Area Metropolitana dello Stretto: alla presentazione del libro di Peppe Caridi tanti spunti e riflessioni esclusive

Area Metropolitana dello Stretto: alla presentazione del libro di Peppe Caridi tanti spunti e riflessioni esclusive

Area Metropolitana dello Stretto: alla presentazione del libro di Peppe Caridi tanti spunti e riflessioni esclusive

martedì 16 Marzo 2010 - 15:32

Gli interventi di Caroniti, Bisignano, Leonardi, Sergi, Limosani, Alvaro e Vitale hanno dato vita a un dibattito estremamente interessante che ha fatto il punto della situazione sul progetto d'integrazione tra le due sponde. Tutte le immagini nella photogallery

La presentazione del libro di Peppe Caridi, “Area Metropolitana dello Stretto – un Ponte tra Reggio e Messina” è stata l’occasione per un dibattito estremamente dettagliato e approfondito sulle tematiche dell’area integrata.

Lo ’sbarco’ a Messina della rassegna libraria di Urba-Strill.it curata da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti ha avuto senza ombra di dubbio un riscontro di grande successo, non tanto per il numero dei presenti (un centinaio di interessati hanno gremito la Chiesa di Santa Maria Alemanna), ma anche e soprattutto per la qualità della discussione e dei relatori, che con riflessioni vaste e approfondite al tempo stesso hanno fatto il punto della situazione snodando le principali tematiche sull’Area Integrata dello Stretto.

In apetura l’autore del libro, Peppe Caridi, ha raccontato la genesi di questo saggio che nasce dalla tesi di laurea triennale presso la facoltà di Scienze Politiche, nell’ormai lontana estat 2007: “E’ stato un lavoro esaltante e appassionante, che mi ha preso per mesi e mesi con ricerche, studi e interviste. Il libro si snoda in modo fondamentale su due filoni: il passato e il futuro. Si inizia con la storia, con il passato da quello più remoto al più recente in cui è possibile individuare tutti gli elementi di identità comune tra Reggio, Messina e le due Province. Senza la solida base storica e culturale che amalgama le realtà di Reggio e Messina in un’unica comunità, tutti questi discorsi sarebbero inutili. L’Area Metropolitana, a livello civile e di rapporti interpersonali, di fatto già c’è e ha origini proprio in un percorso storico comune che affonda le radici nella Magna Grecia e che si è intensificato sempre di più negli ultimi anni. E poi il futuro, e cioè le prospettive di sviluppo del territorio grazie all’istituzione dell’Area Integrata, o Metropolitana che dir si voglia. I vantaggi sarebbero fondamentalmente tre: a livello politico, a livello turistico e a livello infrastrutturale. A livello politico e amministrativo perchè finalmente Reggio e Messina avrebbero potere e capacità decisionale su sè stesse, un diritto che manca però da troppo tempo a un territorio piegato agli assi di potere regionali rappresentati in Sicilia da Palermo-Catania e in Calabria da Catanzaro-Cosenza. A livello turistico perchè gestire insieme le grandi risorse del territorio delle Province di Reggio e Messina significa poter offrire un’offerta unica al mondo e assolutamente appetibile a livello internazionale. A livello infrastrutturale, infine, perchè Reggio e Messina possono diventare realtà baricentriche solo in ottica Mediterranea, guardando ai commerci e provando a intercettarli, ponendosi come piattaforma logistica tra l’Europa, l’Africa e l’Asia. Sappiamo quant’è importante il Mediterraneo a livello commerciale internazionale, e sappiamo anche quanto potrebbe essere importante gestire in modo coordinato i porti di Gioia Tauro, Milazzo, Messina, Tremestieri, Villa San Giovanni, Reggio Calabria ma anche Catania, Siracusa e Pizzo Calabro. Inoltre la prospettiva è quella del Ponte, che da questo punto di vista è ancor più importante. Senza dimenticare l’Aeroporto. Ovviamente in tutto questo serve un’integrazione delle eccellenze e delle varie realtà, serve un efficiente sistema di trasporti (a prescindere dal Ponte) così come l’Area Metropolitana prescinde dal Ponte. Serve che le Università si avvicinino sempre di più fino, magari, a pensare a un solo ateneo unico dello Stretto, e questo vale anche per tutte le altre realtà come ad esempio gli ospedali e le camere di commercio. Una gestione sinergica potrebbe valorizzare la qualità“.

Dopo le parole di Caridi, ha fatto gli onori di casa l’Assessore Dario Caroniti del Comune di Messina che, chiosando sul lavoro del giovane giornalista, spiega come “comunque un territorio popolato come quello di Reggio e Messina, con oltre 500 mila abitanti, non può vivere di solo turismo. Servono anche servizi, servono altre fonti di occupazione e per questo motivo il discorso delle infrastrutture e dei commerci può essere importante, senza dimenticare il terziario e l’agricoltura“.

Estremamente lucido anche l’intervento dell’Assessore all’Area Integrata dello Stretto della Provincia di Messina, Michele Bisignano , nella sua prima uscita pubblica dopo il riconoscimento, grazie a nostro sondaggio, di Assessore più gradito della Provincia: “Apprezzo tantissimo l’entusiasmo di un giovane come Peppe Caridi che ci da speranza e fiducia per il futuro, rispetto a un appiattimento generale che annulla sogni, progetti e ambizioni. Non dobbiamo per nulla criticare quei giovani che ancora hanno ottimismo, entusiasmo e voglia di fare per il futuro di questa terra. L’Area Metropolitana dello Stretto è un viatico fondamentale per il futuro di questo territorio, e su questo ci stiamo lavorando tantissimo già da molto tempo in sinergia con gli enti e le istituzioni Reggine. Nei prossimi mesi si vedranno già i primi risultati, soprattutto in termini di trasporto e di valorizzazione dell’Aeroporto dello Stretto“.

Ha preso poi la parola Salvatore Leonardi, già Sindaco e Presidente della Provincia di Messina quando, nel 2004, firmava con Pietro Fuda il primo e unico protocollo d’intesa tra le Province di Reggio e Messina per concretizzare l’Area Integrata dello Stretto. Leonardi, però, dall’alto della sua esperienza storica personale, lancia un monito: “Attenzione, diamoci una mossa altrimenti rischia di parlare del nulla. E’ da più di cinquant’anni che si parla di Area Metropolitana dello Stretto, e oggi siamo ancora fermi al punto di partenza. Integrare il territorio sarebbe un grande sogno, ma com’è possibile farlo? Ci sono le possibilità istituzionali e costituzionali? La Sicilia è una Regione a Statuto Speciale, la Calabria no. Serve il sostegno e il favore di entrambi gli enti Regionali, che però non guardano di buon occhio quest’idea perchè mina la loro integrità territoriale. Non avete idea di quante difficoltà ci sono intorno a questo grande progetto, a questo grande sogno. Non bisogna mai perdere la fiducia e la speranza, ma consentitemi – dopo tanti decenni di parole – di essere un pò rassegnato“.

Il dibattito che ne viene fuori, anche a livello costituzionale e amministrativo, è interessante: l’autore del libro tira in ballo il Consorzio del Garda, dove realtà locali di tre Regioni diverse, tra cui una a statuto speciale, si sono consorziate per gestire in modo univoco il territorio soprattutto a livello ambientale e turistico.

Ha preso poi la parola il prof. Bruno Sergi che, con un intervento apprezzatissimo ed estremamente chiaro, preciso e forte ha, prima, raccontato tutti i processi che hanno portato alla relazione della tesi di laurea del giovane Peppe Caridi, di cui è stato relatore, ed è poi entrato nel merito dell’Area Metropolitana dello Stretto, del Ponte e dell’integrazione delle eccellenze culturali facendo il punto sulle possibilità di sinergie tra gli atenei sul modello dell’Università Federata della California. Infine Sergi parla anche del Ponte: “E’ l’unica occasione di rottura per la nostra economia marginale, l’occasione per rilanciarci e ritrovare competizione, intraprendenza, voglia di fare. A questo territorio serve una scossa, il Ponte la darebbe sicuramente. Non so se davvero sarà completato entro il 2017, ma poco importa se slitterà al 2018 o al 2019: l’importante è farlo e farlo bene“.

Anche l’economista Michele Limosani s’è fatto particolarmente apprezzare per un intervento che, partendo dalla citazione di don Luigi Sturzo letta dalle pagine del libro “Lasciate che noi del meridione possiamo amministrarci da noi, da noi designare il nostro indirizzo finanziario, distribuire i nostri tributi, assumere la responsabilità delle nostre opere, trovare l’iniziativa dei rimedi ai nostri mali” ha basato il proprio intervento sul paradosso delle autonomie, su cui oggi ci si spinge a livello nazionale ma “in cui abbiamo invece tantissime difficoltà a livello locale. Perchè le autonomie non possono essere delegate anche a livello locale, dalle Regioni agli enti inferiori? Sarebbe una grande opportunità per il territorio“.

Infine s’è parlato del Ponte e, come prevede il libro che ne fa riferimento solo nell’ultimo capitolo, in coda alla manifestazione s’è aperto il dibattito relativo al Ponte dopo aver dato ampio spazio all’Area Metropolitana che, come lo stesso autore ha chiarito subito, prescinde dal Ponte.

Ed è intervenuto Giovanni Alvaro, uno dei fondatori del ‘Comitato Ponte Subito’, che ha spiegato come il Ponte “non viene fatto per i pendolari dello Stretto o per Reggio e Messina ma è una realtà internazionale, dal valore mondiale, da cui però proprio Reggio e Messina possono trarre i vantaggi maggiori in termini non solo di indotto turistico, ma anche di piattaforma logistica del Mediterraneo, in un sistema di infrastrutture che è al servizio del Ponte, con autostrade efficienti, ferrovie veloci, porti funzionali. Altrimenti, il Ponte da solo messo lì non serve a nulla. E’ uno snodo fondamentale del corridoio 1 Berlino-Palermo e affinchè ciò avvenga serve anche l’alta velocità, che al momento si ferma a Salerno e che senza la realizzazione del Ponte non verrà mai realizzata in Calabria e Sicilia. Dire sì al Ponte significa dire sì allo sviluppo e aprire una nova stagione molto più vivace e costruttiva per questo territorio“.

Infine ha concluso la serata Enzo Vitale della Fondazione Mediterranea, ribadendo l’esigenza del riconoscimento dell’Area Integrata dello Stretto come passaggio fondamentale per un futuro di sviluppo e benessere.

S’è trattato di un momento fortemente qualificante, ricco di spunti di estremo interesse che hanno fatto della presentazione del libro, un vero e proprio momento di confronto e prospettiva di scenario proprio com’era nelle intenzioni dell’autore. E quello dell’Area Metropolitana dello Stretto non è certo un tema che si esaurisce oggi: lo stesso Peppe Caridi ha promesso che continuerà a incalzare chi di competenza, a livello giornalistico, con continui focus, interviste e approfondimenti su tutto ciò che concerne l’Area Integrata e in modo particolare sul tema dei trasporti, che da sempre caratterizza la sua attività giornalistica.

Nella Photogallery tutte le immagini con gli scatti di Ila Calabrò

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