A Palermo e Catania rispettivamente 224 e 183 milioni. I fondi in aumento di 3,1 milioni rispetto al 2025
ROMA – La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato il decreto con cui sono stati definiti i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), strumento di finanziamento destinato a sostenere le università statali in Italia. Nel dettaglio, agli atenei siciliani sono stati assegnati 556,3 milioni di euro. Rispetto al 2025 la cifra è cresciuta di 3,1 milioni. Si tratta del 15,9% in più rispetto alle risorse stanziate nel 2019, prima della pandemia Covid.
All’Università di Messina 149,5 milioni di euro
Nel dettaglio, all’Università di Palermo andranno 224 milioni di euro, a quella di Catania quasi 183 milioni e all’ateneo di Messina circa 149,5 milioni. A livello nazionale, il Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026 ammonta a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019. Tra le principali novità per il 2026, l’introduzione di una misura per il finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei.
Bernini: “Più sostegno a ricerca e qualità della didattica”
La ministra Bernini ha affermato: “Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e siciliane. Un impegno che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Ma non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra visione è chiara: rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale. Capace di valorizzare il merito. Offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese”.


Elemosina! Un incremento del 16% rispetto a 8 anni fa è ridicolo, e certamente inferiore alla inflazione reale. L’aumento non basterà neppure a compensare l’incremento del costo dell’energia, nelle sue varie forme. Altro che investimenti in ricerca e formazione! Per quanto riguarda l’università di Messina, rispetto a quella di Palermo ottiene quasi 80 milioni di euro in meno, che equivalgono per Palermo ad una quota in più di oltre il 50% rispetto a Messina, così come Catania ottiene circa il 15% in più. Non mi sembra che ci sia motivo per gioire e per vantarsi.