Giovanna Bicchieri svela cos'è accaduto e dipinge la figlia, protagonista insieme al fidanzato dell'atto di coraggio
“E’ accaduto tutto nel giro di pochissimo, ma appena ho capito quello che stava per accadere ho avuto una paura tremenda, angoscia pura, perché conosco mia figlia e il suo fidanzato, il loro senso del dovere, ero sicura che sarebbero intervenuti, se avessero pensato che i presenti erano in pericolo”. E così è stato: quando l’aria è diventata pesante – i rapinatori hanno estratto oggetti usandoli per minacciare il personale del ristorante che ha provato a respingerli – Nives Ingemi e Andrea Sciacca si sono guardati in faccia e, malgrado fossero liberi dal servizio, disarmati, in abito da festa, sono scattati immediatamente. E’ così che i due poliziotti – lei fresca di giuramento – hanno sventato la rapina nel ristorante di Roma per la quale sono al centro dei riflettori da alcuni giorni.
A raccontare è Giovanna Bicchieri, nota sindacalista e mamma della villafranchese Nives, testimone diretta perché quella sera al ristorante romano, tra i tavolini esterni, c’erano anche lei, il marito Giovanni – comandante della Polizia municipale – e altri parenti. Erano lì per festeggiare il giuramento di Nives, avvenuto qualche giorno prima, insieme al fidanzato Andrea, anche lui siciliano, di origini palermitane, operante a Milano da oltre 10 anni e neo promosso vice ispettore. “Abbiamo visto una grossa moto dirigersi verso di noi, sono scesi due omoni col casco che sono andati verso l’interno. Andre e Nives si sono guardati, hanno guardato verso di noi e parlando a bassa voce ci hanno detto: “E’ sicuramente una rapina, state calmi e fate finta di niente”. La situazione è degenerata quando i camerieri hanno cercato di respingerli, i due hanno cominciato a brandire qualcosa, non ho capito se fossero bastoni, mi è sembrato di vedere un’arma. A quel punto mia figlia e il fidanzato si sono detti: “Dobbiamo intervenire, potrebbero esserci pericoli per i presenti”. Si sono finti una normalissima coppia di fidanzati che volevano pagare, si sono avvicinati alle casse dove c’era il trambusto tra i rapinatori e i camerieri e in pochi secondi ne hanno atterrato uno e immobilizzato, mentre l’altro è riuscito a scappare”. Giovanna racconta che il cuore le batteva all’impazzata, pensando al pericolo che stava correndo la figlia, quasi non ha voluto vedere quello che stava accadendo a due passi da lei.
Rapina sventata da neo poliziotta, la testimonianza della madre
“La professionalità e calma apparente con la quale hanno agito i ragazzi mi ha colpito molto – confessa Giovanna – erano disarmati ma non ci hanno pensato un attimo a intervenire, hanno fatto tutto con grande perizia, li hanno disarmati e immobilizzati, mia figlia ha gettato a terra la moto per evitare che venisse usata per la fuga, ha chiesto l’intervento di una pattuglia dando le indicazioni per aiutarli a raggiungere il complice che si stava allontanando. Poi sono arrivati i carabinieri e hanno fornito le manette per il rapinatore a terra. Mi è rimasto impresso un altro particolare: quello a terra lamentava di essersi fatto male alla spalla, forse fratturato, ho sentito dire a qualcuno che era meglio ammanettarlo “davanti”, mia figlia invece ha obiettato: “Con tutto il rispetto, facciamo attenzione a come manovriamo, ma ammanettiamolo dietro le spalle per assicurare la sicurezza a tutti i presenti”.
“Mia figlia, rigorosa fin da piccola. Ecco chi è Nives Ingemi
Giovanna è rimasta colpita ma non sorpresa più di tanto. “Nives ha sempre amato questo lavoro, sin dai primi anni dell’Università, e quando è entrata in Polizia ed ha conosciuto Andrea, già allora brillante agente, l’amore tra loro è cresciuto parallelamente all’attaccamento e al senso del dovere che la loro divisa comporta. E da bimba Nives, se pur frequentasse danza e non mostrava particolare propensione per le divise, ha sempre mostrato grande senso del dovere, precisione e accuratezza in tutte le sue attività. Io e mio marito poi le abbiamo trasmesso lo spirito civico, il valore della legalità e della correttezza, e posso dire con grande orgoglio che sono tutte caratteristiche della mia ragazza, oggi donna”. Per Giovanna non c’è grande differenza, quindi, per quella Nives bimba che faceva lo chignon – “da sola, precisissima, già piccolina” per andare a danza, e l’agente di Polizia di oggi, destinata a Gioia Tauro con nel cassetto un ruolo investigativo, possibilmente nella Digos. “Insomma, imparare a fare lo chignon le è comunque servito”, commenta sorridendo.

