Solo il 2,7% degli studenti italiani va a scuola in bici contro l'88% che vive a meno di 15 minuti di pedalata dall'istituto
Un bambino su cento in Italia va a scuola in bicicletta, anche se quasi nove su dieci abitano a meno di un quarto d’ora di pedalata dall’edificio scolastico. Non è la distanza a tenere le famiglie lontane dai pedali, ma la paura — spesso fondata — di strade pensate per le auto e non per le persone. È il dato di partenza scelto da Fiab, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per la Settimana Europea della Mobilità (SEM) 2026, in programma dal 16 al 22 settembre e dedicata dalla Commissione Europea al tema “Mobility for Everyone”.
I numeri che preoccupano: più incidenti tra i più piccoli
Il quadro tracciato da FIAB non lascia spazio a interpretazioni tranquillizzanti. In Italia solo il 2,7% degli studenti raggiunge la scuola in bicicletta, nonostante l’88% degli alunni europei viva entro 15 minuti di pedalata dall’istituto. Nel 2025 le collisioni stradali con vittime tra i bambini fino a 4 anni sono aumentate del 75%, mentre tra i ragazzi di 18-19 anni la crescita è stata dell’11,5%. Numeri che, secondo la Federazione, raccontano uno spazio urbano ancora disegnato prevalentemente per i mezzi a motore.
Pedalare in sicurezza anche in età avanzata
A questi si affianca la sfida opposta e complementare: l’Italia è un Paese in cui oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni, e garantire la possibilità di camminare e pedalare in sicurezza anche in età avanzata significa, spiega FIAB, investire direttamente in salute pubblica e nel contrasto all’isolamento sociale.
“La bicicletta come strumento di inclusione, non solo nel senso di essere accessibile a tutti, senza distinzione sociale o economica, ma anche — e direi soprattutto — come mezzo efficace per sviluppare rapporti sociali”, ha dichiarato Luigi Menna, presidente della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, presentando l’edizione 2026 della Settimana Europea della Mobilità.
Il contest “Strade Aperte” e il modello delle Città 30
La vera novità di quest’anno è il contest nazionale “Strade Aperte”, con cui FIAB invita le associazioni locali a proporre ai Comuni progetti concreti di trasformazione temporanea di strade oggi destinate al traffico motorizzato in percorsi pedonali e ciclabili, sul modello delle Ciclovías sudamericane, insieme a strade scolastiche e interventi di urbanistica tattica. Le proposte migliori saranno premiate in base ai risultati ottenuti nel corso dell’anno.
Il solito divario territoriale
Il divario territoriale resta però marcato. Solo il 10% degli italiani usa abitualmente la bici per andare a scuola o al lavoro, quota che sale al 15% al Nord ma scende al 7% nel Centro-Sud. Sul fronte delle infrastrutture, quasi il 70% della rete ciclabile nazionale è concentrato nel Settentrione, mentre nel Mezzogiorno la densità si ferma a circa 7 chilometri ogni 100 chilometri quadrati. Sul modello delle Città 30, dopo Olbia e Bologna, anche Roma, Padova, Firenze e Torino stanno estendendo i limiti di velocità e le zone a traffico calmierato.
Messina, la mobilità ciclabile è già cronaca cittadina
Il tema lanciato da Fiab non è astratto per Messina, dove il ridisegno delle strade a misura di persona è da mesi al centro del dibattito pubblico, tra cantieri, proteste e nuovi progetti di riqualificazione.
La rete ciclabile del centro cittadino, corre ad anello lungo viale San Martino, via Tommaso Cannizzaro, Corso Cavour, via Garibaldi, via Cesare Battisti, dove sono in corso i lavori di prolungamento del percorso riservato in parte ai pedoni fino alla pista ciclabile di via Geraci che si collega di nuovo al viale San Martino. L’obiettivo dichiarato dal Comune è quello di collegare progressivamente l’area urbana da Nord a Sud, includendo anche il prolungamento lungo la litoranea verso il Faro. A quest’ultimo proposito, ricordiamo i lavori in corso per la nuova pista ciclopedonale di circa 4 km, che si sviluppa fra i villaggi di Ganzirri e Torre Faro. La sua realizzazione consentirà a pedoni e ciclisti di muoversi in sicurezza, osservando la riserva orientata, i laghi e lo Stretto di Messina. Le scelte compiute sin qui dalla Giunta Basile sono state oggetto di contestazione ancorché Messina possa aspirare a molto di più sul fonte della mobilità ciclabile.
Il nodo pedonalizzazione: da viale San Martino alla Cortina del Porto
Sul fronte della pedonalizzazione, Messina guarda a un cambiamento più ampio. Il progetto di riqualificazione del tram prevede il prolungamento dell’isola pedonale di viale San Martino fino all’incrocio con viale Europa, con la nuova pavimentazione in basole di pietra lavica, più spazio al verde pubblico e piste ciclabili integrate nel percorso pedonale.
Gli appuntamenti della Settimana Europea della Mobilità
Durante la SEM torneranno gli appuntamenti simbolo promossi da Fiab a livello nazionale: il Park(ing) Day, che quest’anno affiancherà alla trasformazione temporanea dei parcheggi in spazi pubblici anche percorsi esperienziali sulle difficoltà di spostamento delle persone con mobilità ridotta, e il Bike to Work Day, rivolto ad aziende, mobility manager e lavoratori per incentivare gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta. Il calendario completo delle iniziative locali è disponibile sul portale Andiamoinbici.it.

