Perché il Ministro dell'economia non era presente in aula al momento della votazione sull'autorizzazione all'arresto di Marco Milanese, uno dei suoi collaboratori più fedeli? I colleghi del Pdl, Berlusconi incluso, hanno considerato questa assenza come un tradimento o una fuga. E se fosse invece qualcosa di diverso? Magari qualcosa di così estraneo alla cultura attualmente dominante nell'ex Casa della libertà? Cosa potrebbe dire il divino Giulio se decidesse di parlare?
Debbo riconoscerlo: in parte è colpa mia.
Non sono mai stato di carattere facile e mi riesce estremamente ostico discutere con chi appare ai miei occhi di livello etico e culturale decisamente inadeguato al ruolo che occupa. A mia scusante, però, vi chiedo se vi sia mai capitato di essere circondati da una massa di affaristi senza scrupoli, tesi unicamente ad arraffare tutto ciò che è possibile prima che la barca affondi?
Arroganti e ignoranti ma abilissimi nel gestire i loro interessi personali e tutti dediti a disputarsi la benevolenza del premier. Atteggiamento particolarmente spregevole oggi, con il Presidente del Consiglio mentalmente prostrato dall’azione martellante di una Magistratura spudoratamente politicizzata, che avverte la vittoria vicina e procede ormai senza ritegno alcuno.
Però è vero: in parte è colpa mia, ma sapete cosa vuol dire discutere ogni giorno – io che vorrei discutere di mercatismo e tecno-finanza – con La Russa e Gasparri, o con Verdini e Scajola?
Dove sono finiti Pera, Urbani e Melograni? Rimpiango le provocazioni intellettuali di Lucio Colletti e l’esprit de finesse di Marcello Dell’Utri?
Mi accusano di non essere più organico al Pdl.
Forse è vero ma, benché i miei colleghi di partito abbiano fatto di tutto per farmi cambiare idea, credo ancora fermamente nella democrazia liberale, ma in quella condivisa del Quod omnes tangit ab omnibus tractari et approbari debet – Ciò che riguarda tutti da tutti deve essere esaminato e approvato -, non in quel ridicolo fantasma tanto sbandierato dagli attuali maggiorenti del Pdl.
Al contrario, passerei ore a litigare con Antonio Martino, contrapponendo alle sue idolatrate libertà negative la mie libertà positive, tanto più consone a una società globalizzata.
Al di là delle mie illusioni, vi assicuro che è brutto essere guardato come un paria per la sola ragione di non essere stato presente alla votazione su Milanese. Ero assente perché sentivo che quella ere la posizione moralmente più corretta. Come parlamentare, infatti, avrei dovuto valutare astrattamente se esistesse o meno il fumus persecutionis da parte dei magistrati mentre, come amico (o ex amico) di Marco, sarebbe stato doveroso schierarmi al suo fianco nella buona e nella cattiva sorte. Con evidente conflitto d’interessi e coinvolgimento personale.
Ho preferito andarmene e lasciare che la sua sorte – e, forse, anche la mia – fosse decisa da altri.
Non mi illudevo certo che le irregimentate truppe cammellate del Pdl condividessero le ragioni di tale tormentata scelta, ma non credevo che questa sarebbe stata così prontamente strumentalizzata per colpirmi in un momento di obiettiva difficoltà.
Ma non mi sono sentito di fare altrimenti. Forse perché, essendo nato e cresciuto a Sondrio, l’intransigenza morale calvinista – pur nelle disattenzioni causate da una vita frenetica e dal carico immane delle responsabilità – è diventata una componente ineliminabile del mio modo di essere, o forse perché gli antichi miasmi del Sacro Macello, accaduto a poca distanza dal luogo in cui sono nato, mi fanno diffidare della casistica gesuitica che guida gran parte dei comportamenti dei miei colleghi parlamentari.
Sarà quel che sarà, ma devo riconoscere che mi trovo molto meglio a discutere con Letta – mi riferisco a Enrico, non certo a Gianni che utilizza le sue innegabili doti di abilissimo persuasore occulto per tutelare gli interessi dei padreterni romani che ieri Einaudi e oggi Stella e Rizzo vorrebbero licenziare – e persino con gli stessi Bersani e Casini che con i miei colleghi di partito.
In attesa che arrivi domani.
L’esegeta del Ministro Tremonti
