Analisi del settore nel primo semestre 2026: crollano i cantieri (-30%), cresce il lavoro nero e aumentano del 30% le ore di malattia
Anche quest’anno, in prossimità del Ferragosto, la Uil Messina e la Feneal Uil diffondono l’analisi dettagliata dei dati relativi al settore dell’edilizia, uno tra i comparti che da sempre fa da traino per l’economia della provincia.
Purtroppo, l’edilizia è oggi un settore caratterizzato da forti incertezze. I numeri mostrano che il Pnrr non ha prodotto il rilancio sperato e la fine della spinta degli investimenti straordinari rischia di causare una crisi occupazionale.
Il confronto tra il primo semestre del 2026 e lo stesso periodo del 2025 evidenzia un quadro critico: le imprese attive scendono da 1.899 a 1.803 e i cantieri movimentati crollano da 8.014 a 5.565.
Aumentano apparentemente gli operai registrati (da 8.548 a 8.923) e le ore ordinarie lavorate (da 4,49 a 4,64 milioni), ma sale in modo preoccupante il dato sulle ore per malattia e infortunio, che passa da 199.403 a 260.317.
Un’occupazione temporanea e le criticità del Pnrr
Il parziale incremento occupazionale non deve ingannare: la maggiore concentrazione di lavoratori è legata a cantieri ancora in corso e a imprese provenienti da altre regioni o province.
Si tratta di maestranze temporanee il cui apporto si esaurirà con la chiusura delle singole opere, senza consolidare valore economico nel tessuto produttivo locale.
Il Pnrr si sta rivelando una grande occasione persa: soltanto il 18,7% delle risorse destinate al territorio si è tradotto in opere realmente concluse, mentre il resto riguarda interventi minori o mera progettazione.
Il caso del porto di Tremestieri
Tra le opere incompiute spicca la situazione del nuovo porto di Tremestieri, l’appalto più importante della città con oltre 100 milioni di euro in gioco, fermo a meno del 50% dei lavori.
I sindacati denunciano il silenzio delle istituzioni e chiedono la riapertura del tavolo di confronto con il sindaco di Messina per rilanciare l’infrastruttura.
Sicurezza nei cantieri ed emergenza lavoro nero
Sul fronte della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, la situazione appare drammatica: si stima che i fenomeni di lavoro nero, irregolare e di dumping contrattuale superino il 71%.
Negli ultimi mesi sono state segnalate numerose violazioni dell’ordinanza regionale contro lo stress termico, con lavoratori costretti a svolgere mansioni all’aperto nelle ore più calde e con temperature estreme.
Il crollo di Pistunina
A confermare le criticità del settore si aggiunge la tragedia avvenuta di recente a Pistunina, dove il crollo di un palazzo ha causato sei vittime.
All’interno dello stabile lavorava una ditta con tre operai non regolarizzati. I sindacati chiedono controlli più rigidi, la repressione dell’irregolarità e un piano straordinario per la sicurezza e la legalità nei cantieri.

