I pilastri e i lavori a Pistunina, le indagini sul crollo e i tanti punti interrogativi

I pilastri e i lavori a Pistunina, le indagini sul crollo e i tanti punti interrogativi

Marco Olivieri

I pilastri e i lavori a Pistunina, le indagini sul crollo e i tanti punti interrogativi

lunedì 10 Agosto 2026 - 09:06

Dalla presenza di operai al momento del cedimento a Messina al rebus sulle autorizzazioni in corso, Procura e periti chiamati a dipanare la matassa

MESSINA – Sono tante le domande sulle possibili cause del crollo dello stabile a Pistunina. Punti interrogativi a cui l’inchiesta della Procura della Repubblica di Messina dovrà cercare di dare risposte. Mentre si scava ancora per trovare i due dispersi, il marito di Rosa Leone, Santino Magazzù, e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya, le parole di indagati e testimoni compongono un puzzle che alimenta i dubbi.

Il ruolo centrale dei periti

Nella necessità di accertamenti tecnici non ripetibili, le sostitute Anna Siliotti e Antonietta Ardizzone hanno dato incarico come consulenti tecnici all’ingegnere e professore Andrea Prota e agli ingegneri Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. Esperti di alto livello che, in funzione da domani, dovranno aiutare a ricostruire le cause del cedimento. In prima battuta analizzeranno le documentazioni e, una volta bonificata e liberata l’area, potranno anche fare delle verifiche nel luogo del crollo.

A loro volta, gli avvocati degli indagati hanno nominato dei consulenti di parte.

In primis, intervistato dall’inviato del Tg1, uno dei tre indagati, l’ingegnere Pietro Leone, che progettò la palazzina di via Giorgio La Pira n. 3, così si è espresso: “A quanto pare sarei indagato perché sarei coordinatore dei lavori ma proprio no, assolutamente no. L’unica cosa che le posso dire, in questo momento, è che io sono un familiare. Queste sono persone con cui sono cresciuto assieme ed era la mia famiglia. È doloroso. Spero che la giustizia si muova al meglio”. Poi, assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti alle sostitute Siliotti e Ardizzone durante l’interrogatorio del 3 agosto.

Le ipotesi di reato, i tre indagati e la situazione critica dei pilastri

Sempre il 3 agosto un altro interrogatorio. “Il signor Alessandro Panarello ha fornito la sua versione della vicenda. È estraneo ai fatti. E ha ricostruito il suo rapporto con i Leone. Siamo sereni. Gli accertamenti dell’autorità giudiziaria chiariranno”, ha detto a sua volta l’avvocato Salvatore Silvestro, che assiste l’imprenditore Alessandro Panarello, alla fine del colloquio nella caserma dei carabinieri a Tremestieri. “Ci sono indagini in corso e non posso dire nulla”, ha invece dichiarato l’imprenditore.

Ricordiamo che le ipotesi di reato sono tre: omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. A essere iscritti nel registro degli indagati l’imprenditore (Panarello) alla guida della società che aveva preso in affitto l’intero pianterreno (ex supermercato) per realizzare una macelleria, il titolare di un’impresa (D’Alì) a cui sarebbero stati affidati i lavori di ristrutturazione (circostanza negata dall’avvocato Scordo), l’ingegnere (Leone) che sarebbe stato chiamato a coordinare i lavori.

Il possibile nesso con i lavori in corso

Si indaga sul possibile nesso con i lavori in corso nello stabile. E da verificare è l’eventuale situazione critica dei pilastri. “L’attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa quella se fosse o meno in atto una attività cantieristica per risolvere dei problemi strutturali o altro”, ha spiegato il procuratore capo Antonio D’Amato.

“D’Alì si trovava nella palazzina per verificare lo stato dei pilastri su incarico dei Leone”

Le domande si moltiplicano anche dopo le affermazioni, post interrogatorio del 5 agosto, dell’avvocato Antonello Scordo, che assiste Pasquale D’Alì, sottoposto a intervento chirurgico in seguito alle ferite riportate durante il crollo: “La sua attività, su incarico della proprietà (i Leone, n.d.r.), era solo all’inizio e a mio modo di vedere non collegabile a quello che è successo. C’erano altri operai all’interno e non erano del mio cliente. Il mio assistito aveva fatto un sopralluogo in precedenza ma era la prima volta che entrava. Era lì soltanto per verificare lo stato dei pilastri. Era un’attività propedeutica all’inizio dei lavori. Questo per quanto riguarda il mio cliente; per il resto non so nulla. Il mio cliente è entrato quel giorno e c’erano dei piastrellisti, credo”.

Per chi lavoravano gli operai? E quante persone erano all’interno al momento del crollo a Pistunina?

Ma chi erano e per chi lavoravano questi operai al pianoterra, lì dove doveva essere avviata una macelleria? Quante persone erano presenti dentro la palazzina lo scorso 30 luglio, poco prima delle 16? Gli inquirenti potranno pure esaminare alcuni video girati da residenti dei palazzi vicini per ricostruire le presenze e chi è andato via dopo il crollo.

Al piano superiore, nelle due abitazioni, c’erano l’imprenditore Carmelo Leone, da una parte, e Rosa Leone e il marito Santino Magazzù, tuttora disperso, e Sara Leone, appena rientrata dalla casa estiva a Falcone per accompagnare la sorella a una visita di controllo. In questa zona c’era pure il domestico cingalese Lhairu Warnakulasuriya, disperso tra le macerie.

Di sotto, al primo piano, l’attività commerciale Grandi Magazzini, con la fuga della titolare e di pochi clienti che erano vicini all’uscita. Più complicata la fuga dal bazar cinese per i dipendenti Alessandra Frazzica e Davide Lambiase (quest’ultimo in prova), che si trovavano nel deposito al piano seminterrato. E la prima non è riuscita a scappare in tempo, come ha raccontato il suo collega.

La titolare del bazar: “Tremolii e vibrazioni nell’ultima settimana”

Importante pure la testimonianza alla stampa, tramite due portavoci, della signora Yang Fenfen, conosciuta come Viola, la titolare del negozio cinese: “Da un paio di giorni sentivamo forti vibrazioni e ci siamo spaventati. Ma avevamo avuto rassicurazioni dalla proprietà”. E riferisce che i lavori erano iniziati da 30 o 40 giorni, con tremolii nell’ultima settimana e vibrazioni preoccupanti negli ultimi due giorni prima del disastro. “Costanti vibrazioni. I movimenti tendevano ad aumentare”.

In ogni caso, la signora Yang Fenfen è “pronta a collaborare con l’autorità giudiziaria e con gli inquirenti per qualsivoglia chiarimento in merito ai fatti, confidando nel celere accertamento della verità e delle effettive responsabilità”

“Non risultano autorizzazioni per interventi strutturali al Genio civile”

Ma di quali lavori si tratta? Così l‘ingegnere capo del Genio civile Santi Trovato: “Nel nostro ufficio non risultano, nell’ultimo anno, autorizzazioni in corso riguardo ai lavori nello stabile. Verificheremo eventuali richieste presentate negli anni precedenti. Ricordo che ogni intervento strutturale deve essere autorizzato”.

Ecco un altro aspetto centrale da chiarire.

Gli avvocati

Quanto ai legali in campo, Alessandro Panarello è assistito dall’avvocato Salvatore Silvestro. Pasquale D’Alì dall’avvocato Antonello Scordo. Pietro Leone è assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro.

A loro volta, Cristina Scimone, Federica Leone e Domiziana Leone, familiari di Carmelo Leone, hanno conferito l’incarico agli avvocati Nunzio e Franco Rosso, quali difensori di fiducia.

L’avvocato Pasquale Verbaro è stato nominato nell’interesse di Martina, Cristina, Sabrina e Antonino Giovanni Ponzio.

L’avvocato Alessandro Billè agisce nell’interesse di Maurilio Leone e Clelia Marina Magazzù.

L’avvocato Giovanni Caroè agisce nell’interesse della madre di Alessandra Frazzica e il legale Cesare Santonocito è stato nominato nell’interesse del padre e del compagno della giovane.

L’avvocato Pierluigi Venuti è stato nominato come difensore di fiducia nell’interesse dei familiari di Lhairu Warnakulasuriya.

La signora Yang Fenfen, conosciuta anche come Viola e titolare dell’attività commerciale Grandi Magazzini, ha nominato per rappresentarla gli avvocati Antonio Giacobello e Giuseppe Maisano.

I consulenti di parte

In relazione alla perizia tecnica su mandato della Procura, come già accennato, ogni legale ha indicato dei consulenti di parte.

Gli avvocati Franco e Nunzio Rosso avevano già nominato l’ingegnere Francesco Triolo.

L’avvocato Sebastiano Campanella ha nominato come consulente di parte l’ingegnere Antonino Ricciardello.

L’avvocato Salvatore Silvestro ha nominato l’ingegnere Franco Sabella.

L’avvocato Pierluigi Venuti ha nominato l’ingegnere Fabio Porcino.

L’’avvocato Pasquale Verbaro ha nominato gli ingegneri Carla Cappiello, Antonio Pio D’Arrigo, Rodolfo Fugger e Domenico Mangano.

L’avvocato Cesare Santonocito ha nominato l’ingegnere Francesco Muscherà.

L’avvocato Alessandro Billè ha nominato l’ingegnere Salvatore Siracusano.

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