Reggio. Comparto 6: “Il diritto alla casa non si cancella, serve una soluzione nel rispetto della legge”

Reggio. Comparto 6: “Il diritto alla casa non si cancella, serve una soluzione nel rispetto della legge”

Redazione

Reggio. Comparto 6: “Il diritto alla casa non si cancella, serve una soluzione nel rispetto della legge”

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martedì 08 Luglio 2025 - 16:08

Protestano le famiglie del Comparto 6 di Arghillà che hanno i requisiti di legge e sono oggetto dell’ordinanza sindacale di sgombero

REGGIO CALABRIA – “È fondamentale ricordare che la Costituzione italiana sancisce il principio per cui ogni cittadino che ha commesso un reato deve essere giudicato secondo il codice penale, ma senza subire la negazione dei propri diritti sociali e civili. L’esclusione da questi diritti costituirebbe una pena
aggiuntiva non prevista dall’ordinamento. In questo senso, numerose norme nazionali e
internazionali tutelano il diritto all’abitare anche per chi, pur in situazione di bisogno, ha occupato
senza titolo: il Patto ONU sui diritti economici, sociali e culturali ratificato dall’Italia con legge
881/1977, la legge regionale n. 8/1995, la legge 48/2017 (art. 11, comma 3 bis) e il Decreto legge
113/2018 (art. 31).

Tuttavia, la gestione del Comune di Reggio Calabria, anziché accompagnare queste famiglie
vulnerabili in un percorso di regolarizzazione e dignità, si distingue per incuria, distanza
istituzionale e azioni di aperta coercizione. Lo sgombero è già in atto non tramite una procedura
trasparente o rispettosa della legge, ma attraverso una strategia subdola e oppressiva, che mette
sistematicamente sotto pressione nuclei familiari già fragili. Questa pressione si manifesta
attraverso contatti settimanali dei Servizi sociali, non per offrire soluzioni, ma per intimidire, taglio
delle utenze essenziali, violando il diritto alla salute e alla dignità e il reiterate denunce penali,
senza proporre alternative concrete.

Queste misure, pur formalmente non violente, costituiscono una forma di sgombero coatto
mascherato, che costringe le famiglie ad abbandonare gli alloggi senza alcuna prospettiva
concreta di sistemazione alternativa. È un approccio che viola la Costituzione e le leggi vigenti,
alimentando un circolo vizioso che non risolve il fenomeno delle occupazioni senza titolo, ma lo
sposta altrove, generando ulteriore disagio e insicurezza sociale.

Eppure, una soluzione nel rispetto della legalità esiste ed è già stata adottata. È il Protocollo
d’intesa del 2018, firmato dal Comune di Reggio Calabria, la Prefettura, il Tribunale di Reggio
Calabria e l’Agenzia dei Beni Confiscati, che ha consentito lo sgombero dell’area dell’ex
Polveriera, garantendo l’assegnazione degli alloggi alle 33 famiglie coinvolte, secondo quanto
previsto dall’art. 31 della Legge 32/1996. L’ultimo alloggio previsto da quel Protocollo è stato
consegnato poche settimane fa, dimostrando che volontà politica e rispetto della legalità possono
coesistere.

Il reperimento degli alloggi per il Comparto 6 può e deve avvenire tramite una verifica approfondita
del patrimonio ERP, sia ATERP che comunale, anche con l’ausilio delle Forze dell’Ordine,
evitando favoritismi e assegnazioni opache. Gli alloggi individuati dovranno essere assegnati alle
famiglie del Comparto 6, ai beneficiari del bando ordinario e a quelli in emergenza abitativa,
prevenendo conflitti e contenziosi tra le varie categorie di bisogno. Le Associazioni del quartiere
Noi Siamo Arghillà – La Rinascita e Un Mondo di Mondi insieme alle famiglie del Comparto 6
chiediamo un confronto urgente con la Prefetta e il Sindaco, per rivendicare il diritto alla casa,
denunciare le pratiche di pressione e di esclusione in atto e proporre una soluzione concreta e
legittima, fondata sulla giustizia sociale e sul rispetto della legge”.

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