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martedì 18 Novembre 2008 - 10:42

La vigilanza messinese e le normative

LA VIGILANZA MESSINESE E LE NORMATIVE

Diverse questioni concernenti la vigilanza a Messina sono state trattate da molto tempo e di recente da tutti gli addetti al settore e dagli organi competenti.

Con tutta evidenza si tratta di un fenomeno morale e sociale inquietante e diventa sempre più preoccupante man mano che nuove normative Italiane ed Europee entrano in vigore.

Le presenti considerazioni non contengono elementi nuovi ma intendono richiamare i punti essenziali circa il suddetto problema e fornire alcune argomentazioni di carattere razionale utili per interventi più specifici da parte di tutti gli organi deputati al controllo e all’organizzazione della vigilanza privata.

Messina è sicuramente la meno europea delle città in fatto di recepimento di nuove norme per il mondo del lavoro, in quanto la vigilanza privata è materia notoriamente complicata da trattare, secondo me questa fetta di mercato del lavoro, non si può configurare in alcune normative del mondo del lavoro in quanto alcune aziende fornitrici di tali servizi, dopo l’assunzione di dipendenti con contratti a tempo determinato, nel 99% dei casi non rinnovano tali contratti, cosi facendo ci ritroveremo con la città piena di pistoleri e comunque tutta questa gente non trova posti per ricollegarsi a tale mondo lavorativo e questo accade per l’uso della logica dei compari.

Nei confronti di questo fenomeno non si può assumere un atteggiamento di tolleranza perché ciò porterebbe alla distruzione del settore, e alla non professionalità degli operatori.

Da tempo immemorabile, in diverse occasioni e sedi ho chiesto la creazione di un albo professionale per le guardie giurate ma in tutti i modi e in tutti i posti sono stato ignorato.

Oggi non si ha il coraggio di essere testimoni della verità e nessuno vuole cimentarsi in proposte degne di tale nome.

Ritengo utili interventi mirati al mantenimento della legalità in modo da poter uscire fuori da quel clientelismo, che nelle maestranze crea scoramento, sfiducia nelle istituzioni e quanto di più dannoso si possa innescare nella mente di uomini oppressi.

La nuova forma di schiavitù si chiama “ poco lavoro, sfruttamento, disoccupazione “.

A tutti voi che leggete chiedo, cosa si può e cosa si deve fare?

SVEGLIATI MESSINA

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