Black-out Policlinico, Pecoraro passa al contrattacco: «Siamo parte lesa e non dobbiamo essere messi sotto accusa»

Black-out Policlinico, Pecoraro passa al contrattacco: «Siamo parte lesa e non dobbiamo essere messi sotto accusa»

Black-out Policlinico, Pecoraro passa al contrattacco: «Siamo parte lesa e non dobbiamo essere messi sotto accusa»

martedì 06 Luglio 2010 - 17:56

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera annuncia che sta «acquisendo il dettaglio dei danni materiali e morali causati dall’Enel all’A.O.U. per fare, se ricorrono le condizioni, un esposto all’autorità giudiziaria»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera che il direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro ha inviato al direttore di Tempostretto, Nino Arena.

Il manager palermitano fa il punto su quanto accaduto venerdì pomeriggio al nosocomio di viale Gazzi, quando – a causa di un black-out – è mancata la corrente elettrica per più di sei ore. Solo qualche disagio organizzativo e nulla di più, sottolinea Pecoraro, che scarica ogni responsabilità sull’Enel.

Ecco il testo integrale della missiva firmata dal numero uno dell’azienda ospedaliera G. Martino.

«Leggo sempre con interesse il Suo giornale anche perché, attraverso il commento dei lettori, colgo spunti per il mio operare. Vivo infatti le critiche come una opportunità e, in periodi di tentativi di “bavaglio”, la difesa della libera informazione è un valore da salvaguardare con ogni mezzo. E’ chiaro che parlo della “INFORMAZIONE”, non di gossip né di ingiurie o calunnie. Credo Le sia nota la mia disponibilità a parlare con chi fa informazione e che il mio telefono è sempre acceso e non mi sottraggo a nessuna domanda, anche la più imbarazzante. La premessa serve ad introdurre quanto successo venerdì scorso a chiarimento del vostro articolo e dei commenti dei lettori. Alle 12,30 circa si interrompe presso il Policlinico la corrente elettrica. Appuriamo che l’interruzione è dovuta a un guasto di una cabina Enel esterna che alimenta il Policlinico. L’ufficio tecnico e la Direzione sanitaria si mobilitano per appurare che i gruppi elettrogeni (n°11) siano entrati in funzione.

E’ chiaro a tutti che ai gruppi elettrogeni sono collegati non tutti gli ambienti del Policlinico ma quelli a maggiore rischio per i pazienti ed ai servizi indispensabili a garanzia della continuità assistenziale. E’ appena il caso di richiamare la Sua attenzione sul fatto che non si è creato alcun problema nelle sale operatorie, nelle terapie intensive e nella rianimazione, nella diagnostica di laboratorio e per immagini, ecc, ecc…; hanno funzionato almeno due ascensori per ogni plesso e nessun paziente ha subito conseguenze negative, nel suo percorso di cura, per la mancanza di energia elettrica. Certo, è innegabile che l’organizzazione, nel complesso, ha avuto dei disagi, ma è stata capace di rispondere in modo razionale e competente all’emergenza che si era creata, anche al Pronto soccorso dove i corridoi non erano illuminati ma, le stanze in cui vengono visitati i pazienti erano perfettamente funzionanti. E’ possibile che qualche personal computer sia andato in tilt, che qualche ascensore non abbia funzionato al meglio, e sicuramente da questa esperienza trarremo utili indicazioni per migliorare la nostra risposta ad emergenze di questo genere.

Mi permetta, in chiusura, qualche considerazione: perché si confonde la causa con l’effetto? In questa circostanza il Policlinico è parte lesa e intanto viene messo sotto accusa. Perché nessuno si è chiesto se è normale che si verifichi una interruzione della fornitura di energia elettrica per un Ospedale, da parte dell’Enel, per oltre otto ore, in condizioni climatiche normali senza terremoti, frane o alluvioni?

Grato per l’ospitalità, Le rinnovo i miei sentimenti di stima.

P.S. Sto acquisendo il dettaglio dei danni materiali e morali causati dall’Enel all’A.O.U. per fare, se ricorrono le condizioni, un esposto all’autorità giudiziaria».

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