Concerto Britti saltato a San Salvatore, non è un caso isolato

Concerto Britti saltato a San Salvatore, non è un caso isolato

Alessandra Serio

Concerto Britti saltato a San Salvatore, non è un caso isolato

sabato 22 Agosto 2026 - 07:00

La proposta dei sindaci: "Ragionare in ottica comprensoriale sui grandi eventi"

Dalle polemiche alle proteste, dalle proteste alle proposte. Succede sui Nebrodi dove dopo l’annullamento del concerto di Alex Britti a San Salvatore di Fitalia, a sole due ore dall’evento, e la presa di posizione del sindaco Giuseppe Pizzolante, tra i rappresentati dei piccoli comuni si è aperta la discussione. Di seguito, una riflessione suscitata dal dibattito sorto dopo la protesta del primo cittadino fitalese e la risposta di solidarietà del sindaco di Piraino Cipriano.

Concerto annullato a 2 ore dall’evento, qual è il danno

C’è un momento in cui la politica smette di essere soltanto amministrazione e diventa orgoglio. Un momento in cui un sindaco non parla più soltanto per il proprio paese, ma sente di dover parlare per un territorio intero. Quel momento, forse, è arrivato il 20 agosto a San Salvatore di Fitalia. Erano attese migliaia di persone per il concerto di Alex Britti, inserito nel programma dei festeggiamenti di San Calogero. Ma a poche ore dall’esibizione è arrivata la comunicazione della produzione dell’artista: concerto annullato. Il Comune ha parlato di una decisione comunicata a ridosso dell’evento e si è riservato ogni iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria immagine. Dietro quelle poche righe di un comunicato, però, c’è molto di più. Ci sono giorni di lavoro, amministratori che programmano, organizzano, firmano, cercano risorse. Ci sono comitati che lavorano per una festa, commercianti e ristoratori che aspettano quella sera, persone che arrivano da altri paesi, famiglie che si organizzano, giovani che aspettano un concerto. Soprattutto c’è una comunità che apre le proprie porte.

Non è un caso isolato, ecco perché

Per questo la vicenda non è rimasta confinata a San Salvatore di Fitalia. I sindaci dei Nebrodi hanno iniziato a fare quadrato. Così da Piraino arriva una presa di posizione che ha il sapore di una dichiarazione di intenti. Il sindaco Salvatore Cipriano scrive che è arrivato “il tempo di dare le giuste risposte” a chi continua a mortificare istituzioni e comunità. E sottolinea: quello accaduto a San Salvatore di Fitalia non sarebbe un episodio isolato ma si inserisce in una serie di situazioni che stanno creando sempre maggiore disagio agli amministratori impegnati nell’organizzazione di eventi e concerti.

Grandi eventi, qual è la proposta dei sindaci

Poi arriva la frase più importante: “Ragionando secondo una logica comprensoriale…”È qui che la vicenda cambia passo. Perché se davvero i sindaci dei Nebrodi decidessero di trasformare questa indignazione in una posizione comune, allora non parleremmo più soltanto di un concerto saltato. Parleremmo di un territorio che prova a riscrivere le regole del proprio rapporto con il grande spettacolo. Una voce che non dice necessariamente “no” ai grandi artisti, ma dice sì al rispetto. È questo il sentimento che emerge dalle reazioni raccolte nelle ore successive alla vicenda di San Salvatore di Fitalia: il timore che i piccoli centri dell’entroterra vengano considerati una sorta di serie B rispetto alle grandi piazze .Ed è forse arrivato il momento di rovesciare la prospettiva.

Perché ragionare in ottica comprensoriale

I Nebrodi non sono una periferia dello spettacolo. Sono un territorio, una storia, feste che appartengono alla memoria collettiva, piazze che hanno un’anima. Con sindaci che, spesso lontano dai riflettori, devono far quadrare bilanci, esigenze dei cittadini, sicurezza, turismo e aspettative. E comunità che meritano di essere trattate esattamente come tutte le altre. Il messaggio di Cipriano potrebbe dunque diventare qualcosa di più di una solidarietà personale al collega Giuseppe Pizzolante: l’inizio di un patto tra sindaci. Un patto semplice: nessuno da solo, tutti insieme quando è in gioco la dignità del territorio.

Non è un no alla musica

E’ bello immaginare che quel messaggio partito da Piraino possa attraversare il Tirreno, salire verso i Nebrodi e arrivare nelle bacheche degli altri primi cittadini. Che qualcuno risponda. Che qualcun altro aggiunga una parola. Che da Oliveri a Patti, da Gioiosa a Naso, e poi ancora più su, nei tanti comuni che ogni estate investono energie e risorse per regalare alle proprie comunità una notte di festa, si possa sentire la stessa voce. Non contro gli artisti. Ma contro l’idea che un piccolo Comune possa essere considerato meno importante. Non contro la musica. Ma contro la mancanza di rispetto. Non contro i grandi nomi. Ma contro l’idea che il valore di una comunità dipenda dal nome scritto sul manifesto.

Quanto vale il rispetto per una comunità?

Perché forse questa storia, alla fine, non riguarda Alex Britti. Riguarda i Nebrodi. E riguarda una domanda che oggi i loro sindaci sembrano voler porre insieme: quanto vale il rispetto per una comunità? La risposta, questa volta, potrebbe arrivare non da un singolo sindaco, ma da un intero territorio. E se accadrà, San Salvatore di Fitalia non sarà ricordata soltanto come la piazza dove un concerto non è andato in scena. Potrebbe essere ricordata come la piazza da cui i Nebrodi hanno iniziato a dire basta

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