No all'archiviazione chiesta dalla Procura dopo il sequestro delle sale operatorie di chirurgia
Messina – I figli di Maria Dora Biondo non ci stanno: l’indagine sulle morti sospette all’ospedale Papardo non va archiviata. E’ questa la richiesta dell’avvocato Diego Lanza al giudice per le indagini preliminari che si occupa dell’inchiesta sfociata nel clamoroso sequestro delle sale operatorie di Chirurgia dell’ospedale di Speronea, a novembre 2024. Secondo il legale per il direttore generale e il direttore sanitario va disposta l’imputazione coatta o comunque l’inchiesta deve continuare: vanno convocati i consulenti e va rivista la consulenza.
L’opposizione all’archiviazione, i punti fondanti
Il legale ha quindi depositato l’opposizione all’archiviazione chiesta dalla Procura, per conto dei familiari della Biondo, spirata a 63 anni nel settembre 2024 dopo un intervento al cuore al Papardo. La vicenda tornerà quindi all’esame del Giudice per le indagini preliminari, che sentirà nuovamente la Procura e altri legali di parte, nel caso in cui altri familiari condividano la stessa posizione dei Biondo. Sono almeno cinque infatti le morti esaminate in questo capitolo di inchiesta e ben 30 i decessi avvenuti nel periodo preso in esame dagli accertamenti, segnalati come “spia” di anomalie dalla stessa Procura. Alla fine degli accertamenti per gli inquirenti non ci sono responsabilità penali dei vertici aziendali. Ma l’avvocato Lanza non la pensa così, e chiede che venga fissata l’udienza in camera di consiglio per sentire le parti.
Una consulenza tecnica, diverse letture sulle responsabilità
Per l’avvocato Lanza infatti le consulenze evidenziano un dato incontrovertibile: le infezioni ci sono state, i pazienti sono morti dopo averle contratte durante il ricovero, i periti hanno evidenziato le criticità nella gestione organizzativa del rischio infettivo da parte della struttura ospedaliera, in particolare quelle legate al percorso dedicato al trasferimento dei pazienti dalle sale operatorie alla degenza e viceversa. La stessa consulenza disposta dalla Procura, evidenzia il legale nella sua opposizione, riconduce la morte di Maria Dora Biondo all’infezione polmonare insorta durante il ricovero.
Cosa dicono i periti
Il fatto che le procedure e le pratiche assistenziali siano state effettuate come richiesto dalle linee guida non basta a esonerare dalle responsabilità l’azienda ospedaliera, sostiene l’avvocato Lanza, al contrario di quanto afferma invece la Procura. Sarà ora il Giudice per l’udienza preliminare a decidere se il caso va riaperto o deve andare in soffitta, sotto il profilo penale, Le sale operatorie del reparto di Chirurgia dell’ospedale Papardo sono state nel frattempo dissequestrate. La Procura ha ordinato di togliere i sigilli nel gennaio 2025 e l’ha restituite alla piena operatività dopo che sono state effettuate le procedure di decontaminazione.

