I vertici del Pdl si sono riuniti in un summit a Roma. Continua il toto assessori con qualche novità: possibile staffetta tra Cimino e Giulia Adamo. I tecnici: Rampello, Puglisi, Venturi, Finazzo e Caterina Chinnici, figlia di Rocco. In calo le quotazioni dell'economista Centorrino. Gianni (Udc): «Se non siamo buoni alla Regione, non lo siamo nemmeno nei Comuni e nelle Province»
Tregua col Pdl, rottura totale con l’Udc. Sono queste le ultime notizie che vengono da Palermo. La seconda giunta di Raffaele Lombardo sarebbe già pronta, ma per l’ufficializzazione il presidente della Regione si è preso altri due giorni di riflessione, su richiesta del Pdl. Entro venerdì, dunque, dovrebbero essere comunicati i nuovi assessori con rispettive deleghe, ma non sono esclusi colpi di scena. Oggi pomeriggio, intanto, lo stato maggiore del Pdl, compresi i coordinatori regionali Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, si è riunito in un summit a Roma, e nella capitale è arrivato lo stesso Lombardo per partecipare alle registrazioni di -Porta a Porta-. La linea decisa dal Pdl è chiara: da solo Lombardo non può decidere nulla, se desse vita a una nuova giunta da solo si tratterebbe di un golpe. Dopo le Europee il Popolo delle libertà è pronto a confrontarsi con il partito di Lombardo e la vicenda sarà gestita con attenzione anche da Roma.
I NOMI
Anche se c’è prudenza e manca l’ufficialità, alcuni nomi circolano con insistenza, e soprattutto arrivano conferma di una rottura totale con l’Udc. Vengono date praticamente per certe le new entry del presidente della Camera di Commercio e della Piccola Industria di Confindustria Sicilia, Marco Venturi, del presidente della fondazione Banco di Sicilia e rettore della Iulm, Gianni Puglisi, e del presidente della Triennale di Milano Davide Rampello. Gli altri nomi di -tecnici- che circolano sono quelli di Caterina Chinnici, procuratore del Tribunale dei Minorenni di Caltanissetta e figlia di Rocco Chinnici, Giovanni Finazzo, ex prefetto di Catania, e Mario Centorrino, economista di Messina, anche se le quotazioni di quest’ultimo sembrano in calo. Unico nuovo ingresso politico sarebbe quello di Giulia Adamo, ex presidente della Provincia di Trapani (tra l’altro suocera di Pietro Franza), vicina a Micciché. Per lei si ipotizza una staffetta con Michele Cimino nel caso in cui quest’ultimo dovesse essere eletto al Parlamento Europeo. Poi ci sono le conferme: se erano scontate quelle di Massimo Russo e Giovanni Ilarda, non altrettanto si può dire per Francesco Scoma, uomo di Alfano, e Luigi Gentile, ex An. Conferma più che probabile anche per Giovanni Di Mauro e Titti Bufardeci (altro uomo di Miccichè).
L’UDC FUORI: TERREMOTO POLITICO IN TUTTA LA SICILIA
Con l’Udc fuori dalla giunta si creerebbe, naturalmente, un terremoto politico che, con una reazione a catena, coinvolgerebbe tutta la Sicilia, o per lo meno quei Comuni e quelle Province nelle cui giunte è presente il partito della Vela, come ad esempio le amministrazioni di Messina. Pippo Gianni, uno dei -trombati- da Lombardo, è stato chiaro: «Del resto, se non siamo buoni alla Regione, non lo siamo neanche alla Provincia di Catania, quella di Siracusa, e negli altri Comuni dell’isola». Pier Ferdinando Casini non fa sconti: «Se Lombardo non è in grado di governare, sciogliamo le righe e torniamo al voto. Noi non abbiamo paura delle urne, pensiamo di prendere più voti di Lombardo, anche alle Europee». Intanto, dopo la richiesta ufficiale di 38 deputati di Pdl e Udc, il presidente dell’Ars Francesco Cascio ha convocato una seduta straordinaria dell’assemblea regionale dedicata alla crisi per il 4 giugno.
