A “sottoscriverlo” i rappresentanti delle organizzazioni sindacali OrSa, Cisl, Uil e Fast che ieri hanno incontrato Buzzanca e Garofalo: «Il ruolo delle istituzioni sarà determinante, il problema non è più sindacale ma politico». La Cisl promuove un “summit”, in concomitanza all’incontro “capitolino”, presso la sede della Fit-Cisl di Messina
Un patto di messinesità per farsì che la vertenza Stretto acquisisca un’importanza nazionale. Nessun accordo formalmente scritto ma un’idea condivisa dalle organizzazioni sindacali, dal sindaco Buzzanca e dal deputato parlamentare Garofalo nel corso dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Zanca in vista del tavolo romano di giorno 21 luglio. Un appuntamento “capitolino” di estrema importanza per i rappresentanti istituzionali dell’area dello Stretto che, una volta per tutte, avranno la possibilità di esporre in modo chiaro l’avvilente situazione del trasporto ferrato da e per la Sicilia, nella speranza di trovare un accordo e dunque un aiuto da parte dei vertici Rfi e del Ministro Matteoli con cui i sindaci di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni dovranno confrontarsi.
Ieri mattina un convocazione a sorpresa per Buzzanca e l’esponente parlamentare del Pdl da parte dei segretari di Cisl, Uil, OrSa e Fast che hanno richiesto ed ottenuto la possibilità di incontrare i politici messinesi per esprimere loro preoccupazioni e richieste in vista dell’incontro. «Le aspettative dei lavoratori così come quelle dei cittadini – hanno spiegato i rappresentanti di Cisl Sicilia, Cisl Messina e Fit Cisl – sono molto alte, tutti si attendono fatti concreti, impegni scritti e opportunamente finanziati». Dello stesso avviso i rappresentanti dell’OrSa che non perdono occasione di sottolineare le numerose criticità connesse alla dismissione del trasporto su ferrato: trasporto merci quasi interamente soppresso, problemi di mobilità a causa della cancellazione dei treni a lunga percorrenza, insufficienza della flotta nonostante il ridotto numeri di treni che ormai traghettano lo Stretto.
«Dalla discussione è emerso chiaramente che vertenza Sicilia e vertenza Stretto sono due fronti di lotta distinti all’interno del problema trasporti – affermano i rappresentanti dell’OrSa – La prima guarda al Trasporto Regionale che ha già avuto qualche risposta con il recente contratto di servizio utile soprattutto all’incremento di produzione di Palermo e Catania ma al contempo rischia di isolare la Sicilia dal resto del continente, la seconda vede Messina isolata nella rivendicazione della garanzia di continuità territoriale e diritto alla mobilità che non possono prescindere dall’incremento dei treni a lunga percorrenza, dalla riattivazione dei treni merce e dal potenziamento della flotta navale dello Stretto».
Determinante a questo punto secondo le organizzazioni sindacali il ruolo che verrà giocato dagli amministratori locali «perché – spiegano – il problema è più politico che sindacale». E intanto, in vista di giorno 21, la Cisl programma un incontro di tutti i massimi esponenti del sindacato a livello nazionale, regionale e territoriale che si terrà presso il Salone della Fit-Cisl di Messina, nei pressi della stazione, in concomitanza al vertice romano: « Sarà l’occasione per definire i contorni attuali della vertenza Ferrovie in Sicilia e dell’attraversamento dello Stretto».
(foto Dino Sturiale)
