rete, Bramanti: “Educare i minori al corretto uso di internet”

Giuseppe Fontana

Sicurezza in rete, Bramanti: “Educare i minori al corretto uso di internet”

venerdì 16 Luglio 2021 - 07:09

Disagi aumentati dalla pandemia. La VII Commissione consiliare si è occupata di cyberbullismo e dei contenuti dannosi e dell'abuso sessuale

MESSINA – La VII Commissione consiliare permanente è tornata a parlare di minori e sicurezza in rete, un tema sempre più importante da affrontare e dibattere. All’incontro, presieduto dal consigliare comunale Placido Bramanti, hanno partecipato il dottor Marcello La Bella del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Sicilia orientale, e la dottoressa Santina Patanè, Direttore Uoc – Modulo dipartimentale neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Asp di Messina. Da anni si parla sempre più dell’utilizzo di internet tra i più giovani, con particolare attenzione a quella fascia d’età di under18 che usufruiscono maggiormente di chat e social network, esponendosi a maggiori rischi. L’argomento, inoltre, assume ulteriore valore nel periodo della pandemia, in cui tra lockdown, isolamenti e distanziamento, le relazioni interpersonali si annullano e il tempo passato nel mondo virtuale continua ad aumentare.

Bramanti: “Vigilare e prevenire”

“Se da un lato l’accesso digitale consente ai nostri ragazzi un gran numero di benefici e opportunità”, ha dichiarato Bramanti, “dall’altro li espone ad una serie di rischi e minacce, tra cui l’accesso a contenuti dannosi, lo sfruttamento e l’abuso sessuale, il cyberbullismo e l’uso improprio di informazioni private. Per tale motivo bisogna vigilare e prevenire”. Ed è proprio il cyberbullismo uno dei nemici maggiori da combattere, vigilando e prevenendo, ma anche informando ed educando i ragazzi al corretto utilizzo delle informazioni private. Ma Bramanti pone l’accento anche su altri aspetti: “Se il cyberbullismo, come anche la pedopornografia, rimangono gli elementi di maggior rischio che generano più sofferenze, quello più diffuso è l’esposizione a contenuti negativi, come immagini violente, siti o discussioni che promuovono la discriminazione razziale, religiosa o di genere, siti dove si discute di autolesionismo o di anoressia e bulimia, che per questo motivo vanno maggiormente attenzionati”.

L’aspetto fondamentale è quello educativo

Le possibili soluzioni al problema sono due: “L’aspetto più importante su cui intervenire è sicuramente quello educativo: occorre cioè che i minori siano educati ad un corretto uso delle nuove tecnologie. Ma bisogna anche intervenire sugli stessi fornitori di servizi informatici e telematici, affinché pongano particolare attenzione alla necessità di garantire le dovute cautele a siti ed applicazioni a partire dalla fase di progettazione. Risulta indispensabile un cambiamento culturale per un corretto utilizzo del web”. Un appello, quello del consigliere, rivolto anche agli adulti, a chi vigila ed educa, alle famiglie che quotidianamente stanno al fianco dei ragazzi nel loro processo di crescita.

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Un commento

  1. Il consigliere Bramanti ha posto l’attenzione su questo gravissimo problema aumentato con il lockdown ri … giustissimo l’ appello fatto ai genitori che molto spesso, non vigilano adeguatamente ,convinti che non ci sia nulla di male nel tempo passato sui social …intanto fra gli errori dei genitori ,c è quello anche di mettere troppi bambini in ,’esposizione “come fossero “carne al macello …diciamolo francamente che “esponendo “i bambini e senza le dovute accortezze, si rischia di farli finire nelle grinfie di pedofili , pervertiti, e maniaci sessuali….. quindi foto di bimbi ,specie svestiti ,da evitare proprio…..e in ogni caso a mio parere un’altra cosa grave è la troppa libertà di foto,video e commenti di pessimo contenuto …. Inoltre noto che si ricerca una cosa innocente e ti appare tra la pubblicità ,una sfilza di immagini proibite ….premetto che essendo adulta non mi scandalizzo ,ma penso che la visione,il bombardamento di queste immagini a sfondo sessuale senza nessun controllo , in questa maniera, finisce per arrivare sotto gli occhi dei bambini e che faccia perdere troppo presto l’ innocenza, smaliziando e proiettando i bambini e gli adolescenti nel mondo degli adulti, in modo deviante ,e non nel modo naturale con cui poi nel tempo si dovrebbero approcciare ……vigilanza, sì dei genitori ,,ma soprattutto ,vigilanza pure di chi deve filtrare il più possibile immagini, video e chiudere siti per non permettere il dilagare di tutto lo schifo che si vede sui social .

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