DanzaeMotus: affresco corale di emozioni, musica, poesia tra Morricone e 1908 - Tempo Stretto

DanzaeMotus: affresco corale di emozioni, musica, poesia tra Morricone e 1908

Rosaria Brancato

DanzaeMotus: affresco corale di emozioni, musica, poesia tra Morricone e 1908

domenica 30 Dicembre 2018 - 11:11
Teatro Vittorio Emanuele
DanzaeMotus: affresco corale di emozioni, musica, poesia tra Morricone e 1908

DanzaeMotus è un’opera collettiva, così come collettiva è la memoria di un popolo legato alla tragedia del 1908, così come collettiva è l’opera musicale del grande maestro Ennio Morricone in indimenticabili film cult.

“DanzaeMotus, tra memoria e visioni future” andato in scena al Teatro Vittorio Emanuele nell’ambito delle iniziative commemorative per il 110° anniversario del terremoto promosse dalla Protezione civile e dall’amministrazione, è un omaggio corale che unisce sapientemente prosa, musica, immagine, poesia, ricordo.

Tutti i linguaggi dell’arte in modo simbiotico raccontano le emozioni e i ricordi, siano essi quelli dell’alba tragica del 28 dicembre 1908 che quelli legati a Nuovo Cinema Paradiso o C’era una volta in America.

Un affresco collettivo quindi, dipinto con i diversi linguaggi dell’arte dalla regia di Valerio Vella e che ha visto in scena la Compagnia “Marvan Dance Group” di Mariangela Bonanno, accompagnata dall’orchestra “Sinfonietta Messina”, diretta dal maestro Ezio Spinoccia. Le musiche sono state interpretate dai cantori del coro giovanile “Note Colorate”, dall’ensemble vocale “Sirokos” e dal soprano Martina La Malfa, mentre le intense coreografie dei balletti sono di Mariangela Bonanno, Alice Rella e Giorgia di Giovanni.

La prima parte è totalmente dedicata alla nostra amata città nel momento più tragico, quello del terremoto del 1908. La forza della memoria diventa poesia nei brani letti dal bravissimo Luca Fiorino e tratti dal testo di Maksim Gor’kij “Il terremoto in Calabria e Sicilia” mentre le coreografie hanno reso palpabile e concreto il dolore, lo sgomento, la paura di quanti furono colti dalla tragedia, in un crescendo di musica accompagnata dai fotogrammi della Messina in macerie.

Lo spettatore viene trascinato in un vortice di sensazioni ed emozioni fortissime, mentre Messina Incoronata, quasi un fantasma bianco, impolverato dalle macerie, si muove lentamente sotto i colpi del sisma e i singhiozzi dei sopravvissuti.

C’è la Palazzata che guardava il mare, c’è il Teatro Vittorio Emanuele che poche ore prima del terremoto vide in scena la prima dell’Aida, ci sono le foto dei soldati insieme ai soccorritori sopra le macerie, ci sono le immagini della Messina in ginocchio e dei bambini sopravvissuti.

La musica accompagna le coreografie di un popolo che si sveglia in mezzo alla tragedia, che piange, che soffre e che prova a rialzarsi.

Semplicemente da vedere.

La seconda parte dello spettacolo è un omaggio a Ennio Morricone, compositore di fama mondiale, premio Oscar che proprio quest’anno ha festeggiato 90 anni.

L’Orchestra Sinfonietta, (da applausi dall’inizio alla fine) ci ha proiettati nel mondo di C’era una volta in America, mentre i ballerini ricordavano quando i migranti eravamo noi, o la Sicilia di Nuovo Cinema Paradiso, quando la magia del grande schermo ammutoliva i nostri avi. I successi di Morricone ci sono tutti, dalle colonne sonore di Per un pugno di dollari, a Gli Intoccabili, Mission, La leggenda del pianista sull’oceano o la colonna sonora del film Sacco e Vanzetti. C’ è spazio anche per alcuni brani portati al successo da grandi interpreti come Mina.

Straordinaria la soprano Martina La Malfa, con una grande presenza scenica ed accompagnata dal coro “Note Colorate” e dai “Sirokos”.

Applausi a scena aperta per uno spettacolo che resta nel cuore e nella memoria, che emoziona e ci ricorda quello che siamo stati.

L’evento è stato presentato dal giornalista Massimiliano Cavaleri e ha registrato gli interventi iniziali del sindaco De Luca, dell’assessore Minutoli e dell’esperto alla Protezione Civile Rizzo. Prima che il sipario si aprisse sul 1908 infatti gli amministratori hanno evidenziato l’importanza delle commemorazioni solo se queste sono accompagnate dalla comprensione del ruolo determinante della prevenzione. A maggior ragione ce lo ricorda quanto sta accadendo a Catania in questi giorni.

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