Una "Scatola" per raccontare la società dei consumi tra danza, musica e teatro

Una “Scatola” per raccontare la società dei consumi tra danza, musica e teatro

Redazione

Una “Scatola” per raccontare la società dei consumi tra danza, musica e teatro

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lunedì 02 Gennaio 2023 - 16:37

7 e 8 gennaio: di scena al Vittorio Emanuele di Messina uno spettacolo scritto e diretto da Valerio Vella, ispirato a "The Wall"

MESSINA – “Scatola, ossessioni da asporto”: un viaggio tra danza, musica e teatro nel fallimento della società dei consumi. In scena convivono musica, danza e recitazione e danno vita a un racconto visionario liberamente ispirato a “The Wall”, dall’album celebrerrimo dei Pink Floyd al film di Alan Parker. Dopo la “prima” della scorsa estate a Taormina, “Scatola” è in programma fuori cartellone, sabato 7, alle 21, e domenica 8 gennaio, alle 17.30, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Lo spettacolo, primo evento ad aprire la stagione teatrale 2023, è scritto e diretto da Valerio Vella in co-produzione tra l’ente teatro e la Compagnia Marvan Dance diretta da Mariangela Bonanno.

Elio Crifò in “Scatola”

Teatro, danza, musica dal vivo e tanti riferimenti letterari

Protagonista dello spettacolo è l’attore e regista Elio Crifò, già applaudito in teatro con “La classe digerente”, “Esotericarte”, “I Misteri dell’Arte Italiana” in scena con Vittorio Sgarbi, “Odissea, il viaggio in Sicilia”, ”Falso Natal” a Messina con la cantante Silvia Mezzanotte. Le musiche sono suonate dal vivo dalla The Box Rock Band, formata da Antonio Amante chitarra elettrica e voce, Alessandro Blanco chitarra classica e chitarra elettrica, Massimo Pino basso e voce, Tindaro Raffaele tastiere e voce, Stefano Sgrò batteria e percussioni, Simona Vita, piano tastiere e voce.

l corpo di ballo della  Marvan Dance è invece composto da Domelita Abate, Nives Arena, Rebecca Pianese, Jo Prizzi, Alice Rella, Valentina SicariRoberta D’Angelo, Mara Pulitano. Le coreografie sono di Mariangela Bonanno, Alice Rella e Giorgia Di Giovanni.

Il testo è arricchito da riferimenti letterari tratti da molti autori distanti per periodo, genere culturale e matrice artistica,  come Betocchi, Pasolini, Philip K. Dick e gli stessi Pink Floyd, ma idealmente vicini fra loro grazie proprio al significato di “scatola” nello spettacolo. Si legge nelle note di regie: “Si racconta il fallimento della modernità e della globalizzazione, della società abbrutita dal consumismo imperialistico, dall’incomunicabilità e dalla prevaricazione, trasfigurata in una realtà nella quale la follia sembra essere l’unica risposta possibile”.

I biglietti, fuori abbonamento nel cartellone del Teatro Vittorio Emanuele di Messina,  possono essere acquistati online, oppure presso il botteghino del teatro.  

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