Il senatore della Lega sfida Basile: "Sono pronto a scommettere che sino alla fine del suo mandato non riuscirà a piantare un solo chiodo"
MESSINA – “Sull’impianto di Mili Marina a Messina, per lo smaltimento della frazione umida dei rifiuti, non faremo alcun passo indietro. E’ oltremodo evidente che tale progetto minaccia la salute pubblica e l’ambiente, a partire dalle violazioni sulla distanza minima dal centro abitato, dal vincolo idrogeologico sul sito e dalla carente istruttoria sulla viabilità locale”. Lo afferma Nino Germanà, segretario della commissione ambiente del Senato e segretario regionale della Lega in Sicilia.
“La recente decisione del Tar, sul ricorso del comitato “Amo il mio paese”, non ha legittimato la correttezza del progetto, né la compatibilità con il territorio e la salute dei cittadini. Andremo avanti anche in sede penale, oltre che amministrativa, per fermare questo scempio”, continua Germanà.
“La battaglia per la legalità e per la salvaguardia del territorio – aggiunge il senatore leghista -. Al sindaco di Messina che è ancora in tempo per fare un passo indietro dico che sono pronto a scommettere che sino alla fine del suo mandato non riuscirà a piantare un solo chiodo per realizzare tale impianto a Mili. Sono stati riaperti i termini per impugnare l’iter espropriativo, ed in questa battaglia avremo accanto proprio i cittadini per impedire la prosecuzione di attività che rappresentano un danno irreparabile per la comunità di Mili”.

Però un ponte che devasta un territorio in spregio ad elementari norme giuridiche, ambientali, tecnico-scientifiche si può fare.
Troppe battaglie Nino.
Riposa un po’ che ti stanchi così.