Il Miramare, per La Strada, può e deve essere un luogo pubblico, vivo e accessibile. "I beni pubblici non si vendono: si governano"
REGGIO CALABRIA – La gara per la vendita del Miramare di Reggio è andata nuovamente deserta. Un esito che, secondo La Strada, rappresenta una buona notizia e al tempo stesso la conferma del fallimento di una scelta politica che considera i beni pubblici come meri asset da alienare, anziché come risorse da valorizzare nell’interesse della collettività.
Da sempre il movimento, con il consigliere Saverio Pazzano, si oppone alla vendita del Miramare, ritenuto un luogo simbolo della città e parte integrante della sua memoria collettiva. «I beni pubblici non si svendono – ribadiscono – ma si restituiscono alla cittadinanza».
Il ripetersi di bandi deserti evidenzia due criticità: da un lato l’assenza di reali condizioni di appetibilità dell’immobile, dall’altro l’incapacità dell’amministrazione comunale di immaginare modelli di gestione pubblica alternativi alla vendita o alla concessione ai privati, spesso senza benefici concreti per la comunità.
Secondo La Strada, la vera emergenza è la mancanza di una strategia sui beni comuni. Esistono infatti modelli pubblici e partecipativi già sperimentati in altre città – dalla gestione diretta alle fondazioni pubbliche – capaci di generare lavoro, cultura e valore sociale mantenendo la proprietà pubblica.
“Il Miramare può e deve essere un luogo pubblico, vivo e accessibile – conclude il movimento –. La gara deserta deve diventare l’occasione per cambiare rotta e aprire una discussione seria su una politica dei beni collettivi. I beni pubblici non si vendono: si governano”.
