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Taormina. Trattamento innovativo per la cura dell’ipertensione arteriosa resistente ai farmaci

Redazione

Taormina. Trattamento innovativo per la cura dell’ipertensione arteriosa resistente ai farmaci

domenica 21 Novembre 2021 - 07:20

Convegno organizzato dalla Cardiologia Universitaria di Messina, esperti a confronto

TAORMINA – L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio per malattie cardiovascolari maggiori quali infarto miocardico e ictus. Ogni incremento dei valori sopra la soglia ritenuta normale (130/80 mmHg) determina un incremento molto forte della mortalità. L’ottenimento dei valori quanto più prossimi al valore ritenuto ottimale è di importanza fondamentale per contenere  e ridurre la mortalità.

Sul tema dell’ipertensione resistente e il trattamento di denervazione renale si è tenuto a Taormina un incontro scientifico organizzato dalla Cardiologia Universitaria di Messina. I professori Carerj, Di Bella e Micari hanno aperto i lavori coinvolgendo esperti di ipertensione arteriosa come il prof.  Taddei, Ordinario di Medicina interna dell’Università di Pisa, e i prof. Imbalzano, Santoro, Versaci, Ando dell’Università di Messina, il dott. Vizzari della Cardiologia del Policlinico di Messina, il dott. Mobilia della Cardiologia dell’Ospedale Papardo di Messina ed il dott. Lembo in rappresentanza dell’Ordine dei medici di Messina.

Durante il convegno, è emerso che una quota non trascurabile degli ipertesi non raggiunge il valore ottimale nonostante assuma numerosi farmaci antiipertensivi. La tecnica di denervazione renale si basa sull’ablazione tramite radiofrequenza delle terminazioni nervose a livello delle arterie renali. In questo modo si interrompono processi neuro ormonali che sostengono l’ipertensione. La selezione ed il follow up del paziente, avviene in collaborazione con nefrologi, medici interni e sancisce l’istituzione di gruppo multidisciplinare.

Il progetto, in collaborazione con l’Ordine dei medici, si propone di ridurre la quota di ipertesi non controllati e ridurre la mortalità correlata, e nasce dalla collaborazione scientifica tra cardiologia, medicina interna, medicina d’urgenza e nefrologia del Policlinico universitario di Messina. Il gruppo multidisciplinare si prefigge di trattare sempre più pazienti con questa tecnica e di seguirne i risultati che verranno raccolti in un registro prospettico per analizzare i risultati.

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