L'inchiesta della Dda di Messina svela un presunto condizionamento mafioso delle elezioni comunali del 2024 e favori illeciti in cambio di voti
“Scambio elettorale politico-mafioso” e “corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso”. I carabinieri di Milazzo hanno eseguito una misura cautelare personale – emessa dal giudice del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina – nei confronti di tre persone con queste ipotesi di reato. Il provvedimento prevede gli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, e di due fratelli di 75 e 71 anni, Angelo e Salvatore Bonaffini, ritenuti contigui alla famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”.
Il condizionamento del voto
La misura cautelare riflette “il grave compendio indiziario” raccolto dai carabinieri nel corso di un’indagine avviata, su denuncia, nell’aprile 2024 e coordinata dalla Procura di Messina – Direzione Distrettuale Antimafia, con riferimento alle elezioni comunali di Spadafora dell’8 e 9 giugno 2024. “Le indagini hanno consentito di raccogliere elementi indiziari gravi, allo stato, in grado di ipotizzare il condizionamento mafioso del voto, per effetto dell’appoggio elettorale, al sindaco eletto, da parte dei fratelli. I due avrebbero procacciato voti in suo favore, anche all’esterno del loro nucleo familiare, facendo leva sulla diffusa percezione della loro contiguità alla criminalità organizzata”, viene evidenziato dai carabinieri.
Atti amministrativi in cambio di utilità
Il quadro indiziario raccolto ha anche consentito di ipotizzare come il sindaco, a seguito della sua elezione, abbia compiuto – in cambio del sostegno elettorale ricevuto – vari atti amministrativi volti a soddisfare molte e pressanti pretese avanzate dai fratelli, consentendo loro di ottenere diverse utilità e conseguenti vantaggi economici. Vantaggi come assegnazione di parcheggi pubblici quale pertinenza di case di proprietà; sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti relativi al pagamento dell’Imu; procedure agevolate per acquisire documenti necessari a risolvere pendenze legali inerenti a immobili sequestrati; cambio di destinazione d’uso di immobili e altro.
Le irregolarità al seggio
Inoltre, dall’attività investigativa è emersa un’altra ipotesi di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, a carico del sindaco, indagato insieme a una insegnante (51enne, non destinataria di misura cautelare).
La docente – in occasione delle elezioni, nella veste di segretaria di una sezione elettorale – avrebbe “spiato” le operazioni di voto compiute da persone anziane o affette da disabilità, informando, in tempo reale, lo stesso candidato sindaco (poi eletto), nonché modificando, in suo favore, alcune schede nulle o contestabili. E ottenendo, in cambio, utilità varie. Fra queste, l’assegnazione, da parte del Comune di Spadafora, di un incarico collaborativo volontario, a titolo gratuito, nelle tematiche del settore scolastico e l’ammissione di un proprio familiare al servizio civile, remunerato, alla “Pro Loco” di Spadafora.
Pistone sospeso dalla carica di sindaco
Con provvedimento prefettizio è stata dichiarata la sussistenza della causa di sospensione dalla carica, prevista dall’art. 11, comma 2, del Decreto Legislativo del 31 dicembre 2012 n. 235, del sindaco del Comune di Spadafora, Lillo Pistone, eletto nelle consultazioni elettorali dell’8 e 9 giugno 2024.
Il provvedimento, con il quale è stata accerta la sussistenza della causa di sospensione, è stato adottato a seguito dell’esecuzione delle misure cautelari emesse su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, per i delitti di cui di cui agli artt. 416 ter, commi 1, 2 e 3 e 321 c.p. L’atto è stato inviato al Comune di Spadafora per l’esecuzione.
Pistone: “Piena fiducia nell’autorità giudiziaria”
L’avvocato Salvatore Silvestro, in qualità di legale del sindaco di Spadafora Lillo Pistone, in riferimento agli accadimenti giudiziari odierni che vedono coinvolto il suo assistito, ha dichiarato quanto segue: “Il mio assistito, dopo avere avuto contezza dei rimproveri allo stesso mossi nell’ordinanza applicativa della misura cautelare, nel manifestare piena fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria, offrirà una corretta ricostruzione dei fatti oggetto di approfondimento investigativo che dimostrerà la loro irrilevanza penale”.

