L’Associazione Consumatori Siciliani ha inviato all’ARRA (Agenzia Regionale per i rifiuti e l’acqua) la richiesta di sollecitare gli ATO in Sicilia al rimborso dell’IVA sulle fatture TIA a seguito della sentenza della Corte Costituzionale onde evitare un contenzioso enorme e per non creare disservizi alle stesse Commissioni Tributarie.
Il rimborso deve avvenire sin dalla prima fattura recapitata agli utenti tenuto conto che già prima ancora della Corte Costituzionale si pronunciarono la Cassazione a sezione Unite e le varie Commissioni tributarie presenti in Italia.
È opportuno che gli ATO provvedano in autotutela al rimborso dell’Iva dal 2005 atteso che se la TIA è una tassa lo è sin dalla sua istituzione o origine e non nel suo divenire, sarebbe assurdo far pensare per comodità o per ingannare la gente che la TIA un anno è una tassa e un altro anno ancora una tariffa.
Intanto presso gli sportelli dell’Associazione, è possibile compilare le istanze di rimborso da inoltrare agli ATO con raccomandata con ricevuta di ritorno al fine del rimborso IVA. Qualora l’ente non risponderà o negherà il rimborso l’utente potrà citare quest’ultimo, dinnanzi l’organo competente, chiedendo, appunto che sia immediatamente restituita, gravata degli interessi legali, la somma corrisposta sotto la voce “Iva al 10%” e ciò in quanto non dovuta e quindi indebitamente percepita.
L’Associazione che già nel 2005 aveva evidenziato che l’Iva non era dovuta sulla TIA e che si trattava di una doppia imposizione si ritiene soddisfatta di un altro risultato a favore dei cittadini a dimostrazione che la giustizia pur se lenta alla fine arriva.
