"L'amore non va sequestrato", la benedizione di Accolla dopo le Barette VIDEO

“L’amore non va sequestrato”, la benedizione di Accolla dopo le Barette VIDEO

Silvia De Domenico

“L’amore non va sequestrato”, la benedizione di Accolla dopo le Barette VIDEO

sabato 04 Aprile 2026 - 07:00

Il consueto rito finale, davanti al Duomo di Messina, al termine della processione, con un appello a "fedeli e cittadini" da parte dell'arcivescovo

Servizio di Silvia De Domenico

MESSINA – “Solo una cosa voglio dire a fedeli e cittadini. A tutti quanti. L’amore non va sequestrato perché altrimenti rischia di diventare un’esperienza peccaminosa. Se viene sequestrato e privatizzato, non viene condiviso, è come se si vanificasse l’amore di Dio per noi. Allora, alla fine di questa processione, quando si sono contemplati i misteri della passione di nostro Signore, possiamo dire: grazie Gesù, che hai voluto donare la vita per noi. Riempici il cuore perché possiamo donare la nostra vita con uno sguardo di amore, attenzione e servizio verso i fratelli che sono nella sofferenza”. L’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, ha benedetto così ieri sera i fedeli dopo la processione delle Barette.

L’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, benedice i fedeli dopo la processione delle Barette
L’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, benedice i fedeli dopo la processione delle Barette

Un invito, quello dell’arcivescovo, davanti al Duomo, che “deve diventare un palpito di cuore. Il Vangelo che si esprime con i gesti. Non con gesti simbolo ma con gesti che diventano azione continua di amore incarnato”.

Ieri pomeriggio il rito delle Barette. L’uscita degli 11 corpi statuari, in legno e cartapesta, dalla chiesa Nuovo Oratorio della Pace in via 24 maggio. Il corteo, accompagnato dalla marcia funebre, ha riportato la Passione di Cristo per le vie del centro. Un percorso ridotto quest’anno a causa del maltempo. Dopo la benedizione di monsignor Accolla, le Barette hanno fatto ritorno nella chiesa in cui vengono custodite attraverso la tradizionale “nchianata”.

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2 commenti

  1. La parola di Dio dice : Esodo 20:4-6
    Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. L’idolatria non porta a nulla .

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  2. Questo appartiene al Vecchio Testamento. I Cristiani ne tengono conto come disposizione di Dio per gente primitiva che aveva bisogno di regole formali. Nel Nuovo Testamento tutto parte dal cuore. Se questo è puro è tutto lecito. Ci sono tanti ancora che si battono il petto in occasioni Religiose e sono autentici ladroni o peggio.

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