Progetto innovativo per minori con autismo, iperattività e paralisi cerebrale
All’Irccs Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina è partito ufficialmente il nuovo protocollo sperimentale M.I.N.E.R.V.A. Si tratta di un progetto di ricerca altamente innovativo, che mira a valutare l’integrazione della Realtà Virtuale Immersiva nei percorsi riabilitativi per bambini e adolescenti con condizioni del neurosviluppo che hanno un elevato impatto sulla qualità della vita di pazienti e genitori, come Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), Paralisi Cerebrale Infantile (CP) e Disturbo dello Spettro Autistico (ASD).
Le sfide delle famiglie e dei pazienti
Ogni giorno, bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo affrontano sfide complesse che compromettono la loro autonomia, le relazioni sociali e la qualità della vita. Le famiglie cercano percorsi terapeutici che non si limitino a lavorare su singole abilità, ma che favoriscano uno sviluppo globale e sostenibile nel tempo.
La letteratura scientifica è ricca di linee guida e studi sugli interventi neuropsicologici per queste condizioni. Tuttavia, la riabilitazione in età evolutiva è spesso segmentata, focalizzata su singoli aspetti clinici e, talvolta, poco motivante per il bambino, che si trova a svolgere compiti ripetitivi in modo passivo.
L’innovazione della realtà virtuale immersiva
Negli ultimi anni, la ricerca ha mostrato come l’uso di tecnologie innovative possa trasformare la terapia in un’esperienza più coinvolgente, partecipativa e personalizzata. In questo contesto, la Realtà Virtuale Immersiva emerge come una frontiera promettente, capace di potenziare l’efficacia terapeutica tradizionale e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Il progetto M.I.N.E.R.V.A. infatti, si avvale della piattaforma CAREN (Computer Assisted Rehabilitation Environment / Ambiente riabilitativo assistito dal computer), tra i pochi in Europa, presente già da diversi anni al Bonino Pulejo, sistema di Realtà Virtuale Immersiva avanzato che crea ambienti virtuali e interattivi, capaci di integrare componenti motorie, cognitive e sociali in un’unica esperienza terapeutica. Sarà rivolto a pazienti di età compresa tra gli 8 e i 18 anni e prevederà tre mesi di intervento sperimentale per valutarne l’efficacia.
Modalità di accesso alla sperimentazione
Per accedere alla sperimentazione è necessario inviare una mail agli specialisti dell’Istituto all’indirizzo ricerca.bioparco@irccsme.it ed effettuare una visita specialistica di neuropsichiatria infantile (NPI) all’IRCCS Centro Neurolesi Bonino-Pulejo di Messina. Durante la valutazione saranno somministrati test specifici e, se il ragazzo rientra nei criteri di inclusione, sarà possibile aderire al protocollo con consenso scritto dei genitori.
Si tratta di un percorso innovativo che integra, senza sostituire, la terapia convenzionale, al fine di migliorare la loro attenzione, il controllo degli impulsi e la regolazione del comportamento, attraverso esercizi personalizzabili.
Gli obiettivi dello studio scientifico
Lo studio, coordinato dalla Dott.ssa Francesca Cucinotta, Neuropsichiatra Infantile dell’IRCCS e dalla Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Dott.ssa Carmela Settimo, con la supervisione del Dirigente Medico Neurologo Dott. Rocco Salvatore Calabrò, si concentrerà su due aspetti fondamentali:
Efficacia terapeutica: verificare se l’integrazione della RVI nel trattamento riabilitativo convenzionale migliora le abilità motorie, cognitive e adattive nei bambini coinvolti.
Accettabilità del trattamento: valutare il grado di soddisfazione, coinvolgimento e aderenza da parte dei bambini e delle loro famiglie, per comprendere se CAREN possa essere uno strumento concretamente adottabile nella pratica clinica.
Il commento della direzione scientifica
“La realtà virtuale (RV) – ha dichiarato il Direttore Scientifico Prof. Angelo Quartarone – è uno straordinario strumento riabilitativo per i pazienti autistici, offrendo un ambiente controllato e sicuro. L’impatto sui pazienti può essere incredibile con miglioramento delle abilità sociali, come la comprensione e la risposta ai segnali sociali, e la riduzione delle fobie specifiche attraverso esposizioni graduali in un contesto non minaccioso e coinvolgente”.
