Diminuzione del 30% nei servizi cargo, 40% in meno dei treni a lunga percorrenza, due sole navi per il trasporto dei vagoni: questi alcuni dei dati resi noti dalle organizzazioni sindacali in previsione degli incontri romani del 21 e 22 luglio tra amministratori locali, vertici Rfi e governo
Manca ormai poco agli incontri programmati per discutere delle vertenza Stretto anzi della vertenza Sicilia, sulla politica di dismissione portata avanti da Rfi e che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Scioperi, manifestazioni e proteste messe in atto dalle organizzazioni sindacali, in diverse occasioni appoggiate anche da amministratori locali e regionali, sono servite a ben poco. A dimostrarlo i nuovi incontri, quelli appunto di giorno 21 e 22, tra politica nazionale e cittadina (presenti anche i sindaci di Reggio Calabria e Villa San Giovanni ndr) per cercare di trovare una soluzione definitiva alle criticità legate al trasporto ferrato da e per la Sicilia.
Un disagio avvertito dagli utenti soprattutto nei mesi estivi, quando buona parte dei siciliani decide di trascorrere le ferie nelle spiagge “di casa” affollate da un altrettanto elevato numero di turisti anch’essi vittime dei disservizi Rfi. Disservizi che questa volta i sindacati hanno deciso di “quantificare” rendendo noti i dati relativi all’attuale situazione del trasporto ferroviario siciliano: numeri che, come dichiarano gli stessi sindacati, in parte stigmatizzano la continua dismissione di F.S. da Messina, dall’altro fanno ritenere che la regionalizzazione del trasporto tenderebbe a porre un argine all’emorragia di produzione di Palermo e Catania con la previsione di un lieve incremento del trasporto ferroviario all’interno dell’isola. «È pur vero – affermano però i rappresentanti sindacali – che i continui tagli e l’assenza d’investimenti nel nodo ferroviario di Messina hanno compromesso la continuità territoriale, il diritto alla mobilità e rischiano di isolare la Sicilia dal resto del continente. E’ inoltre evidente – concludono – che così restando le cose, dei circa 1800 posti di lavoro che si andrebbero a perdere di conseguenza alla nuova organizzazione di F.S., circa il 90% sarebbe lavoro sottratto solo al territorio messinese».
Di seguito i dati diffusi da OrSa, Filt Cgil, Filt Cisl, Fast
Dismissione del servizio Cargo Trenitalia merci diffuso e tradizionale
Diminuzione in atto del 30% da 5000 a 3500 KM/treno medi giornalieri nell’isola con la chiusura in provincia di scali merci come Messina Scalo ,Milazzo e Pace del Mela. Dal 2007 al 2008 sono stati oltre 20 mila i carri merci in meno traghettati e movimentati in Sicilia ( circa 200 mila tonnellate di merci in meno) e nei soli primi 2 mesi del 2009, secondo i dati relativi alla sola attività di filiale, sono stati movimentati in Sicilia circa 400 carri merci a fronte dei 100 mila di tutto il 2008 , il che prospetta una ulteriore fortissima contrazione, al di là della crisi in atto, per l’anno in corso. Oggi sono programmati in media 18 treni merci/giorno (9+9) che devono traghettare sullo Stretto da e per la Sicilia. Il costo di un attraversamento è di circa 1700 euro/treno. Ad oggi la Divisione Cargo necessiterebbe di almeno altre 8 corse giornaliere per il solo transito dei treni straordinari non programmati la cui giacenza costa in caso di carri esteri a titolo di penale (cosiddetti “Noli Riv”) circa 125 euro/giorno per carro. Insistono sul territorio Messinese l’ Impianto Primario della Gestione del Personale Macchinista Cargo e degli scali merci di Messina Milazzo e Pace per una consistenza di personale di circa 100 UNITA’.
Merci Pericolose
Oltre i treni già considerati, giornalmente giungono dai Poli petrolchimici di Gela , Priolo e da Milazzo a Messina fino a 9 treni con materiale chimico e/o infiammabile. Nonostante il trasporto su ferro sia il più idoneo a tale attività, le necessità legate alla sicurezza dovrebbero far si che tali carri siano solo in transito trovando immediata continuità con una nave che ne eviti la sosta. Ad oggi a fronte di un afflusso totale anche di 40 carri giornalieri di merci pericolose sono previste massimo 6 corse nave al giorno dedicate. Gli orari programmati delle navi, difformi dall’arrivo delle merci in stazione, la possibilità di imbarcare massimo 5 carri cisterna per nave, l’insufficiente numero di corse dedicato e la carenza del personale addetto alla manovra porta inevitabilmente al protrarsi in sosta per diverse ore della rimanenza di merce pericolosa non imbarcata.
Passeggeri Lunga Percorrenza Sicilia
Circa 9 treni giornalieri (18 considerando le direttrici da e verso la Sicilia) sono l’offerta attuale di Trenitalia per la Sicilia. Una diminuzione dell’offerta di oltre il 40 % in meno di cinque anni-
199 le carrozze e 22 locomotive elettriche impiegate con un’età media di oltre 30 anni. Sul solo territorio Messina insistono i centri dirigenziali della Sicilia del Personale Trenitalia di Bordo e Macchina per un totale oggi di circa 300 UNITA’che le continue tendenze ad ulteriori prossimi tagli in specie sulla relazioni viaggo dalla Sicilia verso Roma Venezia e Milano mettono ad ulteriore rischio, nonché i diversi siti di manutenzione delle vetture tra cui la Officina Grandi Riparazioni con circa 120 UNITA’, sita a Gazzi , oggi realtà manutentiva in attivo con i budget previsti ma senza un concreto piano industriale e fuori da ogni previsione di rilancio produttivo ed occupazionale.
Traghettamento e Manovra Rfi
La riduzione in esercizio a due navi nelle situazioni attuali di trasporto secondo gli odierni volumi di treni passeggeri e merci sullo stretto mette in seria discussione la normale gestione ed esercizio del trasporto ferroviario da e per la Sicilia. Come dimostrato dai numerosi ritardi dei viaggiatori e soppressioni di treni merci a causa delle inefficienze gestionali dall’entrata in vigore del nuovo orario e dalla eliminazione della terza nave. Oggi le corse nave disponibili sulle 24 ore sono 36 destinate al trasporto di 18 treni viaggiatori (compresi i periodici) e 18 merci per un totale di richiesta da parte di Trenitalia di 36 corse. Se ne deduce facilmente che essendo saturato il delta tra l’offerta (36 corse) di RFI e la domanda di Trenitalia (36 corse) ogni ritardo di un treno (frequente) causa un effetto a domino che vista la limitata disponibilità di Navi in esercizio di RFI porta inevitabilmente al collasso della circolazione viaggiatori e all’inevitabile soppressione dei treni merci per agevolare il traffico passeggeri. Si consideri inoltre la forte riduzione del segmento Manovra che di pari passo alla Navigazione ha ridotto le potenzialità di personale e mezzi . Nei due settori solo a Messina si contano circa 110 UNITA’ per il settore RFI Manovra e 600 UNITA’ nel settore Navigazione, quest’ultimo, negli ultimi 10 anni ha subito una contrazione di forza lavoro quantificabile in circa 1200 unità e un ridimensionamento della flotta navale di circa il 60%.
