Diventeranno soci-imprenditori con l'obbligo di reinvestire gli utili e assumere lavoratori in difficoltà
MESSINA – La lotta alla disoccupazione a Messina si fa anche attraverso l’innovazione sociale. Il Comune ha dato il via libera al finanziamento di 2 milioni di euro per il progetto “Colapesce dall’esclusione sociale alle imprese sociali”, fondi provenienti dal PnMetro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.
La Determina numero 10006 del 6 novembre 2025, firmata dal direttore generale Salvo Puccio, evidenzia che l’obiettivo primario non è il profitto, ma la creazione di un impatto sociale duraturo sul territorio.
I fondatori
A differenza di un bando per imprese tradizionali, il progetto “Colapesce” stabilisce una condizione chiara: il supporto è riservato ai disoccupati o a rischio di esclusione sociale.
I 2 milioni di euro sono destinati ad attivare, formare e sostenere finanziariamente i disoccupati di Messina affinché possano diventare i soci-fondatori e gestori delle nuove attività. Il progetto fornirà Formazione e Tutoraggio (un percorso completo di assistenza per acquisire competenze gestionali e redigere i piani aziendali) e Capitale di Avvio (contributi per l’avvio delle nuove imprese e l’acquisto di attrezzature).
L’impresa sociale
La specificità del progetto risiede nel vincolo di costituire Imprese Sociali. L’imprenditore sociale si distingue da quello tradizionale perché il suo obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, ma la missione sociale o ambientale.
Una volta avviate, queste imprese avranno un doppio obbligo: 1) Reinvestimento degli utili: i profitti generati dovranno essere in gran parte reinvestiti per migliorare il servizio o ampliare l’attività sociale, non distribuiti ai soci fondatori; 2) Inclusione lavorativa: l’impresa sarà tenuta ad assumere prioritariamente, o in percentuale significativa, altre persone che si trovano in condizione di fragilità o con difficoltà di inserimento lavorativo.
L’obiettivo è di creare un ciclo virtuoso: i disoccupati vengono sostenuti per diventare imprenditori di imprese che, a loro volta, daranno lavoro ad altri fragili, garantendo che i fondi europei abbiano un impatto duraturo e auto-sostenibile sull’inclusione e la coesione sociale della città.
I prossimi passi
Attualmente non sono ancora aperti bandi o avvisi pubblici per la partecipazione diretta al progetto. Per poter accedere alla formazione, al tutoraggio e ai contributi, il Comune di Messina dovrà definire i dettagli operativi, cioè regolamenti, criteri di selezione dettagliati, durata dei corsi e modalità di erogazione dei fondi. Poi emetterà un Avviso Pubblico dedicato con tutte le informazioni che servono come la definizione precisa di “disoccupato” e di “persona a rischio di esclusione sociale” accettata dal bando, la richiesta di un’idea da sviluppare, come presentare la candidatura e la scadenza.

Questa iniziativa mi sembra alquanto azzardata. Malgrado si prefigga un’obiettivo sociale , sempre di impresa si tratta. I disoccupati , in quanto tali ,non hanno generalmente le caratteristiche per affrontare un’impresa anche se affiancati da eventuali tutor. Mi sembra voler affrontare un gara automobilistica senza nemmeno aver conseguito la patente; alla prima curva…..
Ridicoli, visto che aspettiamo da 8 mesi il rilascio di una piccola licenza per lavorare dalla questura di messina solo una risposta……. siamo in ritardo manca il personale……. ma dove volete andare. A Messina c’è solo una coda da fare….. la valigiaaaaa…..