Dietro i dati ufficiali c’è un disagio economico molto più ampio
“I dati sulle denunce per usura in Sicilia non devono portarci a sottovalutare un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia insidiosa per famiglie e imprese. Al contrario, la limitata emersione dei casi impone una riflessione sulla necessità di rafforzare la prevenzione, la cultura della denuncia e gli strumenti di sostegno economico alle persone in difficoltà”. Lo dichiara Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile Salute e Sicurezza Fabi Palermo, commentando i dati dell’Indice della Criminalità pubblicati dal Sole 24 Ore.
In Sicilia poche denunce: soltanto otto nel 2025
“Secondo la rilevazione, la provincia di Palermo ha registrato tre denunce per usura, Siracusa due, Catania due, Messina due e Caltanissetta una. Numeri che potrebbero apparire contenuti ma che non devono indurre a sottovalutare un reato caratterizzato da un forte sommerso con un elevato tasso di mancata denuncia. Chi cade nella rete degli usurai spesso non si rivolge alle istituzioni, alle forze dell’ordine o alle associazioni di tutela, falsando la reale dimensione del fenomeno”.
L’usura è anche un problema sociale ed economico
Secondo Urzì, in Sicilia il tema dell’usura non può essere affrontato soltanto come un problema di ordine pubblico. “L’usura rappresenta anche una questione sociale ed economica. In alcuni territori caratterizzati da difficoltà occupazionali, povertà e scarsa inclusione finanziaria, esiste il rischio che si sviluppino forme di cosiddetto “welfare mafioso”. Quando una famiglia o una piccola impresa non riescono ad accedere tempestivamente al credito legale o agli strumenti pubblici di sostegno, la criminalità organizzata può presentarsi come una falsa soluzione ai problemi economici, instaurando rapporti di dipendenza e controllo. Dove arretra il credito legale rischia di avanzare il credito criminale”.
Il ruolo del fondo per la prevenzione dell’usura
Il dirigente della Fabi sottolinea inoltre l’importanza del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura e del ruolo svolto da banche, Confidi, fondazioni antiusura e associazioni impegnate nell’assistenza alle vittime. “Occorre fare in modo che chi si trova in una situazione di sovraindebitamento sappia di non essere solo. Esistono percorsi legali e strumenti di supporto che devono essere maggiormente conosciuti e valorizzati. La prevenzione resta il più efficace strumento di contrasto all’usura”.
Le contromisure
“Occorre accelerare e semplificare l’accesso ai fondi di prevenzione dell’usura e agli strumenti di microcredito sociale per famiglie e imprese che vivono situazioni di emergenza finanziaria. Inoltre, occorre rafforzare i programmi di educazione finanziaria, creare sportelli territoriali di orientamento per le persone sovraindebitate e la promozione di campagne informative regionali. L’usura non comincia quando si presenta l’usuraio, ma quando una persona smette di credere che esista una soluzione legale ai propri problemi economici. La Sicilia non può permettersi zone grigie nelle quali la fragilità economica diventi terreno fertile per interessi criminali. È il momento di investire con decisione in inclusione finanziaria, educazione economica e sostegno alle vittime, affinché nessuno sia costretto a bussare alla porta sbagliata”.

