"Sulla crisi della cantieristica navale a Messina Adsp e Basile prendano l'iniziativa"

“Sulla crisi della cantieristica navale a Messina Adsp e Basile prendano l’iniziativa”

Redazione

“Sulla crisi della cantieristica navale a Messina Adsp e Basile prendano l’iniziativa”

lunedì 27 Luglio 2026 - 08:00

Il segretario generale della Uil Messina commenta gli articoli pubblicati su Tempostretto. E incalza le istituzioni. "Basta immobilismo"

MESSINA – “L’approfondito reportage di Pippo Trimarchi inerente alla complessa situazione della cantieristica navale messinese ha, indubbiamente, aperto uno squarcio su un comparto, oggi in oggettiva crisi e difficoltà, che, nel corso dei decenni passati, ha rappresentato uno straordinario volàno per l’economia del nostro territorio. Erano i tempi nei quali non si parlava dell’odierna “blue economy” che con un’ottica di forte sostenibilità unisce mare, lavoro e innovazione, ma la cantieristica navale di Messina costituiva una vera certezza che, attraverso un invidiato know-how, creava occupazione, costruiva eccellenti professionalità e consentiva un forte sviluppo economico-sociale”. Così Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, commenta gli articoli pubblicati su Tempostretto.


Continua il segretario della Uil: “Pertanto, Messina, con la sua felice posizione nel Mediterraneo, è stata il centro nevralgico di un mondo, oggi radicalmente mutato, e di una filiera costruita grazie alla lungimiranza di alcuni visionari pionieri che nel corso del tempo si è radicalmente trasformata. Partendo da questo oggettivo assunto vi è l’assoluta necessità di intervenire attraverso una profonda riflessione che, al netto delle strumentali rendite di posizione, coinvolga la città nelle sue viscere e nei suoi attori sociali per giungere a un ragionamento concreto e non parolaio. La precondizione è che gli attori sociali siano scevri da qualsivoglia micro o macro interesse in merito ad un settore che pur nella sua radicale trasformazione, può, ancora oggi, rappresentare un asset fondamentale dell’economia messinese”.


Aggiunge Tripodi: “Il merito dell’inchiesta giornalistica di Trimarchi (editore di Tempostretto, n.d.r.) è che lo squarcio su quanto affrontato si può trasformare in una vera e propria voragine che consente di affrontare il tema delle prospettive di aree e beni demaniali di altissimo pregio che, nel corso degli anni e non solo a Messina, sono stati risucchiati in una gestione che ha snaturato la loro essenza e identità in un tutt’uno con il limitato controllo da parte delle autorità che, a vario titolo, ne detengono le effettive prerogative. Emblematico è il caso delle aree demaniali e il bacino di carenaggio che vedono il ruolo di preminenza e di controllo da parte dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, oggi presieduta dall’avvocato Francesco Rizzo”.

“Serve una strategia di rilancio della cantieristica navale e l’Adsp deve giocare un ruolo da protagonista”

E ancora: “L’Adsp dello Stretto, fotografando la preoccupante situazione odierna, rischia di essere esclusivamente un terminale burocratico che non ha alcun interesse a impelagarsi in decisioni strategiche e scelte “politiche” che, per la loro specificità, potrebbero provocare tensioni e disturbare i vari “manovratori”. A nostro avviso, l’Adsp dello Stretto deve, senza se e senza ma, rompere gli indugi e manifestare un protagonismo che rappresenta un’opzione strategica finalizzata a riscattare un’istituzione nevralgica in un quadro di stretta connessione con la città di Messina e la sua collettività. Siamo assolutamente persuasi che le odierne enormi criticità che vive la cantieristica navale devono essere affrontate con una strategia complessiva. È un’opportunità per ripensare, senza condizionamenti, l’odierna economia del mare del nostro territorio in un quadro di tangibili pari opportunità e senza che vi possano essere limiti invalicabili o diritti di veto”.

“Basta immobilismo mentre i giovani scappano da Messina, l’amministrazione Basile batta un colpo”

Ribadisce Tripodi: “Registriamo, con la nostra consueta concretezza e chiarezza, che in merito alle aree e alle infrastrutture vi sono enormi interessi che si traducono in perenni contenziosi che, spesso in maniera temeraria ma efficace per l’obiettivo finale, rendono la questione una palude respingente che sancisce come lo status quo sia immodificabile”. Per il segretario generale, “non si possono considerare i beni pubblici alla stregua di una proprietà privata”, né “cedere gratuitamente aree e infrastrutture”.
Conclude il segretario generale della Uil di Messina: “È la cupa fotografia dello status quo. Purtroppo, nulla accade per caso e tutto torna: ecco perché i giovani, e non solo, scappano e Messina invecchia, si impoverisce e subisce un crollo demografico. Rispetto a questa brutta realtà dobbiamo reagire con altrettanta veemenza. La città deve battere un colpo e il sindaco Federico Basile insieme all’amministrazione comunale non possono essere spettatori passivi su questioni che rappresentano il rilancio o, viceversa, l’affossamento della città di Messina. Bisogna incalzare l’Autorità di sistema portuale dello Stretto affinché si convinca che vi è la necessità di sburocratizzarsi e di aprirsi al territorio al fine di dare spazi ed opportunità a realtà imprenditoriali che creino occupazione e diano tangibili prospettive di lavoro ai nostri ragazzi. Si devono valorizzare le start-up e sfruttare le forti e innumerevoli potenzialità, spesso mortificate, espresse dal territorio. Noi ci siamo, la Uil farà la sua parte con serietà e convinzione per fare crescere il territorio e costruire la nuova Messina del futuro: una città che vive nel mare e sul mare”.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED