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Tentato omicidio Cuscinà, gli ex pentiti tra i mandanti?

Alessandra Serio

Tentato omicidio Cuscinà, gli ex pentiti tra i mandanti?

venerdì 20 Settembre 2019 - 07:27

Per il collaboratore di giustizia Minardi, dietro il ferimento di Cuscinà c'è l'ex boss Barbera che rivuole le redini dei clan a Messina.

Per il collaboratore di giustizia Minardi, dietro il ferimento di Cuscinà c’è l’ex boss Barbera che rivuole le redini dei clan a Messina.

E’ questo il tassello in più che emerge dalle carte dell’inchiesta sfociata negli arresti di Giuseppe Cutè e Paolo Gatto, accusati del tentato omicidio di Francesco Cuscinà.

Giuseppe Minardi, che ha intrapreso ala fine del 2018 la strada della collaborazione della giustizia, dopo l’ennesima condanna per un omicidio e davanti la prospettiva del carcere duro a vita. (LEGGI QUI LA CONDANNA A MINARDI)

I suoi verbali sono in gran parte ancora top secret e la sua credibilità ancora tutta da valutare, da parte dei giudici. Ha però fornito ai carabinieri, intanto, alcuni indizi utili a inquadrare l’agguato avvenuto il 25 agosto 2018 a Giostra.

Un clan, quello del rione nord, secondo gli inquirenti oggi senza una vera guida. (leggi qui l’approfondimento)

Il reggente Minardi è ormai pentito, Puccio Gatto è al 41 bis da tempo, Luigi Tibia è in carcere e gli altri boss storici sono fuori gioco da troppo a lungo. (leggi qui tutti gli articoli correlati al CLAN DI GIOSTRA)

“Rientrato in carcere, ho subito dei provvedimenti disciplinari a causa dei contatti che avevo avuto con i pregiudicati e, poco dopo, mi è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio Cutè e poi sono stato trasferito a Parma. Prima dei trasferimento, a colloquio sono venuti mia moglie accompagnata da mio cognato Arrigo Giovanni, detto Munnizza. – racconta Minardi.

Il colloquio è avvenuto dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare. Io esternavo la mia rabbia durante il colloquio. Mio cognato, che è evangelista, mi riferiva che era un segnale di Dio perché non dovevo recarmi a Messina, dicendomi che lì stava succedendo un “casino ”. Mio cognato mi aggiungeva, avvicinandosi a me per timore di essere sentito, che avevano sparato a CUSCINÀ ’ Francesco ed avevano ferito a Peppe Galli … Mio cognato mi disse che erano stati CUTE’ Peppe e Paolo Gatto.

Minardi fa il nome del mandante, e rivela anche il movente: Mio cognato mi riferì che il CUSCINÀ ’ aveva avuto una nuova lite con il nipote di Barbera e che questi aveva incaricato Peppe Cutè di punire il Cuscinà. Mio cognato aggiunse che “si stavano riorganizzando ”, riferendosi al fatto che alcuni ex collaboratori, tra cui “Piscia piscia”, cioè Gaetano Barbera, Carmelo Bonaffini, Nicola Galletta e La Boccetta Emanuele stavano organizzando per commettere reati a Messina ed in particolare che si stavano organizzando per uccidermi. Peppe Cutè si sarebbe avvicinato a loro e in particolare a Gaetano Barbera. Non ho approfondito il motivo del ferimento di CUSCINÀ ’. Lui non è la prima volta che subisce attentati ”

La conferma che Gaetano Barbera voleva ricominciare a delinquere è arrivata presto per gli investigatori: l’ex pentito è stato arrestato a marzo scorso perché si era procurato una pistola.

In passato è stato un nome di spicco della criminalità cittadina. Condannato per almeno due omicidi, è stato tra i protagonisti della mattanza”che a metà del decennio scorso ha insanguinato le strade cittadine, rischiando di sfociare in una nuova guerra di mafia

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Un commento

  1. Complimenti a chi crede al pentimento di questi criminali con tanta facilità.
    MMuccalapuni

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