La Polizia locale aveva apposto i sigilli all'area e denunciato due persone dopo la segnalazione di un consigliere. Il presidente di Asm Campagna: "Lavori possono riprendere"
TAORMINA – Accogliendo la memoria difensiva dall’avvocato Melinda Calandra Checco del foro di Messina, in rappresentanza dell’Asm di Taormina, il Pm titolare dell’indagine ha deciso di revocare il sequestro preventivo dell’area del cantiere in cui erano in corso i lavori di ristrutturazione dei bagni pubblici di piazza San Pancrazio. L’area, antistante il sito archeologico delle terme bizantine, era stata sequestrata dalla Polizia locale di Taormina, dopo una segnalazione del consigliere di minoranza Nunzio Corvaja. Quest’ultimo, in una nota, inviata all’Area Urbanistica del Comune, al segretario generale, alla Polizia locale e alla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, aveva segnalato come i lavori potessero risultare privi delle necessarie autorizzazioni. Sul posto si era recata la Polizia locale, diretta del comandante Daniele Lo Presti, che dopo aver constatato “l’assenza dei titoli autorizzativi” aveva disposto il sequestro del cantiere, con segnalazione alla Procura e denuncia a carico del titolare della ditta esecutrice e del responsabile dell’intervento di Asm.

Il provvedimento di sequestro era stato poi convalidato. “Dalla lettura della motivazione della revoca – sottolinea oggi in una nota l’Asm – è emerso che, in data 24 maggio 2024, era già stata rilasciata l’autorizzazione paesaggistica per la manutenzione straordinaria e per una diversa distribuzione interna dei bagni pubblici situati sotto il piazzale San Pancrazio. Alla luce di queste circostanze, il Pm ha ritenuto che non sussistessero più esigenze cautelari tali da giustificare il mantenimento del sequestro e ha pertanto disposto la sua revoca”.
“Tale provvedimento di revoca – ha affermato il presidente di Asm Giuseppe Campagna – ci consente di far ripartire l’iter amministrativo finalizzato alla realizzazione dei bagni pubblici di Piazza S. Pancrazio, in assoluto rispetto del parere della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, il cui atto era già stato acquisito”. Il provvedimento è stato trasmesso ai difensori coinvolti e alla Polizia Locale di Taormina per gli adempimenti esecutivi e la notifica all’indagato.
