I premiati, gli ospiti e gli obiettivi futuri dopo la prima edizione a Messina, all'Agorà dello Stretto
MESSINA – La Rassegna 2026 si è conclusa nell’Agorà dello Stretto del Parco Fiera con una serie di premiazioni. Il Premio per il concorso per il miglior lungometraggio della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, diretta dal regista e produttore Francesco Cannavà, è stato assegnato ieri sera a “Una storia vera” di Mariano Lamberti dalla Giuria dei lungometraggi composta dal Comitato scientifico della Rassegna presieduto da Franco Cicero, con Cettina Donato, Nino Genovese, Dario Tomasello e Federico Vitella.

La presentatrice Noemi David ha invitato sul palco tutti i protagonisti della serata senza dimenticare però la tragedia di Pistunina: “Avremmo immaginato di vivere questo momento conclusivo con uno spirito diverso – ha detto la David – interamente dedicato alla festa del cinema e alla gioia di condividere insieme il traguardo raggiunto. Ma quanto è accaduto nelle ultime ore, con il tragico crollo della palazzina di Pistunina e le incessanti operazioni di ricerca delle persone ancora sotto le macerie, ci impone un sentimento diverso. Di fronte a una tragedia che coinvolge l’intera comunità messinese, ogni parola deve lasciare spazio al rispetto, alla discrezione e alla vicinanza. Il nostro pensiero è rivolto alle vittime, alle loro famiglie, ai soccorritori che stanno operando senza sosta e a tutti coloro che stanno vivendo ore di profonda angoscia. Per questo motivo, la serata si svolgerà con la compostezza che questo momento richiede”.
I premiati e gli ospiti all’Agorà dello Stretto
La serata, in questo spirito, è iniziata, infatti, con un toccante momento musicale con Giada Giordano, la vincitrice del talent show The Stage, ideato da Mauro Cucè per la Rtp, che ha cantato l’Ave Maria di Franz Schubert, accompagnata dal maestro Giovanni Pulejo, come fosse una preghiera di speranza.
Il suggestivo palcoscenico sullo Stretto ha visto, quindi, sfilare alcuni dei personaggi messinesi più significativi nel panorama cinematografico, artistico e teatrale italiano. A cominciare da Marco Dentici, scenografo pluripremiato, che è stato insignito della Regina del Peloro alla carriera dalla scenografa Francesca Cannavò e cui contestualmente è stato consegnato anche il premio per il figlio Gianluca, premio Oscar per i migliori effetti visivi, nel 2017.
Sono stati consegnati i Premi a Maurizio Marchetti (premiato da Davide Liotta, direttore di produzione della Rassegna), a Giuseppe De Domenico (premiato dal direttore artistico Cannavà), all’attore Ninni Bruschetta, che nel pomeriggio ha tenuto una intensa masterclass alla Multisala Apollo (premiato dal presidente del Comitato scientifico, Franco Cicero) e al pittore e poeta Pippo Cafarella che ha ricevuto la statuetta dalle mani del suo realizzatore, il fabbro d’arte Fabio Pilato.
La serata di premiazioni è poi proseguita con il premio per il Concorso Miglior cortometraggio, a “Aura” di Stefania Accettulli, decretato dalla giuria degli studenti del Dams, coordinati dal prof. Dario Tomasello, il quale ha anche annunciato la “Menzione speciale” a “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, una coproduzione tra Francia, Iran e Palestina, l’intenso lungometraggio della regista iraniana Sepideh Farsi.
A questi si aggiunge il premio dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto al film francese “La Dernière Rive” di Jean-François Ravagnan consegnato dal presidente Francesco Rizzo e infine, ma non meno importante, il Premio del pubblico (che ha votato attraverso il sito ufficiale della Rassegna) al film “Cuerpo Celeste” della regista cilena Nayra Ilic Garcìa.
Doverosi i ringraziamenti del direttore artistico Francesco Cannavà che dal palco ha ringraziato tutta la squadra che ha collaborato alla Rassegna, gli ospiti intervenuti e le istituzioni: “Come ormai sapete, l’intreccio dei due temi, ‘il Mare e l’Amore’, è stato il filo rosso che ha collegato la selezione – a mio avviso straordinaria – dei lungometraggi in concorso che avete visto qui al Parco in Fiera – Agorà dello Stretto, dal 26 luglio all’1 agosto. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la sensibilità e l’amore per Messina delle persone del nostro staff, le quali ci hanno consentito di far ripartire questa macchina così complessa dopo 28 anni di fermo in garage – ha continuato Cannavà -. Il festival più antico della Sicilia e il secondo più antico d’Italia dopo Venezia è rinato soltanto grazie a loro. Sono tantissimi, sono tutti messinesi. Sono qui intorno a noi e anche sparsi per l’Italia, lavorando da remoto. Ma importanti sono stati anche il sostegno del Comune di Messina e della Fondazione Messina per la Cultura e la collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, oltre che la collaborazione attiva di significative realtà cittadine: UniMe Dams, UniVersoMe, Colapesce Studio, Agenzia PVK Produzioni Video, Circolo della Borsa e il Circolo del Tennis e della Vela”.
“Partecipare a questo progetto – è intervenuto, lodando lo staff e i volontari, il direttore di produzione Davide Liotta, presidente della associazione culturale Arb, che ha organizzato insieme con la 8 road, la kermesse – riportare la Rassegna proprio nel luogo dove è nata e riuscire a farlo dando la possibilità a tanti giovani messinesi di esprimersi nella propria comunità ti inorgoglisce. E’ sicuramente un modo per contribuire a investire sulla reputazione della città e per contribuire a diffondere la sua immagine soprattutto con quelli che vengono da fuori. E’ stata un’operazione complessa e impegnativa, che ha comportato grandi sacrifici, ma ritengo che i vantaggi superino di gran lunga la fatica. Ma voglio rivolgere un grazie al mondo imprenditoriale che ci ha sostenuto. C’è stata una partecipazione diffusa di imprenditori che hanno sposato il progetto, e questo deve diventare una rete ancora più efficace che sostiene questo tipo di esperienze, ma io sono convinto che gli imprenditori lo capiscano e siano pronti a dare sostegno a questo progetto di rinascita culturale nella prossima edizione”.
E’ giunta anche una riflessione, che è un invito alla cittadinanza a riappropriarsi della propria identità storica, del presidente del comitato scientifico, il critico cinematografico Franco Cicero: “Il compito del Comitato scientifico è stato intenso e coerente. Era necessario fissare in maniera definitiva e ufficiale le date delle attività della Rassegna dal 1955 e della presenza di Messina in generale come location oppure punto d’incontro tra personalità della storia del cinema. E anche delle attività dei personaggi del mondo del cinema del passato, del presente e certamente del futuro. Si stava correndo il rischio che certe imprecisioni o certe sottovalutazioni mettessero in ombra il giusto riguardo che merita Messina nella cinematografia. Invece è stato straordinario il contributo spontaneo di testimonianze dirette, fotografie, materiali ormai storici, che hanno consentito di perfezionare il nostro lavoro. E ho la certezza che ancora ci siano, nelle case dei messinesi, fotografie e ricordi dei tempi lontani, che non vanno rimpianti ma vanno pensati come base per un ulteriore slancio che sta riportando la ‘Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina’ al posto che merita”.
Riportiamo la motivazione integrale del premio “Regina del Peloro” al miglior film della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina 2026, a “Una storia vera” di Mariano Lamberti, 58enne di Pompei, al terzo lungometraggio, dopo numerosi corti, “per la straordinaria capacità del regista – che anagraficamente non è un nativo digitale – di incorniciare tra le icone delle applicazioni dei social media la rapida evoluzione di un’improvvisa fioritura sentimentale, nello scenario di una Roma sempre sorprendente, fino al delicato epilogo che approda con un autentico colpo d’autore a una visione reale, senza più la mediazione dei telefonini, resa in maniera profondamente credibile grazie anche all’encomiabile prova dei due giovani protagonisti Giulio Guerrisi e Alessio Bisaccia. Mettendo in pratica la lezione del neorealismo italiano e della nouvelle vague francese: Mariano Lamberti ci dimostra che il cinema non ha bisogno di grandi budget, di strutture complesse o di aspettare finanziamenti faraonici, ma di un’idea, dell’essenzialità dell’azione e dell’immagine”.
Una motivazione che è anche un manifesto.
E un arrivederci alla prossima edizione della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina nel 2027 con il tema: “Isole”.

